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Torino - 26 maggio 2003
 
 
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15.01.2003 - Christillin: nello sport la conferma di una nuova vocazione
Il 14 gennaio si festeggia san Felice da Nola: un santo che Torino inserirà nell´elenco dei «protettori» della città. Ieri a Trieste l´annuncio dell´assegnazione delle Universiadi invernali del 2007 a Torino ha suscitato le stesse scene gioiose del 19 giugno 1999 a Seul, quando la città si aggiudicò le Olimpiadi invernali 2006. Felice, come il santo, Riccardo D´Elicio presidente del Cus Torino promotore del progetto e uomo cresciuto sotto l´ala di Primo Nebiolo. «La vittoria è frutto del lavoro svolto con l´appoggio di tutte le istituzioni e il supporto dell´Università e del Politecnico. Non nascondo di aver temuto la città giapponese di Nagano, sono molto bravi e anche molto ricchi, ma noi abbiamo presentato un progetto molto più concreto e siamo stati premiati». Bravi, preparati, con la copertura ecomomica richiesta dalla Fisu (1 milione di euro) pronta, ma il vero «quid» che ha permesso a Torino di stoppare le avversarie si chiama ancora una volta Nebiolo, non più Primo ma Giovanna, la sua consorte, presidente del comitato promotore. «Sono molto contenta per Torino - dice - ma sinceramente anche per la grande considerazione che il nome che porto suscita ancora negli ambienti sportivi internazionali. E´ una soddisfazione personale che si accompagna a quella per il lavoro svolto in sintonia con tutto il gruppo».

La fonte dei sorrisi istituzionali per il successo raggiunto sgorga in primis dall´assessore allo sport di Torino, Renato Montabone. «Torino sta diventando capitale degli sport invernali - asserisce - e oltre alla gioia per un nuovo grande obiettivo raggiunto, mi preme ricordare che per la prima volta a Torino gareggeranno anche gli atleti disabili». Per l´assessore provinciale Silvana Accossato «il successo ottenuto è la dimostrazione che un lavoro coordinato fra i vari enti raggiunge sempre gli obiettivi importanti. Le Universiadi rappresentano un ulteriore iniezione di fiducia per il futuro, il giusto proseguimento dei Giochi 2006 e un consolidamento del polo universitario torinese».

All´uso post olimpico degli impianti e alla vocazione alle grandi manifestazioni si richiama anche l´assessore regionale Ettore Racchelli. «L'assegnazione delle Universiadi è soprattutto un attestato di credibilità e il riconoscimento della capacità di gestire e valorizzare il territorio olimpico anche dopo i Giochi. Viene premiato lo straordinario lavoro di sostegno e promozione del sistema sportivo piemontese svolto negli ultimi anni dalla Regione». Un nuovo programma politico vi intravedono il sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato, e il vice presidente del comitato montano Alta Valle Susa, Roberto Canu, sede prescelta con Torino Sestriere e Pragelato. «Si consolida con questo successo l´idea di un nuovo territorio, Torino e le valli. Un´unione d´intenti e di obiettivi, un programma di sviluppo in cui la città e la montagna hanno pari dignità e diritti».

Soddisfazione per il traguardo tagliato viene espresso anche da Evelina Christillin, vice presidente Toroc. «Le Universiadi confermano la vocazione della nostra città ad essere capitale internazionale dello sport e premiano l'impegno di tutti coloro che credono nello sport e nella sua promozione attraverso i giovani». E seppure scandita dalla gioia una riflessione fuori dal coro viene dal presidente nazionale del Cusi, Leonardo Coiana. «L´attenzione con cui la Fisu ha seguito la nostra candidatura ci inorgoglisce ma sarebbe importante che il movimento sportivo universitario italiano godesse della stessa considerazione anche in patria».

Silvia Garbarino

 
 
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