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Torino - 21 maggio 2003
 
 
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26.01.2003 - "Tutta" l'auto c'è solo a Torino
Dopo il rallentamento della congiuntura internazionale, anche a seguito dei fatti dell’11 settembre 2001, era stata prevista una ripresa per la seconda parte del 2002. Purtroppo l’estate ha raffreddato questa attesa e le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso sia per gli Stati Uniti sia per l’Europa.

La crisi dei mercati finanziari, con la conseguente riduzione dei risparmi delle famiglie, sembra essere fra i maggiori responsabili di questa situazione, per la quale si prevede anche per il 2003, oltre che per il 2002, una crescita del Pil inferiore a quella prevista dall’inizio dell’anno.
Per quanto concerne il Piemonte e la provincia di Torino, la crisi del comparto automobilistico avrà sicuramente delle ripercussioni negative in una situazione economica generale già non rosea. Intanto il Piemonte va peggio del resto d’Italia: il fatto di essere un’economia aperta, che risente maggiormente della concorrenza internazionale, rende la nostra regione più vulnerabile in caso di congiunture negative allargate, ma fortunatamente la predispone anche, in caso di ripresa, a crescite superiori rispetto ai ritmi nazionali.

I dati relativi agli ultimi mesi del 2002, pubblicati su Torino Congiuntura, newsletter della Camera di commercio, fotografano una situazione difficile: nel settore industriale si evidenzia un calo della produzione (-4,8% nel terzo trimestre rispetto al 2001), dell’occupazione (-1,8%) e della domanda interna (-5,4%); anche nel commercio è avvertita e prevista una riduzione di vendite e occupazione.

La crisi dell’auto vissuta in questi mesi è senz’altro una delle più gravi della storia del settore, ma in ogni caso è difficile prevedere per la città di Torino e per la sua provincia un futuro del tutto privo dell’industria automobilistica. Il nostro territorio, infatti, ha accumulato negli anni un enorme patrimonio di esperienza, tradizione e innovazione, sia in ambito Fiat, sia nel complesso dell’indotto. Secondo quanto stimato nel 2001 dalla banca dati Subfor Service della Camera di commercio di Torino, la produzione piemontese di componenti autoveicolari rappresenta il 40% di quella italiana, mentre l’occupazione complessiva nell’indotto auto è pari a 78 mila addetti, dei quali oltre il 70% è localizzato nella provincia di Torino. Questa ricchezza non può essere dunque destinata a scomparire a breve.

Le numerose e qualificate piccole e medie aziende del vitale tessuto torinese presentano una caratteristica fondamentale: insieme danno vita ad una filiera produttiva completa e concentrata, unica al mondo, capace di gestire tutte le fasi di creazione di un’auto, dalla progettazione alla realizzazione finale. Proprio per valorizzare questa realtà produttiva integrata, la Camera di commercio di Torino è in campo già da alcuni mesi con il progetto «Dall’Idea all’Auto» che, con un investimento complessivo di 2 milioni e mezzo di euro e una durata pluriennale, prevede non soltanto la realizzazione di iniziative di promozione all’estero dell’immagine del distretto auto piemontese, con le sue peculiarità e i suoi punti di forza, ma anche l’assistenza diretta a circa 150 aziende «eccellenti» nelle azioni di marketing verso nuovi committenti nazionali e internazionali.

Ma Torino e la sua provincia non possono prevedere un futuro solo in ambito automobilistico. Nonostante la recente crisi, continuiamo a credere con convinzione anche al settore aerospaziale, sul quale, oltre a seguire iniziative specifiche, intendiamo lavorare attivamente: sono in atto numerosi sforzi, ad esempio, per portare a Torino le opportunità di Galileo, programma europeo finalizzato alla messa in orbita di 30 satelliti, esperimento di avanguardia per l’economia non solo locale, ma nazionale ed europea.

È innegabile poi che la nostra città stia gradualmente mettendo in luce numerosi altri aspetti positivi che noi dobbiamo saper cogliere e soprattutto potenziare con il nostro intervento. Torino con la sua provincia è in una fase di ristrutturazione totale e finalmente si sono aperti in città grandi cantieri, da quelli olimpici al passante ferroviario. E mentre Torino cambia volto, anche l’economia della città si diversifica, e con essa si differenziano e si articolano ancora di più i nostri interventi. Siamo presenza attiva nel comitato Torino Wireless che ci consente di vivere e di partecipare in prima persona alle decisioni che faranno della nostra città un polo di avanguardia nel settore delle telecomunicazioni. Tra gli obiettivi del progetto emerge l'esigenza di dare impulso alla ricerca, allo sviluppo di idee di business, alla finanza innovativa, per far crescere nuove imprese, raddoppiare in 10 anni il numero dei ricercatori, nel solo settore wireless, generare almeno 50 nuove aziende e portare il peso del settore tecnologico nel Pil regionale dal 5 al 10%.

Torino è inoltre al centro di numerosi avvenimenti artistici e culturali, che favoriscono il diffondersi in Italia e all’estero dell’immagine di una città capace di attirare, organizzare e soprattutto mantenere qui grandi appuntamenti internazionali. Come Camera di commercio siamo stati anche tra i promotori più entusiasti dell’ultima edizione del Salone del Gusto, con un intervento che avrà, grazie al progetto di selezione sul territorio dei migliori «Maestri del Gusto», importanti ricadute sul tessuto economico del territorio. Ancora una volta quindi, una presenza da protagonisti. Nello stesso modo siamo presenti anche al lancio del nuovissimo Mestieri in Mostra, il Salone delle formazioni, dei lavori e delle scelte professionali, che si è tenuto al Lingotto dal 17 al 20 gennaio.

Sono molteplici, dunque, i settori di intervento ai quali è chiamata la Camera di commercio, in qualità di rappresentante di tutte le oltre 200 mila realtà produttive operanti sul territorio, ma a questi stessi obiettivi sono chiamati anche tutti gli altri enti e le realtà operanti a livello locale, affinché questa città possa vedere nella crisi attuale uno stimolo per impostare positivamente il proprio futuro

Giuseppe Pichetto, Presidente della Camera di Commercio di Torino

 
 
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