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Torino - 21 maggio 2003
 
 
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29.01.2003 - "Itp, missione Italia"
«Ho speso le prime settimane per capire che cos´è Itp, qual è la sua missione. Non è stato difficile, alla fine l´idea che mi sono fatto è questa: sono salito in corsa su una macchina che funziona e viaggia spedita verso gli obiettivi. Che poi sono quelli fissati nel piano strategico già discusso due anni fa. E che fa dell´aggressività il suo motore. E non potrebbe essere diversamente se vogliamo confermare o migliorare i risultati fin qui raggiunti». Marco Boglione, l´imprenditore che ha rilanciato i marchi Robe di Kappa e Jesus jeans, assicurando buoni affari anche a quanti hanno investito in Borsa sul titolo Basic.net, è stato appena eletto presidente dell´Itp, l´agenzia per gli investimenti in Piemonte, al posto di Andrea Pininfarina. Una specie di ambasciatore della regione all´estero. Ruolo che, in fondo, conosce già grazie a un´altra esperienza per certi versi analoga, anzi mutuata proprio dai buoni risultati di Itp: la Film Commission. «Un´altra prova del Piemonte "che si fa sistema per imporsi" superata a pieni voti».

Qual è il suo primo obiettivo?
«Confermare l´impegno nell´Ict e nell´auto che io chiamo i settori guida. Perché sono convinto che se è vero che dobbiamo promuovere, favorire il new business, non possiamo dimenticarci di quelli che ci sono già e che hanno un peso così importante».

Anche in tempi di crisi della Fiat?
«Certo che sì. Forse più che perno attorno a cui ruota tutta la città, ne diventerà il baricentro, ma la Fiat serve e servirà sempre. Dirò di più: è fondamentale per tutti i progetti. Anche ora che la città ha saputo comunque svincolarsi dal concetto fordista "one town, one company"».

Già, i progetti. Il primo che viene in mente pensando alla Fiat è quello del distretto dell´auto. Un piano del quale avete appena gettato il seme un paio di settimane fa, insieme con Comune e Regione. Che Chiamparino ha sintetizzato nella frase «più auto e meno Fiat». È così?
«L´obiettivo è valorizzare al massimo quella che è un´eccellenza dell´area. Dare più spazio a tutti i settori della filiera dell´auto. Ma anche in questo caso dobbiamo seguire la ricetta di sempre: preparare le cose per tempo e bene. Negli ultimi dieci anni abbiamo lavorato sodo per reinventare un futuro. Non sempre tutto ci ha sorriso, abbiamo subito anche delle sconfitte, ma ora cominciamo a raccogliere i frutti».

Qualche esempio?
«Innanzitutto si è evitato che Torino facesse la fine di Liverpool o Glasgow, due città che hanno pagato un caro prezzo alla fine della loro industria. Questo a Torino non è successo e non succederà perché proprio grazie a questa capacità di fare sistema ci siamo assicurati un futuro. Penso ai Giochi, ma non solo. D´altronde se Torino da 13 anni vede continuamente calare il numero di disoccupati, qualcosa vorrà pur dire».

Risultati ottenuti grazie anche ai contributi dell´Unione europea. Il Piemonte è una delle regioni che ha sfruttato meglio le risorse comunitarie per rilanciare le aree depresse. Sarà così anche in futuro ora che si allarga il numero dei Paesi e per forza di cose si ridurranno i fondi?
«Noi possiamo dimostrare di aver speso bene quanto ci è stato dato. E poi semmai cambieremo obiettivo: punteremo a finanziamenti che valorizzino progetti specifici come il wireless o il distretto dell´auto. Torino saprà conferma la sua vocazione a laboratorio perché può contare su molte energie».

Piemonte dunque senza più punti deboli?
«Non proprio. Penso al tessile, e non certo per un interesse personale. Ma questo comparto manifatturiero batte un po´ in testa. Soprattutto nel Biellese si avvertono preoccupanti segnali di crisi. Ecco, tra i prossimi obiettivi di Itp ci sarà anche questo: lavorare per un rilancio di quella che è stata per lungo tempo, e lo è ancora, un´eccellenza del Nord ovest. Magari ricorrendo ancora una volta ai fondi europei».

Nella vostra opera di persuasione sul mercato internazionale, forse potrete giocare una carta in più: il turismo.
«E´ uno dei business su cui puntiamo di più. Sta crescendo, è il momento giusto per sostenerlo, sfruttando anche il richiamo delle Olimpiadi. L´evento del 2006 ci farà conoscere, ci aprirà nuovi spazi».

Peccato però che per quella data non sia pronta un´opera importante come l´Alta velocità.
«La Tav è l´opera più importante per il Nord Ovest. Ma non sono pessimista: se non sarà per il 2012 vorrà dire che arriverà nel 2015. Quel che conta è che si farà e che Torino finirà su una delle grandi direttrici europee, pronta a sfruttare il nuovo flusso turistico».

In questo quadro, sicuro che non cambi anche il ruolo dell´Itp?
«La nostra vocazione resta quella portata avanti in questi anni da Pininfarina che, tra l´altro ha scelto di rimanere come consigliere nella squadra dell´Agenzia. È grazie anche a questo spirito che si riesce a fare risultati e a sconfiggere il peggior nemico del Piemonte: l´immagine, la capacità di vendersi. Sì, non c´è nulla da inventare, è solo una questione di marketing. Ecco perché forse è utile orientare le nostre missioni all´estero, ma non solo. Forse è ora che il Piemonte attragga nuove aziende anche da altre regioni».

Pier Paolo Luciano

 
 
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