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Torino - 28 gennaio 2004
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16.11.2003 - Sotto le luci (d´artista) un successo
E´ stata una buona idea quella di non rispondere a caldo all´articolo di Tropea di lunedì 10 novembre sulle Luci d´Artista. Se mi fossi messo subito al computer mi sarei limitato ad elencare un gran numero di fatti e di valutazioni in netto contrasto con i giudizi espressi nell´articolo. Avrei ricordato, ad esempio, che sabato scorso, mentre si svolgeva l´inaugurazione alla presenza di tanti giornalisti e collezionisti stranieri arrivati a Torino per Artissima e si procedeva lungo i Murazzi per rileggere le citazioni luminose di Joseph Kosuth, un gruppo di giornalisti - dopo aver notato quale straordinaria combinazione estetica derivava dalla Gran Madre illuminata da Richi Ferrero, dai Cappuccini con l´installazione di Rebecca Horn, dalle colline con Superga sullo sfondo, dal grande fiume scuro e impetuoso nei pressi della cascata; e dopo essere stati prima ad Artissima, al Castello di Rivoli, alla Fondazione Sandretto e sapendo che poco dopo sarebbe stata accesa la nuova opera di un´artista del calibro di Jenny Holzer e che in nottata si sarebbero inaugurate ben diciassette mostre di arte contemporanea in altrettante gallerie collocate tra Piazza Vittorio e piazza Maria Teresa - mi si sono avvicinati e mi hanno chiesto se mi rendevo conto di vivere in una delle città più attive e sorprendenti dal punto di vista artistico che in questo momento ci sia in Europa. Io ho risposto che è sempre difficile godere delle proprie cose, che si tende a preferire quelle degli altri ma che comunque mi faceva piacere questo loro giudizio.

Avrei anche detto che gli albergatori interpellati confermano che negli ultimi tempi hanno lavorato bene nei week-end di fine anno, mentre nel passato c´era il deserto assoluto; e che il motivo principale del cambiamento sono state proprio le Luci, in sinergia l´anno scorso con la mostra su Tiziano-Caravaggio-Tiepolo e quelle sull´artigiano metropolitano, così come quest´anno avverrà con la mostra sull´arte africana e le altre iniziative che sono state attivate in tutte le aree espositive della città.

Avrei detto che Luci d´Artista ha "bucato", come nessun´altra iniziativa, fuori da Torino e fuori dall´Italia. Non è facile uscire allo scoperto e far parlare di sé come oggetto di interesse. «Luci d´artista» c´è l´ha fatta. La sua notorietà si è imposta definitivamente l´anno scorso, alla quinta edizione, non alla prima.

Avrei ricordato che, durante Artissima, è venuto a Torino Antonio Bassolino per presentare con la sua consueta veemenza il senso dell´opzione a favore dell´arte contemporanea che ha fatto Napoli. In piazza del Plebiscito ogni Capodanno opera un grande artista: nel filmato portato da Bassolino tutti abbiamo potuto constatare che gli artisti che si sono succeduti o sono torinesi o hanno lavorato per Luci d´Artista. Ha detto Bassolino: "A Napoli se non avessimo operato delle scelte precise, tutte le risorse sarebbero state usate per cercare invano di creare posti di lavoro e di combattere il degrado; per la cultura non sarebbe rimasto niente. Noi abbiamo fatto esattamente il contrario: siamo partiti dalla cultura, dall´arte contemporanea e soltanto così siamo riusciti a far di nuovo innamorare di Napoli innanzitutto i napoletani, che erano arrivati a vergognarsi della loro città".

E avrei anche detto che Roma voleva già quest´anno fare le sue "Luci d´Artista" con i nostri stessi artisti (Merz, Mainolfi, Richi Ferrero, Giammello); non ce l´ha fatta, ci riproverà l´anno prossimo. Avrei detto che non c´è più libro o guida o servizio giornalistico su Torino che non riporti fotografie delle Luci, quasi sempre in copertina.

Avrei detto che è senz´altro vero che sotto le Luci non è ancora stato fatto tutto ciò che sarebbe necessario, ma che è altrettanto vero che le Olimpiadi ci costringeranno ad agire in fretta e bene per qualificare lo spazio pubblico; e molte delle immagini proiettate a Seul per convincere il Cio a scegliere Torino riportavano proprio le Luci d´Artista. Tutto questo e altro avrei scritto se avessi risposto a caldo. Ma adesso che è passato un po´ di tempo ho capito che è del tutto legittimo pensare il contrario. E´ del tutto legittimo andare ai Murazzi e restare indifferenti allo scorcio che si vede; è del tutto legittimo considerare l´arte contemporanea un investimento sbagliato per una città come la nostra e non eccitarsi per nulla davanti alla capacità del sistema pubblico-privato di mettersi in rete ogni fine anno per presentare al mondo un programma così vasto e articolato; è del tutto legittimo trovare ripetitivo Luci d´Artista e ritenere che ogni anno le opere dovrebbero essere tutte nuove (anch´io lo penso, ma incontrerei qualche difficoltà operativa al proposito). In una parola è del tutto legittimo ritenere che debba essere un´altra la logica da seguire per costruire il futuro di cui Torino ha bisogno. Non c´è da scandalizzarsi se la pensiamo in modo diverso. Siamo in mezzo al guado; nessuno sa se riusciremo a raggiungere l´altra riva e quale traghetto risulterà più efficace.

FIORENZO ALFIERI Assessore alla Cultura

 
 
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