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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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05.02.2003 - Il fascino discreto della casa Atc. Gli inquilini a scuola di bon ton
C´è una raffica di «prima» e di «dopo» nella vita del quartiere Atc di via Sospello. Tanti «ieri» e «oggi» da far pensare che le case e gli abitanti non siano più gli stessi. Ieri c´erano le tende di nylon e le verande abusive, le scope e i secchi appesi sulla strada, i balconi che cadevano a pezzi. Oggi il Piano di recupero urbano della Città di Torino ha rifatto il look alle palazzine bianche e rosse Anni 30: il vecchio insediamento operaio che ha visto avvicendarsi le generazioni e le origini si è lasciato il degrado alle spalle.

Quanto agli abitanti - numerosi gli anziani, ma anche le nuove famiglie -, sono stati coinvolti a loro volta in un programma di «rinascita» condotto dall´«Equipe di accompagnamento sociale del Pru», fatto di consultazioni, dibattiti, feste, eventi che hanno ricostruito la memoria del quartiere. L´obiettivo era dichiarato: intervenire nei conflitti tra condomini (a volte, come capita in qualsiasi palazzo, radicatissimi) per incidere sulla qualità della vita di tutti. Il lavoro ha portato alla messa a punto di due strumenti per vivere meglio, rispettandosi vicendevolmente e rispettando luoghi e spazi rimessi a nuovo: «Sette regole di buon vicinato» e «Sette regole di buona facciata».

«Lo scorso anno abbiamo avviato una sperimentazione - racconta Loredana Giudici dell´Equipe formata da Avventura Urbana, Grm srl, Marianella Sclavi - che ha toccato tutti i 1200 abitanti. Inizialmente sono state coinvolte dieci scale, circa 200 famiglie, per identificare un ristretto numero di regole per una convivenza più serena». Come? Per esempio, con «incontri di pianerottolo» animati con vettovaglie e chiacchiere nei cortili. «In questo modo abbiamo rimesso in relazione inquilini che litigavano da decenni su argomenti banali». Battibecchi di sempre, di tutti: il cibo dato ai piccioni senza pensare ai vicini del piano di sotto, i panni stesi sgocciolanti al terzo piano sul tappeto messo a prendere aria al primo, le sigarette spente sui pianerottoli. E così via.

«Identificati gli argomenti con il primo gruppo di famiglie, in occasione della festa di fine lavori, il 21 settembre scorso, abbiamo fatto una consultazione pubblica - prosegue Loredana Giudici - sottoponendo il lavoro sperimentale a tutti gli abitanti. Così abbiamo codificato le regole che oggi sono adottate dal quartiere». Un secondo «capitolo» ha riguardato le facciate. «L´opportunità offerta dalla riqualificazione fisica degli edifici, imponeva il coinvolgimento degli abitanti nella manutenzione di balconi e facciate. Abbiamo promosso un referendum per identificare il colore delle tende da sole e poi, con un complesso lavoro di mediazione tra abitanti Atc e Soprintendenza, sono state fissate "Sette regole di buona facciata"».

In via Sospello, adesso, è chiaro a tutti come stendere i panni, come sistemare le tende da sole e i vasi sui davanzali, è chiaro che non sarà mai più possibile montare verande e ondolux e che gli armadi portascope, le zanzariere e le tende possono essere solo verdi. Gli accordi sono stati suggellati, durante la festa di settembre, con la bella foto di gruppo riprodotta in questa pagina. L´equivalente di una vigorosa stretta di mano.

Maria Teresa Martinengo

 
 
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