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Torino - 26 maggio 2003
 
 
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07.01.2003 - 7 mostre per 7 palazzi
A un mese dall´inaugurazione, oltre 25 mila persone hanno visitato la rassegna «Artigiano Metropolitano», realizzata in occasione del Centenario dell´Esposizione Internazionale d´Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902. Un evento che ha richiamato un pubblico proveniente da ogni parte d´Italia. Nelle sale espositive s´intrecciano commenti in portoghese, inglese, francese ed olandese tra i vestiti-scultura di Roberto Capucci e la sorprendente terracotta policroma «Eliza-Bette» di Paolo Schmidlin, il bronzo «La Cavallerizza» di Davide Calandra e il coloratissimo acquario della manifattura Lalique, l´installazione fotografica dello spagnolo Montserrat Casas Estradé e il «tavolino arabesco» di Carlo Mollino. Dinanzi alle monumentali macchine del gruppo Mutoid Waste Company, si soffermano alcune persone incuriosite dal movimento degli ingranaggi e dalla clessidra che ruota nello spazio: «Ci vuole fantasia - affermano - e capacità inventiva per costruirle. E´ merito dei nostri figli se siamo qui». Il crescente interesse per questi assemblaggi - sottolinea Rolando Picchioni, segretario generale della «Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura», che insieme al «World Craft Council», ha organizzato la manifestazione - si tradurrà in un prolungamento della mostra, che doveva chiudersi il 6 gennaio. L´«Artigiano Metropolitano» presenta un percorso all´interno delle Arti Decorative rifacendosi dall´Esposizione del 1902, che è stata la prima al mondo riservata a questo settore delle arti applicate. Un itinerario profondamente caratterizzato dall´impegno del direttore artistico Enzo Biffi Gentili, perché lo spirito delle celebrazioni «non è solo "commemorativo", ma anche progettuale e produttivo: il proposito è quello di attivare una riflessione e di redigere un bilancio sullo "stato dell´arte" decorativa a distanza di un secolo. Da un lato le testimonianze del 1902, dall´altro del 2002, ma, tutte, esposte dalle medesime manifatture, attive allora e ora...». Una riflessione che ha portato all´annuncio della nascita di un Museo delle Arti Applicate e la disponibilità della Regione Piemonte per un fondo acquisti di 200 mila euro. «E visto il successo, fra due anni - sottolinea ancora Rolando Picchioni - intendiamo continuare il discorso ora avviato». PALAZZO CARIGNANO Nella grande aula (quella del primo Parlamento d´Italia) Paola Navone ha allestito la mostra «Per filo per segno: dagli abiti-scultura di Roberto Capucci al fashion design», curata da Consolata Beraudo di Pralormo con Luca Selvi. Curiosando negli armadi e nelle casse, il pubblico può scoprire modelli e tecniche di lavorazione che uniscono gli aspetti artigianali con la sperimentazione. Si passa dai gioielli di lana di Francesca Grazzini all´abito di Lucia Gatti, dai vestiti fatti di calze e calzini da Pietra Pistoletto agli abiti in carta di Caterina Crepax. I giovani allievi dell´Istituto d´Arte «Aldo Passoni» e dell´Istituto Europeo di Design propongono due torte di tessuto, mentre sulle pagine di stoffa dell´album delle firme si leggono frasi come l´ironica «Abbiamo perso il filo». ARCHIVIO DI STATO Nello spazio espositivo in piazzetta Mollino, Enzo Biffi Gentili, Francesca Comisso e Luisa Perlo hanno curato «Eccentricity». Dalle ceramiche delle manifatture torinesi (ViBi con il «Portauova di cioccolata» per la Venchi Unica) si prosegue con il piatto di