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Torino - 28 gennaio 2004
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16.11.2003 - Lo sfogo di Cazzola: "Adesso basta attacchi alla vigilia dei saloni"
«Il Gruppo Fiat non ha mai inviato la propria domanda di adesione al Salone dell´Auto del 2002». Lo rivela Alfredo Cazzola, presidente del Lingotto Fiere e organizzatore di quel salone che, poi, spiega «proprio per la non adesione di Fiat e di GM fu annullato». Cazzola ha deciso di parlare, spiega, «perché da tempo sono oggetto a Torino di accuse più o meno esplicite. Mi viene addossata la responsabilità di aver "ucciso" il Salone dell´auto. Mentre non è così. Anzi siamo stati gli unici a rimetterci». Uno sfogo che arriva il giorno dopo il rilancio di Chiamparino sull´acquisizione da parte degli enti locali dei «muri» di Lingotto Fiere, oggi di proprietà di Cazzola.

Cazzola, che già dall´edizione del '94 organizzava a Torino il Salone dell´Auto, ha acquistato il Centro fiere dalla Fiat nel 1999 per la cifra di 136 miliardi, da pagare in rate pluriennali.

Regione e Comune le hanno fatto proposte di acquisto?
«Non ne ho ricevute, né ufficiali né ufficiose. Ne ho letto più volte sui giornali, ma credo che una trattativa di questo genere non si debba svolgere a mezzo stampa. Nessuno ci ha detto nulla nonostante i ripetuti incontri noi abbiamo sempre dichiarato la nostra disponibilità ad ogni tipo di accordo».

Dunque lei è disposto a cedere il Centro Fiere?
«Calma. Non è giusto che alla vigilia di ogni salone riceviamo messaggi indiretti che ci danneggiano, obbligandoci a ribadire che non è nostra intenzione abbandonare questo territorio e questa città su cui abbiamo investito tempo e risorse. Anzi proprio oggi inaugurando il Salone del Vino renderò noti i programmi strategici di Lingotto Fiere».

Allora, al contrario, lei non è disposto a cedere il Centro Fiere?
«Per ora ci sono state solo parole. Se qualcuno formalizzerà una richiesta d´acquisto congrua non escludiamo di prenderla in considerazione».

La base di partenza sono i 136 miliardi di lire (circa 67 milioni di euro) che state pagando alla Fiat?
«Non è il momento di parlare di prezzo. Credo però sia giusto che tutti sappiano che sull´acquisto del Centro Fiere abbiamo aperto un contenzioso con Fiat. Lo abbiamo fatto un anno fa con una lettera formale in cui abbiamo chiesto di rivedere il prezzo di cessione dell´immobile. Quando acquistammo il Centro Fiere, aveva un valore anche per le manifestazioni che vi si svolgevano, il Salone dell´Auto, in particolare. Noi riteniamo che la non adesione di Fiat al Salone del 2002, la renda oggettivamente responsabile del suo annullamento. E quindi del deprezzamento del Centro Fiere».

Può chiarire meglio quella vicenda?
«L´11 gennaio 2002 incontrai a Roma i responsabili di Gm-Opel che mi comunicarono che non avrebbero partecipato al Salone. Subito telefonai all´amministratore delegato di Fiat Spa, di cui non avevo ancora ricevuto l´adesione, per fargli presente che ciò avrebbe potuto provocare il ritiro degli altri 30 costruttori già iscritti. Come poi avvenne. L´unica soluzione, spiegai, era che Fiat decidesse con il proprio socio, di partecipare la Salone. Non ho mai avuto risposta».

E gli enti locali erano informati?
«Telefonai subito a Ghigo e a Chiamparino ed esposi il problema negli stessi termini. Adesso però mi chiedo: perché nel ?99 quando, dopo pressanti richieste da parte della Fiat, acquisii il Centro Fiere, gli enti locali avevano preso le distanze dall´operazione? E perché adesso vogliono entrarci? Da un lato sono contento di questo ritorno di fiamma, ma non vorrei che tutte le difficoltà fossero attribuite a me e alla mia società. Certo nei confronti dell´opinione pubblica è facile dire che la colpa è nostra. È ciò che sta avvenendo. Ma noi non ci stiamo».

Marco Trabucco

 
 
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