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Torino - 29 novembre 2003
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03.11.2003 - La Torino olimpica senza «patinoire»
«Ormai siamo a novembre e non abbiamo ancora avuto notizie dell’ormai affezionata ”patinoire” di piazza Castello: non diteci che più si avvicinano le Olimpiadi e meno i nostri amministratori pensano la città in prospettiva olimpica...». Lettere, telefonate, appelli. Non appena la temperatura si abbassa e si avvicina il Natale, in redazione - e magari anche negli uffici comunali - cominciano a fioccare le richieste: «Già nel 2001 ce la fecero sospirare - ricorda Federica Mandella, 24 anni appassionata di pattinaggio - ma alla fine i nostri sforzi furono ripagati. Lo scorso anno invece, a nulla servì il nostro appello. Torino olimpica merita una pista di pattinaggio in pieno centro, come Parigi, Lione e New York. E quest’anno?».

Spiace deludere, ma anche per l’inverno 2003, sul fronte «Rockfeller center sotto la Mole» butta male. La giunta Chiamparino, infatti, associa ai già noti problemi di bilancio (ma a quelli si potrebbe ovviare trovando gli sponsor), quelli della cosiddetta «location». Traducendo: mancano le piazze. Se per piazze adatte ad ospitare una pista di pattinaggio, s’intendono quelle auliche. «In piazza Castello c’è il presepe di Luzzati (già sfrattato nel 2002 dai giardini Sambuy, ndr) - spiega l’assessore allo Sport Renato Montabone - in piazza Solferino stiamo per inaugurare Atrium Torino, lo spazio disegnato da Giugiaro, tutto dedicato all’evento olimpico; in piazza Bodoni c’è un’installazione di ”Luci d’Artista” e in piazza Vittorio non si può fare perché la piazza è scoscesa». E dire che al sindaco Chiamparino non dispiaceva affatto l’idea di allestire la pista di pattinaggio in piazza Vittorio, proprio sotto le sue finestre. Adesso però sono sorti problemi tecnici.

Che ne dice l’assessore alle Olimpiadi Elda Tessore? Dopo aver sottolineato che «la delega allo Sport non le appartiene», ribadisce che le piazze del centro sono davvero esaurite. Ma si ripromette, come Montabone del resto, di porre la questione all’esame della giunta: «magari si potrebbe spostare in un parco», come avverrà per lo Snowboard che quest’anno si farà al Valentino». Se, però la città, due anni or sono, si ribellò alla decisione della Sovrintendenza di bocciare il progetto dell’impianto in piazza Castello è facile immaginare che, anche quest’anno, dal momento che il conto alla rovescia delle Olimpiadi si fa sempre più serrato, le proteste, e le raccolte di firme, (non solo delle associazioni sportive, a cominciare da quella dell’hockey) non mancheranno.

Emanuela Minucci

 
 
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