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Torino - 26 novembre 2003
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23.10.2003 - Gorby nella suite di Piano
Il premio Nobel per la Pace Mikhail Gorbaciov ci dormirà stasera. In occasione del World Political Forum ha prenotato la suite presidenziale «Lo Scrigno», la sistemazione più esclusiva del nuovo hotel «Art+Tech» progettato da Renzo Piano per la catena alberghiera Le Meridien. Per il suo breve soggiorno a Torino l’ex Presidente russo ha scelto il meglio: centoventi metri quadri, tre camere da letto e altrettanti bagni dotati di vasche idro e docce multigetto, legno alle pareti, vetrate a tutt’altezza, moquette anallergica in fibra di cotto «ideale per camminare a piedi nudi», tivù a cristalli liquidi 32 pollici. Ma soprattutto, una vista impareggiabile sul complesso del Lingotto che abbraccia appunto «Lo Scrigno» ovvero la pinacoteca Marella e Giovanni Agnelli incastonata sulla pista dell’ex fabbrica, e la Bolla, la panoramica sala riunioni. Intorno, uno spettacolare colpo d’occhio sulla catena delle Alpi.

In questo stesso albergo, in via Nizza 230 - divenuto nei giorni scorsi set per le riprese del film di Marco Ponti «Da nessuna parte» con Vanessa Incontrada e Kabir Bedi - alloggiano pure l’ex ministro Gianni De Michelis e lo Scienziato Riccardo Petrella. Loro però spenderanno meno di Gorbaciov: se trascorrere una notte nella suite hollywoodiana costa tremila euro, per la camera più piccola, 29 metri quadri di superficie, la cifra scende a 410 euro.

Ci sono voluti due anni di lavori e un investimento di circa 26 milioni di euro per realizzare questo gioiello di architettura, primo e unico (per il momento almeno) hotel cinque stelle della città. I numeri: 142 camere super-lusso, tre sale meeting, tre ascensori in cristallo che viaggiano alla velocità della luce, cinque piani rivestiti con pannelli in ciliegio sul genere di quelli del vicino Auditorium. L’impatto è davvero scenografico. In ogni angolo elementi di alta tecnologia si fondono con materiali naturali, il grande atrio effetto open-space gioca con le trasparenze, lungo la navata centrale sono sistemati i tavoli del ristorante, l’«Art+Café», mentre dal soffitto - che lascia intravedere il cielo - scendono a grappoli le lampade Perroquet disegnate dallo stesso Renzo Piano, che consentono «scenari programmati»: a seconda del variare della luminosità esterna e della situazione - lunch, breakfast, dinner - le luci cambiano d’intensità. Pare quasi di essere a Disneyland.

Ieri, l’inaugurazione ufficiale avvenuta in concomitanza con l’arrivo degli ospiti partecipanti all’assise politica: a fare da ciceroni, Juergen Bartels, amministratore delegato Le Meridien Group, e il General Manager dell’hotel Andrea Prevosti, già alla guida del preesistente «Le Meridien Lingotto» (quattro stelle), ma che adesso - con l’«Art+Tech», raddoppia il suo impegno.

Con il «vecchio» Le Meridien, il nuovo albergo condivide proprietà (entrambi appartengono alla Lingotto S.p.a) e gestione. Cambia invece lo stile, meno tradizione più tendenza, a cominciare dalla cucina. Infatti, all’«Art-Café» si pranza con piatti fusion in atmosfere e mise en place orientaleggianti, il tutto con la supervisione di Daniele Giolitto, stesso chef executive dell’attiguo ristorante «Torpedo».

Sul fronte dell’occupazione «Il nuovo hotel ha creato oltre trenta posti fissi di lavoro senza contare l’indotto, come i servizi di pulizia e manutenzione» spiega Prevosti. «Nel campo alberghiero stiamo vedendo confortanti segni di ripresa» sostiene Juergen Bartels, e dice che «nonostante la flessione del mercato degli anni passati il gruppo ha continuato ad investire e ristrutturare». Oggi, la catena vanta 135 strutture sparse in 56 paesi del mondo, per un totale di 36 mila camere e 30 mila dipendenti. Su Torino Bartels conta molto «La ritengo una città affascinante e noi ci aspettiamo di avere un ruolo importante in vista delle Olimpiadi del 2006. L’intera area del Lingotto diverrà fulcro dell’evento, ci sono molte spinte positive, in questo ci sentiamo davvero fortunati».

Elena Del Santo

 
 
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