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Torino - 16 maggio 2003
 
 
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04.02.2003 - Meccanici in forte calo
L´effetto Fiat è arrivato anche nella scuola. E sono gli istituti tecnici e professionali, quelli con indirizzi meccanici e elettrotecnici in particolare, a pagarne gli effetti più pesanti. I primi dati sulle iscrizioni al primo anno delle superiori, vedono infatti in calo soprattutto queste scuole. Mentre sono in lieve aumento i licei scientifici e classici. Con la punta dell´Alfieri di corso Dante che aumenta di quasi un terzo i suoi allievi di quarta ginnasio passando da otto a dodici classi.

Le prescrizioni alla prima superiore si sono chiuse il 25 gennaio. I dati ufficiali saranno noti solo tra qualche giorno, quando le scuole medie inferiori, che hanno raccolto le richieste delle famiglie, avranno finito di inviare i dati agli istituti superiori. Ma ormai in tutte le segreterie si stanno già facendo i bilanci per capire quante nuove classi si potranno allestire nel settembre 2003. Un numero fondamentale per un istituto, perché ad esso è legata in prospettiva la stessa sopravvivenza: sotto i 500 iscritti complessivi (almeno cento dunque per ognuno dei cinque anni), c´è il rischio di essere accorpati ad un´altra scuola di diventarne una succursale.

Rischio che ha corso in passato l´Alfieri e che è stato sfiorato dallo stesso d´Azeglio, il classico più prestigioso di Torino dove quest´anno il lieve aumento di iscritti (una decina in più, per circa 140 «primini») permetterà di conservare le cinque quarte ginnasio attuali. Stabili anche gli altri due licei classici, il Gioberti (9 classi) e il Cavour. Tra gli scientifici non cambia nulla al Galileo Ferraris, dove spiega il preside Mario Perrini: «Da anni siamo costretti a rifiutare iscrizioni, anche per i limiti dell´edificio che ci ospita. Quest´anno forse ne rifiuteremo un po´ di meno, ma il numero di prime resterà invariato». Stabile anche il Giordano Bruno, mentre punta a una prima in più il Segré, dove gli iscritti sono aumentati di una ventina di unità.

Le dolenti note arrivano invece dagli istituti tecnici e professionali (che comunque rappresentano ancora oltre il 70 per cento degli iscritti alle superiori). Quelli tecnici commerciali, come il Sommeiller e il Sella, sono in calo da anni. Tra quelli industriali i due più noti, il Peano e l´Avogadro, da tempo erano costretti a rifiutare centinaia di iscrizioni ogni anno per eccesso di richieste. «Già nel 2002 erano diminuite - spiega Giulio Cesare Rattazzi dell´Avogadro - e il calo è continuato quest´anno, anche se non inciderà sul numero di classi. I problemi più gravi li avremo in terza, con la specializzazione per meccanici. Lì la diminuzione è significativa: si può parlare di un effetto Fiat, la crisi incide anche sulle scelte delle famiglie. E c´è timore anche per la riforma Moratti».

Già le mode: il Casale, periti chimici, è in crisi nera. «Ad oggi abbiamo solo 36 richieste di iscrizione. Un disastro - spiega la preside Grazia Giuffrida - scontiamo l´immagine della chimica considerata una materia sporca, inquinante, dai giovani. Anche se la realtà è l´esatto contrario, è la chimica che può salvare l´ambiente». In compenso, come avviene da anni, continua a farsi sentire l´effetto Olimpiadi: in controtendenza rispetto a quanto avviene negli altri professionali, aumentano gli iscritti agli istituti alberghieri e turistici. Erano due, solo pochi anni fa, le scuole con questa specializzazione, ora sono sei, tra Torino e provincia. E tutte o quasi continuano a fare il pieno. Difficile che nel 2006, e soprattutto dopo, ci sia davvero lavoro per tutti.

Marco Trabucco

 
 
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