2 settembre 2002
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01.07.2002
Sport e università a confronto

All'Unione Industriale un incontro sul tema dei molteplici rapporti fra pratica sportiva e formazione accademica.

Lo sport è importante per l'università e l'università è importante per lo sport. Si può sintetizzare in questo modo quanto è emerso dal convegno "Sport e università nel Mondo Modelli a confronto", che si è tenuto 1' 8 giugno scorso presso il Centro congressi dell'Unione industriale di Torino. L'incontro organizzato da Cus Torino, Università di Torino, Politecnico di Torino, Associazione Torino Internazionale, in collaborazione con Scuola di Amministrazione Aziendale, USAC, Unione Industriale, Comitato promotore Universiadi 2007, con il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino ha chiamato a confrontarsi sul tema dei molteplici rapporti tra pratica sportiva e formazione accademica diversi esponenti del mondo dello sport e della cultura. Gli olimpionici Fred Scarlett e Maurizio Damilano, alla luce delle loro esperienze personali, hanno sottolineato come lo sport universitario sia sempre più una fucina di talenti. Della stessa opinione il presidente della Fidai e numero uno del Consiglio internazionale dello sport militare, Gianni Gola: "Considerando le riforme in atto nello sport militare ha precisato il legame con il mondo dell'università deve essere necessariamente rafforzato". Sul valore dello sport in ambito accademico è intervenuto anche il rettore del Politecnico Giovanni Del Tin, per il quale "la pratica sportiva è un valore aggiunto alla formazione e la possibilità di fare sport incoraggia la scelta degli studenti verso un ateneo o un altro". Del Tin ha aggiunto anche che di questo aspetto si è tenuto conto nella progettazione del raddoppio verso occidente delle strutture del Politecnico, che si trovano in Corso Duca degli Abruzzi: "tra qualche anno ha detto il nostro Ateneo potrebbe diventare un vero campus universitario, con nuove aule e laboratori, ma anche con palestre e impianti sporti vi". Lo sport non arricchisce solo l'offerta formativa in termini sia sostanziali che di immagine. Esso, fornendo nuove strutture, può sostenere concretamente la crescita del prestigio internazionale degli Atenei, in parti colare di quelli subalpini. Ne è convinto Valentino Castellani, presidente del Toroc e a sua volta docente del Politecnico. Nel suo intervento ha presentato quelli che saranno i villaggi media di Torino 2006 e diventeranno poi residenze universitario, pronte ad accogliere studenti da tutta Europa: "Un'occasione da utilizzare nel modo migliore", è stato il suo commento. Uno degli elementi fondamentali del convegno torinese è stata la presenza di relatori stranieri, esponenti del mondo accademico sportivo provenienti da diversi paesi europei e extraeuropei. Di gran valore, come ha sottolineato anche l'assessore torinese allo sport. Renato Montabone, i loro contributi. Pierre Pfefferle, professore responsabile della formazione negli sport invernali e componente della direzione del "Service des sports" dell'Università e del Politecnico di Losanna, ha presentato il modello di finanziamento dell'attività sportiva applicato dai due Atenei elvetici. A Jean Charles Marin della "Universitè Claude Bernard Lyon I", il compito di ripercorrere i dieci anni di partnership tra la sua università e l'Universita di Torino, e di individuare le nuove strategie da seguire per rafforzare questa collaborazione. Frederick Mueller della "University of North Carolina-Chapel Hill", ha tracciato un quadro della situazione statunitense a partire dalla sua esperienza di direttore del Dipartimento di Scienze dello sport di quell'Ateneo. "Abbiamo circa 300 milioni di dollari di introiti ha spiegato la massima parte dei quali (oltre 250) provengono dai soli diritti televisivi. Li spendiamo non solo per le grandi squadre (basket, football americano e atletica) o i singoli campioni, ma anche per le squadre di base, con un circuito regionale che crea un pubblico fedele e felice di vedere i futuri campioni nascere sui campi di casa". Non c'è paragone, in termini di risorse, con la situazione italiana, dove comunque il livello è alto per ciò che concerne risultati e qualità dell'offerta. Lo ha sottolineato Riccardo D'Eliclo, presentando l'attività del Cus Torino, che nonostante i solo 450 mila euro di budget coinvolge 20mila studenti nelle sue attività, è leader in Italia sia a livello universitario sia nelle competizioni federali. Sulla base di questa esperienza, e tenendo conto del fatto che proprio all'ombra della Mole nacquero le Universiadi nel 1959, D'Eliclo ha proposto che Torino diventi la sede di un osservatorio mondiale sullo sport universitario. Il convegno dell'8 giugno è sembrato proprio il primo passo verso questo nuovo ambizioso traguardo. Comprensibile la soddisfazione del presidente cussino e di Paolo Verri, direttore di "Torino Internazionale": "Abbiamo centrato l'obiettivo che ci eravamo prefissi quando abbiamo pensato a un'iniziativa come questa è il loro commento cioè avviare un processo che faccia di Torino la capitale mondiale dello sport universitario, con evidenti benefici per l'interà comunità".

Marco Stolfo