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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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24.01.2003 - "La Tav è vitale, va difesa"
«La Torino-Lione è vitale per la nostra area e per tutto il Nord come la sopravvivenza della Fiat. L´iniziativa del presidente dell´Unione industriale, Andrea Pininfarina, che ha voluto sottolinearne l´essenzialità per l´apparato produttivo, rispetto ad un progetto come il ponte sullo stretto di Messina, è da sottoscrivere completamente». Giuseppe Pichetto, leader della Camera di Commercio, non ha dubbi: nella battaglia tra Pininfarina e il viceministro Ugo Martinat, al quale ieri si è unito anche il ministro Pietro Lunardi («non è consentito ad Andrea Pininfarina non condividere la scelta strategica di indirizzare risorse nella costruzione del ponte di Messina»), si schiera con il presidente dell´Unione industriale. «La presa di posizione di Pininfarina - dice - va condivisa non per una difesa localistica di un´infrastruttura. È un´opera sacrosanta per evitare il totale isolamento del Piemonte. Lo è ancora di più, alla luce della delicata situazione che la regione sta vivendo. Mi stupisco che continuamente venga messa in discussione».

Ma di appelli alla sue necessità ne sono stati lanciati forse mille nei numerosi convegni che dal '90, quando il progetto ha mosso i primi passi, sono stati organizzati per dimostrare la sua importanza. «È vero - sottolinea Pichetto - bisogna agire. Lo devono fare credo in primo luogo i parlamentari piemontesi, facendo pressione sul governo. E poi le banche, le fondazioni, mostrando la disponibilità a finanziare l´opera».

Ma il vicepresidente regionale William Casoni, assessore ai trasporti, esponente di An, come Ugo Martinat, si schiera con il governo: «Non ha senso questa contrapposizione tra la strategicità della Torino-Lione e il ponte di Messina. Sono entrambe opere fondamentali. Il ponte sullo stretto va inquadrato nel programma che per quella zona prevede l´ammodernamento dell´autostrada Salerno-Reggio Calabria e della Messina-Palermo. Ma questo non tocca minimamente gli impegni più volte confermati sulla Torino-Lione ad alta velocità. Il governo francese ha soltanto chiesto una pausa di riflessione. La realizzazione non è messa in discussione». Di fronte a questa visione ottimistica c´è chi ricorda che nel penultimo vertice tra Francia e Italia è scomparso ogni riferimento alla data di inizio lavori (2005) e di conclusione (2012). Lo ricorda il sindaco Sergio Chiamparino: «Le stesse preoccupazioni di Pininfarina le ho avanzate qualche mese fa in un convegno a Villa d´Este sulle politiche dei trasporti. Il ponte di Messina è un´opera che non contribuisce a risolvere i problemi di sviluppo di quella zona. La Torino-Lione è un´infrastruttura a carattere internazionale che risolve i problemi di trasporto delle merci in tutto il Nord Europa. Spero che nessuno voglia metterla ancora in dubbio. A questo punto servono fatti precisi, impegni finanziari certi, invece di continuare a sostenere, cose inesattezze, come fa Lunardi: il via decisivo alla Torino-Milano lo diede il ministro Bersani del centrosinistra».

Bottiglieri: serve più pressing

Professor Bruno Bottiglieri, dal punto di osservazione del comitato Transpadana, che promuove i collegamenti ferroviari ad alta velocità, ha la sensazione che la Torino-Lione, non sia considerata più un´opera strategica dal governo, a favore di altre infrastrutture, come il ponte sullo stretto di Messina?
«No, non c´è questa sensazione, anche se non ci sono più impegni precisi sulla sua ultimazione. L´impressione, però, è che si dovrebbe fare maggiore pressione sul governo di Parigi, che ha chiesto, una pausa per riflettere sui costi. Ma la Torino-Lione è un´opera internazionale. Far capire il suo valore, nell´ambito dei collegamenti fra est e ovest dell´Europa, non significa interferire negli affari francesi ma arricchisce il dibattito».

Invece Roma non preme sui francesi e s´imbarca nell´operazione ponte sullo stretto, non strategica secondo il presidente degli industriali Pininfarina. Concorda?
«Pininfarina ha voluto porre in rilievo una questione fondamentale per tutto il Nord-Ovest. Non voglio entrare nel merito della questione del nuovo ponte sullo stretto. Posso solo dire che Transpadana, anche quando si voleva mettere in discussione l´intero progetto dell´alta velocità, ha sempre insistito per la sua necessità».



Gino Li Veli

 
 
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