3 settembre 2002
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09.05.2002
Caselle e Malpensa alleati dal supertreno

Da uno scalo all’altro in 45 minuti. Per l’aeroporto di Caselle nuove prospettive.

E’ una questione di spazio e di tempo quella del sistema aeroportuale del Nord Ovest italiano: imperniato su due aeroporti, Milano Malpensa e Torino Caselle, oggi troppo vicini nello spazio per non essere in concorrenza. Ma troppo lontani nel tempo (ci vogliono più di due ore per passare dall’uno all’altro, in auto o in treno) per poter essere parte davvero dello stesso sistema.
L’arrivo dell’alta velocità tra Torino e Milano, tra il 2006 e il 2007, potrebbe però radicalmente modificare il rapporto tra i due scali, oggi improntato su una competizione, ovviamente sbilanciata a favore dell’aeroporto milanese (21 milioni di passeggeri l’anno per Malpensa, quasi dieci volte i 2,8 milioni di Caselle). E che potrebbe trasformarsi in una cooperazione vantaggiosa per entrambi. E’ lo scenario disegnato dallo studio su “Il sistema ferroviario ad alta capacità Torino-Milano e Torino-Lione. Integrazione con gli aeroporti del Nord Ovest”, realizzato sotto l’egida di Torino Internazionale e con il contributo della Compagnia di San Paolo e di Torino Incontra.
La ricerca è stata presentata ieri dall’ingegner Mario Carrara, presidente della Sagat e coordinatore del gruppo che l’ha elaborata. “L’opportunità di una cooperazione tra i due scali – ha spiegato – è resa plausibile dai problemi di Malpensa (quelli ambientali per la terza pista e il difficile sviluppo di sinergie con Linate) e dal fatto che sarebbe molto semplice creare un collegamento ferroviario veloce con Caselle”. Qui è la novità della proposta: in base ai progetti finora presentati dalle ferrovie, la linea ad alta velocità (e capacità) tra Novara e Malpensa non è interconnessa con quella Torino-Milano. In sostanza i viaggiatori che da Malpensa fossero diretti alla nostra città dovrebbero cambiare stazione a Novara. O percorrere, con un treno ad alta velocità, una cinquantina di chilometri sulla vecchia linea ferroviaria. Un’assurdità che è facilmente evitabile: basta costruire due bretelle ferroviarie (di poche centinaia di metri di lunghezza) una a Novara verso Malpensa e una dalla Gronda Nord di Torino verso Caselle. Il costo sarebbe molto, circa 15-20 milioni di euro ciascuna. Così si potrebbe però arrivare in soli 45 minuti da Caselle a Malpensa e viceversa. E non solo: la stessa Malpensa sarebbe raggiungibile da Torino in 50 minuti e uguale tempo sarebbe necessario da Milano a Caselle. Lo studio ha anche stimato che, in questo modo, ci sarebbe, nel 2010, uno spostamento del 9 per cento dell’offerta e della domanda da Malpensa a caselle. “La sfida – ha sottolineato ieri enrico Salza, presidente di Torino Incontra – è trasformare ciò che è oggi un problema in una opportunità. Torino e Milanonon sono da considerare separate, ma come di una stessa grande area metropolitana”. “E’ così – ha sottolineato Piero gastaldo, segretario generale della Compagnia di San Paolo – perché dobbiamo renderci contro che l’alta velocità cambierà qualcosa che noi abbiamo considerato sempre immutabile e cioè la geografia della stessa valle Padana, le nozioni di spazio e di tempo nei rapporti tra i diversi distretti”.
Una bella sfida, cui lo studio aggiunge una ulteriore proposta che riguarda l’interconnessione tra Torino (e lo scalo merci di Orbassano) e la linea di altà velocità verso Lione (le cui opere civili saranno progettate dalla Fiat Engineering). Linea che a Bussoleno, appena uscita dalla lunga galleria, devierà sulla cosiddetta Gronda Nord verso Chivasso per consentire ai treni (quelli merci, soprattutto) diretti a Milano a al Nord Est di non attraversare la nostra città. In questo modo però, nel progetto delle ferrovie, i treni ad alta velocità diretti a Torino 8° ad Orbassano) verrebbero incanalati sulla linea storica della Val Susa, dove dovrebbero fare i conti con il traffico ferroviario locale. La proposta è quella di creare una bretella che dalla Gronda arrivi al Passante torinese. Quattro sono le possibilità, di interconnessione allo studio: all’altezza di Bruzolo, di Caprie, di Alpignano o addirittura alle porte di Torino, su corso Marche, dove già nascerà la nuova “stringa” della tangenziale.

Marco Trabucco