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24.01.2003 - "La radio non andrà in soffitta"
Gli articoli apparsi ieri su La Stampa, a proposito delle trattative del Comune con la Rai per l´acquisto del palazzo della radio di via Verdi 31 e dell'ex Teatro Scribe, richiedono alcune precisazioni. Nel programma amministrativo del sindaco Chiamparino, approvato dal Consiglio Comunale nel luglio 2001, si afferma in modo inequivocabile che durante questa tornata amministrativa si dovranno risolvere i gravi problemi che affliggono il Museo Nazionale del Cinema. Al momento il Museo Nazionale del Cinema presenta nella Mole Antonelliana una esposizione permanente molto bella e accattivante che non può, però, essere definita "museo".

Infatti servizi essenziali come la biblioteca, la cineteca e le collezioni (di manifesti, di foto di scena ecc.) sono ricoverati in cinque diverse sedi sparse in tutto il territorio cittadino. Spetta al Comune, per statuto, procurare gli spazi necessari alla sistemazione definitiva del Museo e a questo impegno la Città non intende sottrarsi. Il Comune ha proposto alla Rai di acquisire gli edifici e i terreni di sua proprietà e cioè l'ex Teatro Scribe e il palazzo di Via Verdi 31, non riducendo ma anzi sviluppando le attività radiofoniche nel vicino palazzo della televisione. Ha chiesto anche alla Rai di entrare a far parte della Fondazione Museo Nazionale del Cinema, conferendo i materiali di sua proprietà sulla storia radio-televisiva, allo scopo di creare una nuova grande sezione che colleghi il cinema con la radio e la televisione.

Ovviamente il progetto valorizzerebbe al massimo la storia del palazzo e l'atmosfera che vi si respira: la piena riuscita dell'allestimento realizzato all'interno della Mole è la migliore garanzia di qualità per il nuovo settore museale. Gli organismi dirigenti della Rai si sono sempre dichiarati d'accordo con questa impostazione, ma non si è ancora arrivati alla firma definitiva. Se con la Rai non sarà possibile concludere l'acquisto, costruiremo su un contiguo terreno di proprietà comunale almeno gli spazi necessari per dare una sede degna e funzionale ai servizi essenziali del Museo. In tal caso, però, la Città e la Regione perderebbero una straordinaria occasione per offrire al pubblico internazionale un prodotto assolutamente unico nel suo genere.

Fiorenzo Alfieri

 
 
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