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Torino - 18 marzo 2004
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21.01.2004 - Giovani e idee, così nasce la Torino del futuro
Cosa c’è nel futuro di Torino? Oltre ai Giochi del 2006, certamente i suoi figli. Ne è convinto il vicesindaco Marco Calgaro, che ieri mattina ha varato ufficialmente in Municipio il programma «Giovani e Idee». Chi, meglio d’un ragazzo, può ragionare d’innovazione?

Il debutto è atteso per oggi. In via Palazzo di Città 24 apre i battenti il cosiddetto negozio dei progetti, una specie di sportello dove i creativi under 30 possono presentare i loro piani per lo sviluppo sociale, economico, culturale, del contesto metropolitano. A chi trascorre interminabili serate in birreria ad immaginare con gli amici uno spazio ideale dove far convivere teatro, musica sperimentale, commercio equo di prodotti terzomondisti e magari anche una trattoria a gestione familiare, sembrerà d’aver sfregato la lampada d’Aladino. Il Genio regala la possibilità di tirar fuori dal cassetto un desiderio.

C’è tempo fino al 6 marzo per presentare i progetti, l’invito è esteso a tutta l’area metropolitana. Il 26 aprile, il Comune e i 49 partner dell’iniziativa, selezioneranno dai quindici ai venti lavori più convincenti su cui investire. Fondazioni bancarie, Torino Internazionale, l’amministrazione, concorreranno a sostenere le spese di realizzazione. Lo sviluppo della comunità passa anche dai sognatori di altre città possibili, che, spesso, incontrano difficoltà nella realizzazione pratica. L’Eurobarometro 2001 ha bacchettato l’Italia per il ritardo nella partecipazione dei giovani alla vita pubblica. La cura di Calgaro affronta la sindrome locale, e chissà che poi non venga adottata anche fuori: «Incoraggiamo i pionieri. Una parte di loro sarà scelta per una sperimentazione di due anni. Gli altri però resteranno in pista: un gruppo di esperti continuerà a seguire ed implementare le idee non selezionate». Il pubblico ospite alla presentazione, almeno centocinquanta persone al di sotto dei 35 anni, mai vista tanta partecipazione entusiasta ad una conferenza stampa, segue con interesse. C’è da scommettere che la maggior parte ha già pronta una cartellina di piani di recupero di aree dismesse, piena di validi spunti ma a secco di speranze d’ottenere fondi.

«Non sovvenzioniamo tout cour le idee, ma il mercato delle idee», sottolinea il vicesindaco. Vale a dire che non ci sono fondi fissi, dipenderà dall’entità delle proposte, e che saranno privilegiate linee di finanziamento già attive, tipo il microcredito. L’obiettivo finale, più ancora che rifare il trucco alla città, è aprire un dialogo tra le istituzioni e i cittadini più giovani. Il numero degli assessorati coinvolti la dice lunga sulle prospettive, Cultura, Commercio, Gioventù, Lavoro.

«Tutto sta ad avere pazienza», ammonisce Paolo Verri a nome di Torino Internazionale. Verri ricorda che ci son voluti due anni di gestazione perché «Giovani e Idee» decollasse. Poi «la ricettività del territorio, ricco d’energie creative nonostante le funeste previsioni di crisi» ha messo in piedi l’iniziativa. Al logo ci ha pensato Riccardo Boasso, il giovane grafico che ha vinto il concorso per disegnare la campagna pubblicitaria. Il buongiorno si vede dal mattino.

Francesca Paci

 
 
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