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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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21.01.2003 - Il Comune scommette sui parcheggi interrati
Piazza Vittorio Veneto, piazzale Aldo Moro, piazzale Valdo Fusi, piazza San Carlo. Circa 2 mila posti auto in più, tutti concentrati nell´area aulica: saranno pronti entro il 2005. Un discreto numero di parcheggi interrati che in questi giorni potrebbe (con buona pace di Verdi e Comunisti italiani, da sempre contrari a questi «attrattori di traffico in centro») crescere di altre 200 unità.

In che modo? Basta che la nuova idea del sindaco Chiamparino - aggiungere un secondo piano al parcheggio sotterraneo di piazza San Carlo - vada in porto. Secondo il primo cittadino, infatti, lo ha dichiarato giorni fa, «un piano solo, sotto il salotto cittadino, è un gioco che non vale la candela». Dopo averne informato - fuori dall´ufficialità, durante un incontro privato - l´assessore all´Arredo urbano Alfieri, ora ne sta per dare notizia agli uffici tecnici.

Non c´è dubbio, la giunta Chiamparino è quella che - sempre con buona pace di Verdi Comunisti ed ambientalisti vari - ha più investito al capitolo «parcheggi interrati in centro». Basta esaminare il piano della viabilità di 5 o 6 anni fa per scoprire che l´unico parcheggio interrato presente nel quadrilatero cosiddetto aulico, era quello di via Roma. Inutilizzata per anni, questa autorimessa fu poi rimessa a nuovo e inaugurata a metà degli anni Novanta dall´allora assessore Franco Corsico. Ma era un «buco vecchio», come il parcheggio di piazza Bodoni, che peraltro, in quegli anni, era sottoutilizzato per motivi di sicurezza. Di scavare ex-novo, sotto la parte più antica della città, non se ne parlava.

Ora invece, complice l´arrivo delle strisce blu (che dal 1994 rende competitivo il parcheggio a pagamento sotterraneo) i cantieri per realizzare nuove autorimesse non si contano. Ed è anche per questo motivo che, entro il 2005, quando tutte queste nuove opere saranno terminate, il sindaco ha intenzione di eliminare la sosta a raso in tutta la zona aulica. «Non ha senso che in vie storiche e affascinanti come via Po, via Cernaia, via Roma, insomma in corrispondenza dei portici, si continui a parcheggiare. L´arrivo dell´autorimessa deve servire proprio a questo: pedonalizzare gioielli urbanistici come piazza Vittorio e piazza San Carlo, ed eliminare le brutte lamiere delle auto anche dalle vie limitrofe».

Qualcuno, soprattutto dell´opposizione, fa notare che il lodevole progetto di eliminare la sosta a raso per restituire agli antichi splendori il centro storico in realtà, è anche un modo, finalmente, di riempire queste benedette autorimesse. Perchè è questo il punto: a Torino, a parte alcune eccezioni come l´autorimessa sotto la centralissima via Roma, si lascia l´auto con difficoltà sottoterra». Proviamo a girare la constatazione all´assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero: «Forse questo discorso poteva valere qualche mese fa - spiega - ma adesso non abbiamo particolari difficoltà a riempire i parcheggi sotterranei. A parte alcuni casi come il nuovissimo Fontanesi o Stati Uniti, che non hanno ingranato come dovrebbero, non ci sono casi di autorimesse che non lavorano». Aggiunge: «La mia preoccupazione piuttosto è un´altra: quel benedetto "interscambio" che ancora non ha convinto i torinesi. Insieme con l´Atm stiamo studiando come rilanciare le navette elettriche che collegano i parcheggi a corona del centro con il cuore della città. D´estate predisporremo rastrelliere per le biciclette. Al Palagiustizia già funziona il servizio di motorini elettrici. Ovunque vale la seguente regola: il costo del ticket per il parcheggio è comprensivo anche del biglietto del bus. Mi sembra valga la pena, eppure per molti lasciare l´auto a Porta Susa, al parcheggio Bolzano e prendere poi un mezzo pubblico risulta ancora scomodo, preferiscono arrivare con l´auto fin davanti alla scritta "tutto esaurito" perennemente accesa sul multipiano di via Roma».

Emanuela Minucci

 
 
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