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Torino - 28 gennaio 2004
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12.11.2003 - «State preparando Giochi grandiosi»
SONO venuti a Torino convinti di arrivare in una piccola Detroit, di trovare fabbriche, quartieri grigi, grandi casermoni dormitorio. «Invece - dicono adesso Doug Ingram ed Ed Ryan - che bella sorpresa ci aspettava, abbiamo trovato un posto incantevole, ricco di monumenti, di piazze splendide, di cultura».

Doug ed Ed sono americani, dirigono il comitato olimpico statunitense, sono a Torino per iniziare a pianificare la trasferta delle proprie nazionali degli sport invernali in vista dei Giochi del 2006. Li abbiamo incontrati in corso Novara 96, dove sta traslocando, dal Lingotto, buona parte del personale del Toroc. I capi del movimento Usa dei cinque cerchi erano reduci da una visita in montagna, sui luoghi dove si disputeranno le gare, li ha entusiasmati Bardonecchia «Ne avessimo noi di luoghi così attrezzati per lo sci, di paesini montani che hanno anche tutti i vantaggi della città. Abbiamo visto a che punto sono i lavori dell’impianto sul quale si lanceranno gli specialisti dello snowboard, sulle pendici del Melezet: la pista promette faville, di sicuro sarà una delle migliori del mondo, e dal punto di vista tecnico che da quello spettacolare».

Da Bardonecchia Doug ed Ed sono stati condotti al Sestriere «stazione già famosa per aver ospitato i Mondiali di sci alpino e molte prove di Coppa del Mondo». Prima di giungere sul Colle hanno fatto tappa nel cantiere della pista del bob, lungo la strada che sale da Cesana. «Ci ha impressionato la vastità dell’area sulla quale si snoderà il serpentone di ghiaccio, il progetto è intrigante e vale quanto detto per lo snow board, il tracciato è garanzia di spettacolarità».

Di qua al 2006 i due americani avranno l’occasione di conoscere a fondo Torino e le sue montagne, per programmare la trasferta olimpica del contingente statunitense torneranno sotto la Mole numerose volte. Confessano: «Eravamo pieni di preconcetti, collegavamo Torino solo alla fabbrica, alla produzione di auto e dunque eravamo preparati a vedere una Detroit e le lodi che avevamo sentito da chi già era stato qui non erano riuscite a convincerci che eravamo nel torto. La vicinanza della metropoli ai monti è affascinante, crediamo davvero che saranno Olimpiadi uniche, diverse da tutte le altre. I rappresentanti di Torino, durante la corsa per aggiudicarsi i Giochi, avevano puntato molto sulla novità di una rassegna che per la prima volta nella storia delle Olimpiadi invernali si sarebbero svolte in una città e non in un paese di montagna, avevano perfettamente ragione, lo sport conviverà con la cultura». La delegazione americana sarà una delle più folte, nel febbraio 2006 arriveranno oltre 400 persone tra atleti, dirigenti, allenatori, tecnici.

Storicamente, nei Giochi invernali i Grandi sono cinque: il paese che organizza, gli Usa appunto, il Canada, la Russia e la Germania. Compito di Doug ed Ed: organizzare tutto a dovere lavorando gomito a gomito con gli esperti del Toroc. «Mancano due anni e tre mesi al grande momento, però non c’è tempo da perdere, bisogna pensare a mille cose, a mille dettagli, da dove alloggeranno gli atleti, a esempio, ai trasporti sui luoghi di gara, alle piste e agli stadi dove fare gli stages di allenamento».

A Salt Lake City, nella kermesse del 2002, parteciparono 77 delegazioni olimpiche, a Torino dovrebbero essere almeno 85. Lo afferma Andreja Mc Quarrie, ex stella dello sci jugoslavo, prese parte ai Giochi di Sarajevo del 1984 e disputò sette stagioni di Coppa del Mondo. Andreja, che è slovena, ha 38 anni e da uno e mezzo dirige il Noc’s service del Toroc: ossia, è responsabile del gruppo che si occupa di accogliere gli inviati dei vari comitati olimpici nazionali che, al pari di Doug ed Ed, vengono, e verranno, a Torino per mettere a punto l’accoglienza, la sistemazione nei villaggi delle proprie rappresentanze. «Finora - dice la Mc Quarrie - abbiamo ricevuto la visita di 23 comitati, alcuni sono stati da noi già due volte.

Per la prima settimana del prossimo marzo abbiamo organizzato un seminario riservato ai capi missione di ogni paese e in quell’occasione dovremo fornire a ciascuna nazione tutte le informazioni relative a ospitalità trasporti, volontari, accompagnatori, orari degli allenamenti. Sinora tutti i nostri ospiti si sono stupiti del livello che abbiamo raggiunto nella pianificazione e sono soddisfatti delle risposte che diamo loro». Doug ed Ed Ryan confermano che l’intesa con il Toroc e con il gruppo di Andreja McQuarrie è ottima, sorridono «Preparate Giochi grandiosi».

Claudio Giacchino

 
 
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