contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 28 gennaio 2004
contatti     mailing list
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Cultura, turismo, commercio e sport | Rassegna stampa
 
 
 
 
13.11.2003 - Piccoli editori crescono
Settant´anni fa nasceva l´Einaudi: era il 13 novembre 1933 quando Giulio Einaudi formalizzò l´atto di fondazione dello Struzzo. Settant´anni dopo, l´Einaudi ha cambiato padrone - ora fa parte della galassia Mondadori, come un´altra perla dell´editrice piemontese, la Piemme di Casale Monferrato - ed è cambiato anche il panorama delle "fabbriche dei libri" nella regione. «Un tessuto forte e vivace ed eterogeneo». Lo fotografa così l´Osservatorio Culturale, riassumendone i numeri: 220 aziende che fatturano in media 826 milioni di euro l´anno. Cifre che rimangono sostanzialmente stabili nel tempo. «Soprattutto fra le micro-realtà ? spiega Alessandra Gariboldi, ricercatrice della Fondazione Fitzcarraldo ? c´è una forte spinta ad avviare nuove iniziative e non ci sono particolari barriere che impediscano a chiunque di aprire una casa editrice». Alcune sono esperienze veloci, che durano poco, altre riescono a sopravvivere e a creare anche prodotti di qualità. Difficile dare un quadro chiaro degli addetti. L´indagine ne stima circa 2.700, con una lieve contrazione negli ultimi anni. Ma più che di licenziamenti si tratta di un maggior ricorso alla flessibilità con formule atipiche o collaborazioni.

A Torino si concentra il 74 per cento degli editori, il 53 per cento del fatturato e il 68 per cento degli addetti. Nomi importanti, come Einaudi, Bollati Boringhieri, Utet, Sei, e una miriade di piccole e micro-imprese. Novara è seconda grazie alla De Agostini che, insieme a qualche altre realtà minori, realizza circa il 39 per cento del fatturato locale. Cuneo è il terzo polo, staccato di molto dai primi due, con un 6 per cento, ma «un sottobosco qualitativo elevato». Le contraddizioni, però, non mancano, soprattutto per i più piccoli che da anni invocano una legge regionale che tuteli e promuova il settore. «Non è una questione di aiuti ? spiega Annamaria Bertolino, presidente degli Editori piemontesi associati e titolare della Tirrenia Stampatori ? ma di valorizzare la nostra industria dei contenuti, così come avviene in Sicilia, in Sardegna o in Toscana. Volevamo conquistare fette di mercato all´estero, dove sono presenti molti piemontesi, ma è una strada impraticabile perché non abbiamo strumenti. I nostri progetti in Regione sono arrivati, ma sono ancora tutti fermi».

Si aggiungono poi i classici problemi del settore, come la distribuzione, le difficoltà ad arrivare in libreria, e il dramma dei libri fotocopiati, specialmente per il segmento universitario. Soluzione? «Diversificare per continuare a sopravvivere, creando attività, come la correzione di bozze e l´impaginazione, che sostengano l´editoria. Una necessità per il 58% delle aziende».

Diego Longhin

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.