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27.01.2003 - «I lavori dei Giochi rischiano il ritardo»
«Se entro un mese il Senato non avrà approvato le modifiche alla legge 285 che regola l´organizzazione dei Giochi olimpici Invernali, c´è il pericolo concreto che tutte le opere connesse, dallo svincolo di Avigliana all´ampliamento dell´aeroporto di Caselle, vengano ultimate fuori tempo massimo per l´inizio delle gare del 2006. Anche la realizzazione di alcuni villaggi olimpici, primo fra tutti quello degli ex mercati generali, rischia di essere completata in ritardo». Ettore Racchelli, assessore regionale allo Sport, sintetizza così l´allarme lanciato dal Governatore della Regione, Enzo Ghigo, dal presidente della Provincia, Mercedes Bresso, e dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che hanno chiesto un incontro urgente con il presidente dell´Assemblea di Palazzo Madama, Marcello Pera.

Non solo. Questa mattina alle 11 al secondo piano del palazzo della Giunta di piazza Castello i vertici dei tre enti locali hanno convocato tutti i parlamentari eletti in Piemonte perché intervengano sui rispettivi capigruppo per ottenere assicurazioni che l´iter del provvedimento sia accelerato. Ancora Racchelli: «I tempi sono stretti, strettissimi. I gruppi parlamentari ci hanno assicurato che le modifiche alla 285 sarebbero state approvate prima entro settembre, poi a dicembre. Ad oggi tutto è fermo. Ormai è passato un anno e a questo punto siamo in piena emergenza. Evidentemente non tutti hanno capito che le Olimpiadi non sono una questione che riguarda solo il Piemonte. I Giochi sono una priorità nazionale».

Ma perché sono così importanti le modifiche della 285? Gli emendamenti, oltre a mettere a disposizione i fondi necessari per realizzare le opere collegate allo svolgimento dei Giochi, stabiliscono anche delle procedure d´urgenza che permettono di bandire le gare d´appalto in deroga alla legge Merloni velocizzando tutto l´iter burocratico. E i poteri straordinari sono necessari soprattutto per realizzare il Parco torinese della salute e le nuove Molinette sugli ex mercati generali e nell´area delle vecchie dogane. Ma questo non è l´unico problema. Si accorciano di ora in ora, infatti, i tempi per la scelta della localizzazione dell´impianto per il bob e lo slittino. Il Toroc ha previsto la sua costruzione in località Pariol a Sansicario. L´Agenzia ha già speso 3 milioni di euro per il progetto che adesso è all´esame della Conferenza dei Servizi. Via libera, allora? No. Nelle ultime settimane è emersa con forza la candidatura di Cervinia, primo sponsor la regione Val d´Aosta che sta valutando anche la possibilità di finanziare almeno una parte delle opere.

Non solo. Sul sito di Cesana sono espresse molte riserve, a partire da quelle degli ambientalisti, che propongono di riutilizzare l´impianto di Albertville in Francia. Così il ministro per gli Affari Esteri, Franco Frattini, delegato dal Governo a seguire la partita olimpica ha chiesto un ulteriore approfondimento che prenda in considerazione i costi (al momento la spesa su Cesana è di 56 milioni di euro), i tempi di realizzazione, l´impatto ambientale e le proposte per un successivo riutilizzo. Senza dimenticare un terzo incomodo: Cortina. Gli amministratori della «perla delle Dolomiti», infatti hanno offerto la disponibilità dell´unica pista da bob in funzione in Italia. Lo studio, affidato a Toroc e Agenzia, sarà presentato oggi durante la riunione della Cabina di regia. Top secret i risultati, anche se le voci raccolte tra gli organizzatori parlano della bocciatura di Cervinia. In ogni caso oggi Regione, Provincia e Comune prenderanno una posizione unitaria che verrà trasmessa al ministro. La scelta, dunque, sarà presa in un vertice con Frattini che si dovrebbe svolgere alla Farnesina entro la fine della settimana, probabilmente venerdì.

Maurizio Tropeano

 
 
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