contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 21 maggio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Imprenditorialità e occupazione | Rassegna stampa
 
 
 
 
28.01.2003 - Nel nome del lavoro: "Ecco l´antidoto per uscire dalla crisi"
C´è un´identità forte una "torinesità" che non si è smarrita nel declino della Fabbrica
La manifestazione più clamorosa sono stati i centomila al Lingotto per l´addio ad Agnelli
Sottolineato anche il consenso trasversale raccolto sia da Ghigo sia da Chiamparino
Dalla ricerca emerge la fiducia di fondo nel futuro della città e della grande impresa


C´è un´identità forte, una «torinesità» che non si è smarrita nella crisi (e nella diaspora) Fiat e che è costituita da un comune sentire, da un «senso civico del lavoro e della produzione», del fare e del fare bene, che coinvolge chiunque viva a Torino. Una identità che si è costituita nel corso di tutto il Novecento nel rapporto tra la fabbrica, la famiglia (Agnelli) e la città, che univa l´Avvocato e i suoi operai e che ha avuto la sua manifestazione più clamorosa nei centomila torinesi che hanno sfilato davanti al feretro di Giovanni Agnelli al Lingotto. Questa identità è, al tempo stesso, la forza e un potenziale freno per Torino, in questa fase di passaggio dal ruolo di capitale industriale a un qualcos´altro in cui la Fiat dovrà avere ancora un ruolo, anche se non più preminente (e «opprimente»). Un qualcos´altro che già esiste in parte, ma che nessuno è stato ancora capace di definire con precisione.

È, in sintesi, quanto è emerso dal dibattito che si è svolto ieri sera al Centro Congressi dell´Unione Industriale sulla ricerca Ipsos-La Repubblica su «Torino e la Fiat», coordinata da Ilvo Diamanti, che era stata presentata tre settimane fa sulle pagine di questo quotidiano. All´incontro hanno preso parte oltre a Diamanti, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente della Regione Enzo Ghigo, quello dell´Unione Industriale Andrea Pininfarina, i sociologi Luciano Gallino e Luca Ricolfi e Ezio Mauro, direttore di «Repubblica».

Tre i punti della ricerca che tutti hanno sottolineato: prima di tutto la sostanziale fiducia dei torinesi nel futuro della città e della Fiat. Oltre il cinquanta per cento è convinto che la Fiat si risolleverà dalla crisi, anche se un sessanta per cento è convinto che il futuro di Torino non possa essere legato solo a quello della sua azienda più importante. Un ottimismo che, come hanno sottolineato molti degli interventi, contrasta con l´immagine di città in crisi (anche di fiducia) che è oggi corrente sui media. Una fiducia poi che, diceva la ricerca, è immutata anche nei confronti della famiglia Agnelli, un dato che ha trovato conferma nella grande, e in parte inattesa, partecipazione dei torinesi alla «cerimonia degli addii» all´Avvocato. Solo una minoranza degli intervistati infatti attribuisce agli Agnelli la responsabilità della crisi Fiat, responsabilità che viene invece data al management del Lingotto e alla congiuntura economica.

Infine il terzo dato significativo è la fiducia che i torinesi, in contro tendenza con il resto di Italia, mostrano nelle istituzioni locali e in chi le rappresenta, Sergio Chiamparino e Enzo Ghigo, prima di tutto: una fiducia che è trasversale ai due schieramenti, il centrodestra e il centrosinistra, e che sembra nascere - è stato sottolineato - proprio dal fatto che anche i politici locali hanno privilegiato, nella crisi Fiat, ma non solo, il cooperare e il «fare» rispetto allo scontro di parte.

.

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.