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Torino - 27 novembre 2003
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30.10.2003 - Per non buttare Torino 2006
perché le Olimpiadi del 2006 non siano una "cattedrale nel deserto", ma invece una "piccola rivoluzione" per tutto ciò che a Torino è turismo, economia e sviluppo. Eccoli i primi conti della sfida capacae di cambiare la città e il territorio che la circonda: in tutto, 69 milioni di euro, cioè quanto la Provincia ha investito per l´appuntamento del 2006. Un "lascito" in termini di piste ciclabili, interventi di risanamento ambientale e infrastrutture, strade rinnovate. Dopo i 15 giorni di sbornia a cinque cerchi, le amministrazioni locali dovranno fare il bilancio di ciò che rimane dei Giochi. La campagna di promozione di Palazzo Cisterna, "Il bello che resta dopo le Olimpiadi", è già un consuntivo, cifre alla mano, del panorama che si presenterà ai torinesi dopo il febbraio 2006. «Non si può prescindere, innanzitutto, dal rispetto del paesaggio, - spiega la presidente Mercedes Bresso – È possibile ottenere che le ricadute negative dei cantieri siano limitate». Un´impronta "sostenibile", alla presenza di ruspe e cemento, che si va affermando tra i valligiani del Torinese.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di opere che dovrebbero sia ridurre l´impatto visivo degli impianti che riqualificare zone rimaste finora nell´ombra. I fondi per questo progetto superano i 7 milioni di euro. Si va dalla sistemazione di alcune aree, come quelle esterne al forte di Fenestrelle, al parco olimpico di Pinerolo o al recupero di un pezzo del patrimonio storico di Avigliana. Un´attenzione particolare, quindi, sarà dedicata agli sport alpini: dall´arrampicata, libera, al trekking, sino allo sci estremo. Saranno realizzati circa 500 chilometri di percorsi ciclabili, 25 nuove piste per le mountain bike in 118 comuni, senza contare altre nuove 20 aree per parcheggiare i camper. Un pacchetto che comprende anche il riassetto di 50 percorsi escursionistici e la manutenzione della segnaletica sui sentieri. Infine, è in arrivo una pioggia di contributi, 190 mila euro, per altre attività agonistiche sempre legate alla montagna.

Fiore all´occhiello dell´operazione, in accordo con l´Agenzia Torino 2006, il riordino della viabilità: 12 chilometri sulla provinciale per il Sestriere, 19 per quella della Val Germanasca e, tra gli interventi di rilievo, la messa in sicurezza della strada per il Melezet. Nella rosa delle opere connesse, cioè quelle finanziate con la legge 285, rientrano anche la risistemazione della statale per i laghi di Avigliana e la valorizzazione ambientale della 173 per il colle dell´Assietta. «Bisogna diffondere un senso di consapevolezza tra i cittadini, – aggiunge la Bresso – questi progetti sono già in fase di completamento. Erano anni, ad esempio, che a Torino non si costruivano camere d´albergo, oggi, rispetto a qualche anno fa sono già raddoppiate. Ma penso anche ai Ragazzi del 2006, quando Ugo Perone (ex assessore alla cultura, ndr) ha lasciato il Comune, nessuno voleva più occuparsene, ora sono una realtà consolidata» . Saranno 25 mila i giovani che alla scadenza olimpica avranno tra i 18 e i 25 anni: il 48 per cento è residente a Torino, il 52 per cento in provincia.

Fabio Marzano

 
 
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