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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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04.02.2003 - "Targhe, serve la linea dura"
Se targhe alterne dev´essere, che si adotti la linea più dura. Se il disagio per i cittadini è inevitabile, allora meglio non lasciarsi intenerire e tendere al miglior risultato possibile. Lo staff dell´assessorato all´Ambiente della Regione che ha studiato e avviato il piano regionale per il risanamento e la tutela della qualità dell´aria fornendo indicazioni precise alle province con una recente delibera datata 11 novembre 2002, presenta i grafici recenti sul flusso veicolare e punta il dito su tre bersagli da colpire a breve. Uno: chiarire al consumatore-automobilista il significato di vettura ecocompatibile; due: portare al 20 per cento entro il 2005 la percentuale di zone vincolate (Ztl o chiuse la traffico); tre: allargare la rete di sistema oltre il già soddisfacente risultato attuale, 14 comuni della provincia di Torino che hanno trovato un accordo, superando lo scoglio di esigenze e disponibilità economiche molto diverse. Ce n´è un quarto che è poi la finalità primaria, la «tensione verso» la meta indicata dall´Unione europea: per migliorare la qualità dell´aria in cui viviamo esiste una sola via percorribile, portare il numero di chilometri percorsi da ciascun cittadino (un valore medio in cui rientrano anche bambini e anziani) al di sotto dell´attuale 12 chilometri giornalieri. «Null´altro conta davvero se si parla di ridurre le emissioni da traffico», spiegano con tono implacabile i tecnici dell´assessorato all´Ambiente che lavora in stretta collaborazione con l´Arpa, l´agenzia regionale per l´Ambiente.

Inevitabile allora la domanda sull´efficacia della misura delle targhe alterne che affligge in questi mesi torinesi e non solo loro. La risposta è sì, le targhe alterne servono ma è inutile annacquare il risultato finale cercando di addolcire la pillola. «L´analisi dei dati raccolti - spiegano all´assessorato - indica con chiarezza che restringendo la fascia oraria (nella prima settimana 7,30-19, nella seconda 8,30-18) il livello percentuale di efficacia si riduce di molto, dal 25 al 13 per cento». Un´altra osservazione è poi degna di nota: «Errato - dicono i tecnici - considerare le targhe alterne un provvedimento di emergenza. Un ruolo enorme lo giocano le condizioni atmosferiche. Si tratta invece di una disposizione che produce effetti a lungo termine perché concorre con altre misure a diminuire il numero di chilometri individuali percorsi».

Il nemico da sconfiggere sono ovviamente i Pm10, le polveri sottili, destinate a diventare presto (in arrivo le nuove norme della Ue) ancora più sottili e insidiose, Pm2,50. Nel grafico che pubblichiamo sopra, la linea retta è il valore accettabile, 50 microgrammi per metro cubo. Le quattro linee indicano l´andamento dei livelli raggiunti negli ultimi quattro anni, compreso il 2003 che si interrompe con la fine di gennaio. Le curve, soprattutto nei primi e ultimi mesi dell´anno, rivelano una situazione preoccupante. Diventa quindi fondamentale puntare su mezzi ecocompatibili, per i quali sono stati concessi incentivi. Unica condizione, che si sappia distinguere. A questo proposito, l´assessorato all´Ambiente mette a disposizione i dati raccolti dall´amministrazione nazionale svedese. Se un´auto a benzina Euro III/IV - l´ultima generazione - produce emissioni di particolato (pm10 appunto) uguale a 1 e una Euro 1 (primo modello di catalizzata, circa dieci anni) un valore doppio, 2, una vettura diesel ultimissimo modello (una delle più vendute attualmente) fa crescere il livello fino a 10. Tutt´altro discorso se l´auto diesel è dotata di filtro per il particolato. In tal caso, la percentuale crolla a 0,50. C´è eco e eco, dunque. Se non si chiarisce bene si rischia di creare una gran confusione. Con la conseguenza che fra breve un furgone appena acquistato si potrebbe veder negato l´ingresso in quelle zone vincolate che sono destinate ad aumentare. «Ecco perché è necessario informare i cittadini con la massima precisione possibile - dicono ancora all´assessorato -. Per evitare che al momento in cui si dovrà obbligatoriamente chiudere e limitare la circolazione, molti possano dire di essere stati ingannati».

Sara Strippoli

 
 
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