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Torino - 26 novembre 2003
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22.10.2003 - I torinesi fanno meglio il cabaret
Voglia di cabaret, caccia aperta al palcoscenico libero. Perfetto se classicamente teatrale, ma non è il caso di sottilizzare se è invece uno spazio più versatile messo a disposizione da locali, strutture alternative, realtà dedite alla didattica della risata: tutti assetati di serate comiche, desiderosi di mettere in piedi cartelloni, rassegne e festival. E’ scoppiata una nuova stagione da febbre del cabaret? Certo il successo televisivo di «Zelig Show» e la produzione di trasmissioni «concorrenti» come «Bulldozer» o «Colorado Cafè» sono innegabilmente un faro ispiratore, e a Torino e dintorni, dove hanno fatto la loro gavetta artistica personaggi come Anna Maria Barbera e Luciana Littizzetto, questo desiderio di sfondare si sente, eccome. Allora forse non è un caso che proprio quest’anno Zelig abbia deciso il gemellaggio con Hiroshima per aprire il «laboratorio» torinese seguito da Renato Trinca, uno degli autori televisivi. Così Hma riporta finalmente il cabaret - non succedeva dai tempi di via Belfiore - a casa propria, non i grandi nomi dirottati sul cartellone Mito realizzato con il Colosseo, ma quegli artisti già noti «che hanno bisogno di uno spazio diverso, il contesto giusto, e noi ora l’abbiamo, e abbiamo anche la voglia di lavorare con i giovani dedicandoci il tempo necessario» dice Simona Ressico che per inaugurare l’iniziativa domani sera alle 21,30 porta nella sala Majakowskj Fabrizio Fontana, ovvero il James Tont Nazionale (ingresso 10 euro). In questo calendario dalle tappe quindicinali si succederanno i Turbolenti, Dario Cassini, Claudio Batta, Antonio Cornacchione, Cesare Vodani, Beppe Braida e altri ancora. Sicuramente nomi utili a fare da traino al «laboratorio» che apre ogni serata, esperienza alla quale sono stati ammessi, provinati dallo stesso Giancarlo Bozzo con Trinca, i quindici ben felici torinesi: dai Soggetti a Vanessa Giuliani, da Enrico Ceva a Claudio Sterpone, da Pippo Romano a Luigi Codipietro, da Mauro Ventola a Marco Guarena. Nomi che si incontrano e reincontrano nel panorama di tutte quelle serate e rassegne e laboratori realizzati in giro per la città. Una produzione creativa effervescente, che l’anno scorso ha reso possibile una trasmissione di successo sull’emittenza privata come «Ciau Bale» mandata in onda da Quartarete e che con il nutrito blocco di attori/autori - gli stessi Soggetti, Laura Righi, Gian Piero Perone e numerosi altri insieme agli ideatori Andrea Zalone e Cesare Vodani - è pronta a replicare sul piccolo schermo a fine anno e, soprattutto, a debuttare il 27 gennaio al Colosseo: un bel coraggio per un contenitore comico della tv regionale in versione da teatro di 1500 posti.

Sommersi dai tanti programmi comici serali ci si rende conto in fretta che la condizione laboratoriale sia quella più diffusa: «Ormai il cabaret è diventato moda e le richieste per poter partecipare a scuole-corsi-serate sono continue» spiega Mauro Giorcelli, direttore del Festival Nazionale del Cabaret, «dove anni fa partecipò anche Sconsolata». E anche Giorcelli si è lasciato tentare dal «laboratorio», «perché i ragazzi che non sanno dove poter mettersi alla prova con i loro pezzi sono tanti, io lo faccio in un Circolo Arci e non c’è tornaconto. Non si può negare che per i gestori dei locali la formula offre una serata piena a un costo zero». Il circolo si chiama il Palacetampa Iumorcafè, in via Pedrotti 37, e lì si ritrovano ogni giovedì alle 22 futuri cabarettisti d’ogni età a provare l’ ultimo pezzo, «ci sono i monologhisti e chi invece porta il personaggio, come la tv insegna per un successo più veloce» conclude Giorcelli, che nel suo laboratorio ha volti nuovi ma non troppo quali Sterpone, Codipietro, Bonelli. Anche il Cab 41, in via F.lli Carle 41, prosegue nella sua attività decennale di propositore cabarettistico e il laboratorio del mercoledì dalle 22 in avanti aperto a qualunque nuovo sketch, mentre domani, il 24 e 25 ottobre ha in cartellone lo spettacolo di Stefano Chiodaroli (ingresso 10 euro). Le ambizioni di chi vuol far ridere e sorridere spesso hanno bisogno di una base didattica, in questo senso è una novità sul territorio, con appena un anno alle spalle, l’Accademia Nazionale del Comico, per ora con sede a Moncalieri in strada Praciosa 11 (011/6054941) e altri distaccamenti in tutto il Piemonte. Inizia il 5 novembre il primo anno - lo scorso ha avuto una quarantina di iscritti fra i quali Guarena e Ventola scelti da Zelig&Hma; - con lezioni serali sulle tecniche di base e l’approccio al comico e soprattutto la possibilità di partecipare a 25 seminari condotti da altrettanti attori, come Manera, Vergassola, Fontana, Oreglio, Drusiani: e tanto per cominciare la tivù fa un salto in classe.

Tiziana Platzer

 
 
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