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29.01.2003 - Aspergillosi, una proteina ferma il contagio
E´ una proteina l´antidoto all´aspergillosi, il fungo-killer che minaccia soprattutto gli ospedali. Si chiama Ptx3 e naviga nel plasma: «annullarla» nei topi di laboratorio significa condannarli a morte.

La scoperta, pubblicata su Nature, è frutto di una ricerca coordinata dal professor Alberto Mantovani dell´Istituto Negri di Milano, condotta - per la parte sperimentale - dal professor Emilio Hirsch, docente di Biologia al dipartimento di Genetica, Biologia e Biochimica all´Università di Torino. Una notizia che apre la strada alla speranza per i numerosi pazienti con bassissime difese immunitarie, per i quali il contagio dell´aspergillo può rivelarsi letale: «Nei topi - spiega il professor Hirsch, nel suo laboratorio alle Molinette - iniezioni di Ptx3 hanno rinforzato la capacità degli animali di reagire all´aggressione di questo fungo. Supponiamo che nell´uomo scatti il medesimo meccanismo».

Il protide Ptx3 non è una scoperta recente: fu identificato circa dieci anni fa, quando venne dimostrata la presenza di questa proteina attorno alle infezioni. Soltanto adesso, però, è stato scoperto che si tratta anche di un difesa naturale al contagio del micidiale fungo presente nella polvere, nello sporco umido, nell´acqua, e come spora nell´aria.

Alla ricerca hanno partecipato non solo l´Università di Torino e l´Istituto Negri di Milano. Lo studio ha coinvolto il dipartimento di Salute pubblica e Biologia cellulare dell´Università di Roma, l´Università di Perugia, quella di Milano, fino ai ricercatori dell´Imperial College School of Medicine, presso l´Hammersmith Hospital di Londra. Protagoniste, a fianco dei professori Mantovani e Hirsch, le dottoresse Cecilia Garlanda e Luigina Romani.

Spiega Hirsch: «L´aspergillo è un agente patogeno definito "opportunista", perché colpisce le persone debilitate, mentre chi è sano non si accorge neppure di un eventuale contagio. I topi privati della Ptx3, per lungo tempo, non hanno manifestato problemi di alcun tipo. Ma appena è stato fatto inalare loro questo fungo patogeno hanno iniziato ad avere comportamenti alterati e sono morti nell´arco di pochi giorni». Con la proteina attiva nell'organismo, invecem i topi sopravvivono.

Contro l´aspergillosi, Ptx3 ha dunque un ruolo cruciale nella riposta immunitaria innata dell´organismo. Una scoperta importantissima per i pazienti trapiantati, per i malati di tumore sottoposti a chemioterapia e per chi, colpito da una malattia grave, rischia la morte per le complicanze di una difesa immunitaria insufficiente. L´aspergillosi - ricordano gli specialisti - è presente a cielo aperto nei cantieri degli ospedali, colpisce particolarmente i pazienti affetti da leucemia mieloide acuta o cronica, vive nel suolo, nell´acqua, si accumula nello sporco, ed è diventata una seria minaccia soprattutto da quando citostatici, antibiotici e farmaci che deprimono l´immunità sono usati largamente nella terapia delle emopatie maligne e nella terapia antirigetto dei trapianti di organo. Sulle epidemie da aspergillosi, il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha aperto proprio a Torino più di un´inchiesta; l'ultima indagine del magistrato riguarda cinque contagi alle Molinette, alcuni dei quali mortali.

«Immaginiamo - spiega ancora il professor Hirsch - che la proteina abbia un ruolo di "segnalatore". Che avverta le cellule del sistema immunitario della presenza di aspergillo nell´organismo. Senza Ptx3, le difese sono come prese alla sprovvista, totalmente esposte al contagio».

La scoperta compiuta a Torino apre la strada - oltre che alla ricerca di una terapia anti-aspergillo - a un altro studio di portata mondiale: «Abbiamo osservato - conclude Hirsch - che "disattivare" nelle femmine dei topi la proteina Ptx3 significa renderle sterili. Cercheremo di capire il perché».

Marco Accossato

 
 
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