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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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26.01.2003 - Scommettiamo sull'idrogeno?
Nel prossimo futuro è prevedibile che continuerà a crescere la richiesta di mobilità delle persone; in tale prospettiva l’auto continuerà ad essere una componente fondamentale del sistema trasporti. Per rendere socialmente accettabile questa affermazione l’auto del futuro dovrà rispondere, in modo adeguato e competitivo, alle esigenze di chi utilizza il mezzo e di chi convive nell’ambiente circostante.

Un notevole sforzo di formazione e ricerca viene richiesto per rendere disponibili le nuove tecnologie che dovranno permettere di realizzare obiettivi di:
- elevata efficienza;
- emissioni gassose e di particolato (cioè inquinamento dovuto alla combustione) tendenti a zero;
- forte riduzione dell’inquinamento acustico;
- massima sicurezza, quasi zero incidenti mortali;
- facilità d’uso e di gestione;
- significativa razionalizzazione e fluidificazione dei flussi del traffico, in particolare del traffico urbano;
- elevata riciclabilità dei prodotti e dei materiali;
- controvalore coerente con le aspettative del cliente.

Dando adeguata risposta a queste sfide, l’auto, che ha un ruolo essenziale in un sistema integrato di trasporti, permetterà anche una crescita competitiva delle imprese, siano esse costruttori finali, componentisti od aziende di servizi, nel rispetto della sostenibilità energetica ed ambientale della mobilità.

L’auto, come contenitore di diverse tecnologie, può essere considerata come un indicatore di sintesi del livello di sviluppo tecnologico di un paese ed è per questo che oggi, in questo momento di crisi drammatica del settore in Italia, devono essere messe in campo tutte le forze per sostenerne lo sviluppo attraverso un programma articolato di accrescimento del patrimonio, già esistente, di cultura scientifica e tecnica.

Innovazione tecnologica

Le linee di ricerca ed innovazione che sostengono tale programma dovranno affrontare l’intero sistema auto nei suoi vari aspetti, prima citati.
Nell’area della propulsione dei veicoli, le pressioni per difendere l'ambiente sono forti e sempre più severe le normative anti-inquinamento. Le risposte tecnologiche alla spinta verso la riduzione dei consumi e delle emissioni puntano nel breve periodo a migliorare ancora, in modo sostanziale, i motori tradizionali, e, nel lungo termine, allo sviluppo di propulsori alternativi.

A tale scopo, in attesa di disporre soluzioni produttive sostitutive dei propulsori tradizionali a combustione interna (benzina, diesel, gas), si sta perseguendo un notevole impegno di ricerca perché gli attuali motori da trazione siano sempre più efficienti e puliti con l’introduzione di tecnologie innovative finalizzate al controllo della combustione (finalizzata alla riduzione sia dei consumi sia dell'inquinamento) e al trattamento dei gas di scarico (finalizzato alla riduzione dell'inquinamento).

Grande rilevanza ha inoltre la spinta verso la diversificazione delle fonti di energia rispetto all'attuale utilizzo di benzina e gasolio, derivati dal petrolio. In particolare si può prevedere già a breve termine un forte impulso sui motori a gas (già l'azienda dei trasporti pubblici torinesi ha adottato un certo numero di veicoli di questo tipo) con il consolidamento del know-how sul sistema di iniezione elettronica di gas metano (o di Gpl) e lo sviluppo di propulsori a gas di seconda generazione con i relativi sistemi di post trattamento che consentiranno di ridurre le emissioni a valori quasi equivalenti a quelle dei veicoli elettrici.

Una soluzione complementare è costituita dalla propulsione ibrida minima che integra i tradizionali motori a combustione interna con motogeneratori e trasmissioni automatizzate ad elevata efficienza, meccaniche o in futuro elettromagnetiche.

Soluzioni sostitutive dei motori tradizionali si raggiungeranno con lo sviluppo e l’applicazione di propulsori basati sulle tecnologie delle «Fuel Cell» a idrogeno diretto o con reformer per ricavare l’idrogeno da idrocarburi, metanolo o benzine riformulate. Questi propulsori alternativi consentiranno sia la diversificazione delle fonti di energia primaria, sia alte efficienze ed assenza di emissioni nocive e di anidride carbonica (in caso di tecnologia Fuel Cell a idrogeno diretto).