Giò Ponti, il bicchiere di Marisa Micca e la lampada di Idro Colombi, il portaombrelli di Renzo Igne e la scultura «Omaggio alla macchina da scrivere» di Franco Garelli. Nelle sale successive sono presenti Franco Assetto, Tullio Regge, Ada Minola, Bruno Martinazzi, Riccardo Chicco, la tovaglia di Carol Rama e l´arazzo di Umberto Mastroianni, il «Pannello astratto n.3» dei Decalage (de´ Cavero, Aloisi, Girardi) e il pannello di Eugenio Guglielminetti, il vestito-natura «Anguria» di Piero Gilardi e l´ombra di una ragazza seduta di Pietro Gallina, sino agli smalti dello Studio del Campo e all´omaggio a John Vigna di Marco Silombria. PALAZZO GRANERI Il Circolo degli Artisti, in via Bogino 9, ospita, a cura dell´Ordine degli Architetti di Torino, l´esposizione «L´Architetto Artista». E proprio all´interno della Sezione Architettura del Circolo degli Artisti nacque nel 1899 il progetto dell´Esposizione del 1902. Una sezione della rassegna è dedicata alla figura dell´architetto spagnolo Antoni Gaudí (1852-1926), esponente del modernismo catalano che ha fatto dire a Giulio Carlo Argan: «Modella la forma con la stessa libertà con cui uno scultore plasma la creta, e la riveste di mosaici, di smalti colorati». PALAZZO LASCARIS Nel palazzo di via Alfieri 15, Maria Luisa Moncassoli Tibone ha realizzato la mostra e il catalogo dei bronzetti della Collezione Sperati, di proprietà del Consiglio Regionale del Piemonte. Si possono vedere il bronzo «Michelangelo» di Odoardo Tabacchi e la «Targa tombale dedicata a Cesare Lombroso» di Leonardo Bistolfi, «La preghiera» di Edoardo Rubino e «Scugnizzo» di Medardo Rosso. PALAZZO BRICHERASIO Nel secentesco edificio di via Lagrange 20, Enzo Biffi Gentili, Anne Leclercq e Denise Biernaux hanno delineato «Masterpieces/Capolavori. L´artista artigiano tra Picasso e Sottsass», con la ceramica policroma «Bambino malato» di Bertozzi&Casoni; e il vaso in ceramica e vetro i Ettore Sottsass, i «Fuochi di rame» di Giorgio Vigna e il lavoro di Toni Cordero. E poi Ugo La pietra con un portavaso in ceramica, la scultura tessile della finlandese Kristiina Nyrhinen e la raffinata collana in carta riciclata di Janna Syvanoja, il bracciale in vetro da finestre di Pavol Hloska e le strutture gioiello di Leonardo Mosso e il campo-maglia di Clotilde Vitrotto. PALAZZO CAVOUR Il palazzo di via Cavour 8, propone «TO 1902002. Manifatture aristocratiche», a cura di Rossana Bossaglia e Cristina Morozzi, che hanno ideato un percorso con opere già esposte nel 1902 (Richard Ginori, Salviati, Lalique) accanto alla singolare figura dell´artista-decoratore» contemporaneo. E dal Manifesto della Prima Esposizione Internazionale d´Arte Decorativa Moderna, 1902, di Leonardo Bistolfi si giunge alla Studio per l´Artigiano Metropolitano di Paolo Echaurren, alla sedia di Mackintosh e all´abito Swarovski di Dolce & Gabbana. E inoltre la «Pantera» di Nicola Bolla, il servizio da caffè di Ugo Nespolo, la poltrona Thonet e il presepe di Ezio Gribaudo, la donna tatuata di Plinio Martelli, i notturni di Ermanno Barovero, i vasi di Galileo Chini e le tempere di Giorgio Griffa. DIDATTICA Le classi che visitano le mostre possono partecipare alla realizzazione della «Linea della decorazione»: un´opera collettiva ispirata ai «pezzi» esposti, che sarà installata nella «Sala del Maglio» (ex Arsenale) dal 3 al 9 febbraio. Contemporaneamente nel vicino «Cortile dei ciliegi», verrà allestita una selezione dei lavori eseguiti dagli studenti delle medie superiori.

ANGELO MISTRANGELO

 
 
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