2 settembre 2002
 Clicca!
Comunicati stampa
Rassegna stampa
Galleria fotografica
Torna all'elenco
 

10.03.2002
Torino Intemazionale sforna candidature

Per l'Authority alimentare il Comune affida l'istruttoria all'associazione di Verri. Cantore (Fi): "Per il momento ci hanno dato solo i locali di via delle Orfane".


Torino Internazionale non lascia, anzi raddoppia. L'amministrazione comunale ha affidato all'organizzazione diretta da Paolo Verri il compito di preparare i dossier per le candidature del capoluogo piemontese. «Serve proprio a questo - spiega il sindaco Sergio Chiamparino -. È un lavoro che si articola attraverso convegni ricerche, studi. Il primo terreno su cui ci confronteremo riguarda l'Authority per la sicurezza alimentare». Un progetto questo, che ha preso forma l' anno scorso, a cui hanno aderito sia gli enti locali che i rappresentanti delle categorie produttive. «Per il momento - afferma il presidente della commissione ambiente a Palazzo Lascaris Daniele Cantore di Forza Italia, uno dei principali promotori dell'iniziativa - il Comune ci ha concesso alcuni dei locali dell'associazione, ma a organizzare tutto, compresa la parte scientifica, sarà il Comitato promotore». In particolare, a Giorgio Diaferia presidente provinciale medici per l'ambiente, Giorgio Gilli, ordinario di igiene all'Università di Torino, e a Mario Valpreda, direttore regionale della sanità pubblica. Più in generale, invece, sarà l'Arpa, l'agenzia regionale per l'ambiente, a fare il grosso del lavoro. L'associazione di sottogoverno vicina all'entourage di Palazzo civico, allora, funzionerà come una segreteria generale per la candidatura di Torino a tempio del cibo sicuro. «Nemmeno quello - aggiunge Cantore - perché la segreteria organizzativa è di competenza del Comitato, Torino Internazionale è una sede temporanea, una sorta di service messo a disposizione dal Comune. Ma se dovessimo aggiudicarci l'Authority, il Mauriziano ha già promesso di concedere i locali della Palazzina di Stupinigi». È vero però che Torino Internazionale si è spesa per l'organizzazione di alcuni convegni collegati alla candidatura di Torino a capitale della sicurezza alimentare. Chiamparino, con ogni probabilità, non intende relegare l'agenzia a un ruolo marginale. Ma bisogna tenere conto che per l'Authority «non si propone solo Torino ma anche il Piemonte e l'intero patrimonio del territorio regionale, ma ora è inutile fare polemiche». In realtà, prima del verdetto finale, passerà ancora diverso tempo. «Non si deciderà nemmeno nel semestre spagnolo», dichiara Cantore. E il comitato di controllo sul cibo potrebbe quindi rimanere a Bruxelles. Uno scenario che allontanerebbe ancora di più il capoluogo subalpino dall'Authority, lasciando così il posto a Parma, prima città designata dall'Italia per ospitare l'agenzia europea. Automaticamente, se sarà scelta Bruxelles, la sede italiana dell'Authority sarà Parma. Al contrario, se Parma si aggiudicasse l'alloro, Torino dovrà gareggiare con Verona e Teramo, che ha presentato la sua candidatura venerdì scorso. «In ogni caso - conclude Cantore - abbiamo costruito una rete tra le diverse realtà agricole del Piemonte, gli istituti di ricerca sanitaria e alimentare e l'università. Un'esperienza che è servita a costruire un rapporto con tutte le eccellenze della nostra regione».

FABIO MARZANO