2 settembre 2002
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20.04.2002
"Stiamo costruendo un futuro tecnologico"

E' nato "Torino Wireless": vuole creare un polo per la formazione nel campo dell'high tech e la ricerca e favorire nuove imprese

Sciolti gli ultimi lacci burocratici, la città "senza fili" si lancia nel futuro. Giovedì la Giunta regionale, l'atto di nascita del comitato promotore di Torino Wireless, il distretto tecnologico del capoluogo piemontese: cerimoniale della firma, personalità accanto a comparse "in vece di", pizzette e brindisi finale. Ieri pomeriggio, nell'aula grande dell'istituto superiore "Mario Boella", il punto della situazione. Il secondo dopo quello del 25 gennaio scorso. «L'11 giugno, sei mesi dopo la stesura del patto, chiuderemo il cantiere», annuncia Paolo Verri a nome dell'Associazione torino Internazionale che supervisiona il piano strategico. C'era anche lui, ieri, all'incontro col rappresentante del ministro Moratti Guido Possa, il presidente della Provincia Mercedes bresso , il numero uno dell'Unione industriali Andrea Pininfarina, l'assessore Dealessandri, Gilberto Picchetto, delegato regionale per la new economy, Rodolfo Zich, i firmatari del patto. Un team messo su apposta per costruire una città post industriale accanto a quella, di novecentesca memoria, tutta fabbrica e ciminiere. Indistinguibile tra le sagome del profilo urbano, la new economy ha messo radici nel capoluogo piemontese: 3078 imprese e 13798 addetti, secondo le stime 2001 della Regione. Un record nazionale nel rapporto fra numero di e-attività e popolazione. Moltipllcato per le possibilità che 150 milioni di euro di Torino Wireless mettono a disposizione del settore per i prossimi cinque anni, fanno "un'avanguardia tecnologica che non ha simili in Italia" commenta Gilberto Pichetto. «Al progetto siglato definitivamente in questi ultimi giorni parteciperà anche il ministero dell'Istruzione e della Ricerca», ricorda il presidente della giunta regionale Enzo Ghigo. Venticinque milioni di ero è l'aspettativa, il resto a carico degli associati. L'idea è creare un polo per la ricerca e la formazione nel campo delle alte tecnologie, l'high tech per chi mastica la materia, che stimoli nuove imprese a tentare l'avventura. Magari fornendo loro prestiti o consulenze, aggiunge Pichetto, «Torino ha una tradizione storica in questo settore, una sorta di vocazione- Basta guardare la strada presa negli ultimi anni dalla Fiat nella produzione delle auto, il Politecnico. Lo sviluppo dell'infotelematica, da queste parti, ha modificato modi produttivi e stili di vita". Bisogna partire da qui per rilanciare sul mercato il Piemonte, gli fa eco Enzo Ghigo. Sciolti gli ultimi lacci, il futuro della città "senza fili" è oggi: sistemi radiomobili e satellitari per applicazionidi voce e dati, tecnologie multimedia per il trattamento di immagini e suoni, autostrade telecomunicative. E' la promessa di Torino Wireless, lanciata l'11 dicembre 2001 e sottoscritta due giorni fa.

Francesca Paci