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Torino - 26 maggio 2003
 
 
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29.01.2003 - Cinema e radio in un quartiere da spettacolo
TRASFORMARE e rendere vivo per tutti un grande patrimonio e liberarne le risorse disponibili: questo può essere in sintesi il programma, in parte realizzato, dal Museo del Cinema. Dopo due anni dall'apertura possiamo affermare con orgoglio che la Mole Antonelliana rivive col Museo del Cinema (dopo essere rimasta cent'anni senz'anima) e il Museo del Cinema si esalta come fenomeno spettacolare e popolare attraverso questo edificio suggestivo, unico al mondo.

Un museo nuovo e innovativo produce questo: visitatori, turisti, immagine positiva nel mondo per la città e la regione in cui risiede, servizi e attività parallele.

Con la multisala del cinema Massimo, nel 2002 sono stati quasi 500 mila i frequentatori di un complesso che è già entrato nel nuovo mondo del multimedia, senza abbandonare la tradizione dell'archeologia del cinema e il fascino dell'effetto film.

Ma il programma non è ancora compiuto. Mancano due elementi fondamentali: la ricomposizione unitaria di tutto il museo a fare corona intorno alla Mole. Così si apre al pubblico quello spazio di comunità operosa e attiva che la stessa Mole non ha mai avuto: non c'è stata finora, lì intorno, una piazza viva, attività artigianali o industriali, botteghe. Noi pensiamo di mettere intorno i depositi, aperti al pubblico, delle collezioni; la biblioteca specializzata con una nuova mediateca; la cineteca; i servizi per la didattica e l'accoglienza dei turisti.

Il potenziamento, e quindi un respiro più ampio al Museo, con una straordinaria filiera che comprende la Mole, il palazzo della radio, la multisala del cinema Massimo: un luogo fantastico, per coinvolgere nello spettacolo del nostro allestimento museale altro pubblico, più visitatori, turisti, appassionati.

Tutti coloro che ho interpellato sono concordi e favorevoli a un progetto di sviluppo di questo tipo.

E in questo progetto la Rai come partner ha un ruolo strategico, anche culturale, anche operativo, che noi intendiamo rafforzare in armonia con l'idea di museo nuovo, spettacolare, interattivo. D'altro canto, anche nel passato recente ci sono state ottime occasioni di collaborazione reciproca; ma noi siamo pronti a fare di più, molto di più.

Mario Ricciardi

 
 
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