La complessità e il costo, la mancanza di infrastrutture per la generazione e la distribuzione dell’idrogeno in quantità significative e l’attuale indisponibilità di sistemi di stoccaggio dell’idrogeno a bordo veicolo sono i maggiori ostacoli attuali. Entro il 2010 si prevedono solo applicazioni di nicchia mentre per un’applicazione diffusa delle fuel cell su veicolo si prospettano tempi più lunghi.

L’auto del futuro dovrà prevenire o aiutare il conducente del veicolo a recuperare situazioni critiche attingendo a materiali innovativi, a sensori (pre-crash, di monitoraggio e di localizzazione), all’elettronica e alla telematica da applicare in sistemi integrati per la sicurezza (passiva, attiva e preventiva), a sistemi «drive-by-wire» e a sistemi telematici per l’assistenza ed il telecontrollo. Lo sviluppo di questi sistemi e delle loro interfacce di comunicazione permetterà di raggiungere la piena compatibilità con l’ambiente integrando le tecnologie di bordo (veicolo intelligente) con quelle delle infrastrutture stradali (strade intelligenti).

Le tecnologie chiave che rivoluzioneranno la realizzazione di sensori e piccoli attuatori sono i microsistemi che cambieranno in modo radicale i dispositivi di illuminazione e visualizzazione e le nanotecnologie che, attraverso la conoscenza e il controllo delle strutture atomiche e molecolari, permetteranno lo sviluppo di materiali e sistemi che, attraverso un significativo miglioramento delle proprietà elettriche, meccaniche, ottiche, risulterà particolarmente utile allo svolgimento di quelle funzioni di assistenza alla guida che rendono possibile realizzare più elevati livelli di sicurezza.

L’intero veicolo potrà essere profondamente ridisegnato nelle architetture, nei materiali, nelle tecnologie e nei sistemi di produzione per una maggior flessibilità produttiva, per una personalizzazione più spinta del prodotto e per ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il suo ciclo di vita. A tal fine un contributo rilevante potrà venire dalle strutture ibride multimateriale, dalla riconcezione modulare del veicolo e dalla ridefinizione delle missioni dei sottogruppi modulari.

Su ciascuna delle tematiche di innovazione sopraindicate sono già in corso sia in Fiat sia presso le altre industrie leader del settore (in Europa, negli Stati Uniti ed in Giappone) attività di ricerca e di sviluppo tecnologico. Per alcuni aspetti si hanno già prodotti nuovi definiti e pronti per essere lanciati sul mercato, per altri si è ancora allo stadio di prototipi, per altri ancora agli studi di impostazione sperimentale.

Formazione e ricerca

Sulla base di questo scenario tecnologico e per essere in grado di partecipare con successo a una competizione, di per sé molto agguerrita e rapida, oltre alle azioni di ricerca e di sviluppo tecnologico sopra delineate, è indispensabile un ulteriore forte impegno per un’innovazione del sistema Italia e una capacità di intervento integrato e tempestivo per trasferire i risultati della ricerca ai prodotti da lanciare sul mercato. Una simile evoluzione tecnologica richiede anche una solida formazione di base e nuove professionalità.

Torino non può e non deve rinunciare ad un ruolo da protagonista nel contesto internazionale dello sviluppo tecnologico; ha risorse e competenze eccellenti che vanno coinvolte e mobilitate per una risposta dinamica alla evoluzione in corso.

Torino deve saper cogliere la sfida delle nuove tecnologie valorizzando al meglio il patrimonio di competenza e strutture esistenti nei suoi centri di ricerca, come il Centro Ricerche Fiat, Ti-Lab., Centro Motorola, Torino Wireless, nel Politecnico e nell’Università (tutte di riconosciuto assoluto valore internazionale) e, non prescindendo dal processo di globalizzazione dell’economia, permettere al tessuto industriale, di cogliere importanti occasioni di sviluppo per rafforzare, consolidare e riqualificare la presenza locale.

Formazione e ricerca sono basilari per un nuovo sviluppo competitivo di Torino come polo di valore nazionale ed internazionale delle nuove tecnologie e polo di eccellenza nella formazione che integra scienza, tecnica, creatività e imprenditorialità.

Giovanni Belingardi, Dario Monti

 
 
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