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Torino - 16 maggio 2003
 
 
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24.01.2003 - Politecnico senza soldi, a rischio i nuovi progetti
Chi si laurea al Politecnico ha più possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro rispetto a chi sceglie altri percorsi. E´ uno dei punti d´orgoglio che il rettore del Politecnico Giovanni Del Tin esporrà oggi alla cerimonia d´inaugurazione dell´anno accademico, cui interverranno il viceministro dell´Istruzione Guido Possa e il presidente del Comitato di valutazione dell´università Giuseppe De Rita. Un avvio d´anno che parte, nelle parole del rettore, dalle preoccupazioni per la legge Finanziaria: «Abbiamo apprezzato il segnale positivo del governo sui finanziamenti ordinari, ma la grave situazione di emergenza finanziaria non è risolta. Le possibilità di destinare risorse alla progettualità e allo sviluppo nel nostro ateneo sono ridotte a zero».

Punti nodali, «Il trasferimento sui bilanci degli atenei degli aumenti stipendiali, il calo di 100 milioni di euro per l´edilizia e l´introduzione di norme lesive dell´autonomia universitaria». Temi su cui (e in particolare sugli aumenti stipendiali) «Apprezziamo l´impegno per risolvere il problema». Il rettore ha poi anticipato ieri alcuni punti di forza del «Poli»: «A un anno dal titolo, i nostri laureati sono occupati all´81,9% contro una media nazionale del 61,1, percentuale che sale al 92,5% dopo due anni, contro il 71,1. E nel calcolo è compreso chi prosegue gli studi con il dottorato». Un feeling con il mondo del lavoro provato anche dalle quote di finanziamento extra-ministeriale che l´ateneo reperisce grazie a progetti di ricerca e percorsi formativi su cui ottiene contributi aggiuntivi da circa 700 fra aziende, enti, Unione europea, lo stesso ministero: «Solo 88 su 186 milioni di entrate (il 48%) provengono dal fondo di finanziamento statale.

La Regione ha stanziato 12 milioni per sostenere 17 delle nostre 48 lauree triennali, l´Ue ha finanziato 88 progetti dei 275 che abbiamo proposto nel quadriennio: un tasso di successo del 32%, contro una media europea del 23». Sul piano della didattica, sono 1500 gli studenti che seguono i corsi interamente a distanza: «L´e-learning rappresenta un fenomeno nuovo e particolarmente rilevante a Ingegneria, dove questo tipo di studente rappresenta ormai il 9% degli iscritti. Dieci anni d´esperienza e 200 nuovi corsi sono il punto di partenza per espandere quest´attività nel Mediterraneo». In lieve calo quest´anno le matricole: «Meno del 4% di oscillazione, frutto di più fattori: si riducono in Europa gli studenti che mostrano interesse alle facoltà scientifiche, e - anche se manteniamo un 18% di iscritti da altre regioni - la nascita di nuove facoltà di Ingegneria ed Architettura scoraggia dal trasferirsi in un territorio che offre per ora un´insufficiente capacità d´accoglienza».

Negativo, per quanto in crescita, il dato sui dottori di ricerca: «Sono 600, il 2,3% dei laureati, contro una media europea del 5-7% e punte del 10-12 in Usa, Giappone e Israele. Colpa dell´esiguità dei fondi, pur alimentati in quote cospicue dalle imprese». Tra i risultati conseguiti nel 2002, l´ulteriore sviluppo del comparto Ict (con l´erogazione di 22 milioni di euro della Compagni di SanPaolo) e la nascita dell´Istituto superiore sui sistemi territoriali per l´innovazione, con l´impegno della Compagnia per altri 23 milioni. L´Incubatore di imprese innovative ha avviato 25 start up, con la creazione di 104 posti di lavoro, e numerose sono state le tappe conseguite nel piano edilizio: 11 mila nuovi metri quadri di aule e laboratori nelle ex Tornerie, 6 mila e 700 in corso Marche che s´aggiungono ai 10 mila dell´Ingegneria dell´auto al Lingotto.

G. Fav.

 
 
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