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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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23.01.2003 - Ritorno alla via Gluck . Spina 3: verde e case dove c´erano le fabbriche
Resta la torre di evaporazione, risparmiata dalle ruspe e assediata dalle macerie. Non cadranno i due palazzi dove un tempo il custode vigilava sulla cittadella Michelin. Non sparirà neppure il vecchio deposito di biciclette da dove al suono della sirena sciamavano sulle due ruote come tanti cinesi gli operai in fuga dalla fabbrica. Rimarrà al suo posto anche il dopolavoro, un edificio di pregio datato anni 40.

Sopravvivono in quattro, il deposito si ricicla in spazio giovani - sala prove per concerti e cultura musicale - il dopolavoro potenzia la sua anima di centro sportivo, la torre resta simbolo. Scompare tutto il resto, ingoiato e reimpastato in quel grande progetto di trasformazione che si chiama Spina 3. Ricordate il vecchio corso Umbria, quartiere Basso San Donato, circoscrizione 4? Meglio mettere da parte una foto, in pochi anni il suo volto è destinato a cambiare fino ad essere irriconoscibile. A cominciare dall´addio alle auto che saranno tenute lontano per cedere il passo a una via pedonalizzata prima rettilinea e ora curva che attraversa il parco. E poi case, tante, nuove, più spaziose di quelle in cui erano abituati a vivere gli operai di una delle zone industriali di Torino più incolori, Michelin, ex-officine Savigliano, Paracchi e Ciminontubi.

Al centro di corso Umbria, accanto ai due palazzi recuperati dove troveranno ospitalità fianco a fianco vigili e carabinieri, ci sono adesso due grandi buche, anticipazione del complesso Le Terrazze. Palazzi in costruzione anche poco più in là, proprio davanti alla chiesa di via Livorno, dove la cooperativa San Pancrazio ha già messo in vendita i suoi 115 mila metri quadri reinventati da Gabetti & Isola. Le previsioni parlano di un totale di 1500 famiglie in arrivo se a questi due cantieri si aggiunge il terzo di via Potenza, ex-area Paracchi. Un terzo sarà destinato ad edilizia convenzionata. Case dunque e molto verde, 450 mila metri di parco e giardini che si estendono in tutta l´area. Poi uffici e consumi. Il multiplex Medusa, 1400 posti e 8 sale che al momento offre un´esauriente vista su quello che sarà, da un lato il corso Umbria smembrato, dall´altro la nuova via Livorno che rinascerà più ampia, alberata e come dicono gli architetti nella loro microlingua di settore «qualificata». Che a destra avrà il nuovo parco delle scienze, quell´Environment park che da anni non smette di crescere e a sinistra il nuovo tempio dei consumi e tempo libero dove cinema e ipermercato faranno la parte del leone.

Curiosa coabitazione politicamente trasversale quella di cinema e shopping. Non tanto per l´accostamento che riproduce il modello Lingotto, quanto per i marchi che le firmano. Le sale sono Medusa leggi Berlusconi, i 9 mila metri quadri di ipermercato che verrà sono Coop, leggi sinistra. Medusa al primo piano, Coop al piano terra ad affacciarsi su una piazza interna, in compagnia di negozi e uffici. Una curiosità, nell´intera zona ci sono soltanto tre cinema a luci rosse, non c´é quindi sa stupirsi se gli appassionati della programmazione normale in questi primi giorni hanno dato un caloroso benvenuto alle multisale. Consumi e abitazioni vanno a braccetto con i parcheggi, 36 mila metri quadri la terra destinata a parcheggio pubblico, qualcosa come 1300 posti auto. Programmi dell´ultima ora anche per corso Mortara che potrà essere mimetizzato in mezzo al verde grazie a un dislivello naturale e soprattutto per la Dora che sarà «stombata», riemergerà cioè in superficie.

Il vecchio quartiere operaio, privo di servizi e poco accattivante, risorgerà a nuova vita come un´area autosufficiente pensata per accogliere giovani coppie in cerca di spazi dove vivere, lavorare, spendere e divertirsi. Un modello che non convince del tutto il presidente della quarta circoscrizione, il Ds Guido Alunno: «Siamo proprio sicuri che è questo quello che vogliamo, luoghi di aggregazione che nascono attorno a spinte di solo consumo? - si interroga - Il progetto è ottimo, non vorrei che si pensasse che sono contrario al cambiamento. Soltanto vorrei che ci si soffermasse a riflettere, il processo di trasformazione non deve essere governato solo dal privato ma deve coinvolgere per quanto possibile anche il pubblico». Per il prossimo futuro la circoscrizione fa la sua proposta, un progetto per il recupero dell´ex-cartiera San Cesareo, scuole e palestra per gli anziani e le fasce deboli e rinnova l´iniziativa per la festa di piazza Umbria in programma per giugno «Non dimentichiamo un aspetto importante - aggiunge Alunno - Il cambiamento non deve fermarsi solo a una parte del quartiere ma allargarsi anche al di là di via San Donato, altrimenti tornano le divisioni. E non mi pare che l´obiettivo fosse quello di creare altre barriere».

Sara Strippoli

 
 
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