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Torino - 28 luglio 2003
 
 
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05.02.2003 - I geni dei numeri sedotti da Torino
Un open space nemmeno grande, in un edificio, il Basic Village di largo Maurizio Vitale, che sta diventando uno dei polmoni della Torino del futuro. Un ufficio arredato con semplicità, scrivanie, sedie, tanti computer e un piccolo spazio per le riunioni. Basta. Poi ci sono loro davanti a quei computer, i ragazzi di The MathWorks, venticinque persone in tutto, età media poco sopra i trent´anni: la più giovane ne ha 23, il più «vecchio» 43.

Siamo, l´avrete capito, nel settore delle Ict, le tecnologie dell´informazione e della comunicazione, quelle che, a detta di tutti, devono, dovranno costruire, la Torino del 2010. E riuscirci, magari, senza dimenticare la nostra storia fatta di meccanica, di tecnologia, fatta di Fiat, di «aria, terra, mare», come recitava un vecchio slogan. E se il mare e «i grandi motori», ce li siamo giocati per sempre, auto e aeronautica, o meglio aerospaziale, li abbiamo ancora in casa. In questo senso The MathWorks, è quasi un paradigma. «Si, ci interessava in particolare il settore dell´automotive e dell´aerospaziale per questo abbiamo scelto Torino» spiega Alessandro Tarchini, managing director della sede italiana. Lo sbarco è avvenuto dieci anni fa, nel 1993 quando l´azienda americana, la sede centrale è a Netick, un sobborgo di Boston, ha selezionato tra molte una giovane impresa torinese, la Teoresi, per farne la sua rappresentante in Italia. Poi poco più di un anno fa è arrivata la decisione di intervenire in prima persona: la casa madre ha rilevato da Teoresi personale e pacchetto clienti e il primo gennaio 2002 The MathWorks, sede italiana è partita.

The Mathworks, i lavori della matematica o, se preferite, la matematica al lavoro. «Il nostro business - spiega Tarchini - è sviluppare, commercializzare e supportare una famiglia di prodotti software, il cui capostipite si chiama MathLab e che sono essenzialmente software di calcolo. Nel tempo, poi, sono stati sviluppati una serie di prodotti complementari che applicano questa forte componente matematica a una serie di sistemi: modelli matematici di oggetti classici in campo automobilistico, aerospaziale, della telecomunicazioni. Ma il software è utilizzabile anche nel mondo finanziario e assicurativo con modelli complessi di tipo economico. Il principio di base non cambia ed è quello di poter rappresentare un oggetto di complessità notevole in un ambiente che sia in grado di simularne il comportamento». Per intendersi se dovete, per esempio, progettare e realizzare un Abs, raffinato sistema di controllo per i freni delle automobili, con MathLab e con il suo discendente Simulink, potrete farlo, costruendone uno «virtuale», studiandone le reazioni e il funzionamento grazie al modello matematico che prevederà ogni possibile tipo di forza, azione, reazione, sollecitazione cui potrà essere sottoposto. Lo potrete anche vedere agire, in tre dimensioni, scomposto in ogni suo elemento. Poi potrete «tradurre» i risultati ottenuti nel chip che controllerà e guiderà il comportamento del prodotto finale.

The Mathworks lavora, in America, tra l´altro con la Nasa, proprio alla costruzione di un modulo per astronauti molto più raffinato dello Shuttle. E lavora nella Formula Uno, («Con Ferrari? Se anche fosse nostro cliente non potremmo dirvelo» spiega Tarchini) e con aziende di ogni tipo, la Magneti Marelli, altre aziende dell´indotto Fiat, banche e assicurazioni. Migliaia i clienti italiani per un fatturato che l´anno scorso è stato di 6 milioni di dollari: «Per il 2003 puntiamo a un milione in più». Il fatturato della casa madre, 1200 i dipendenti totali di cui 300 in Europa, supera i 200 milioni di dollari. La vita e l´attività di The MathWorks sono poi strettamente legate a quelle dell´università. Il primo software, MathLab appunto, è stato creato in un ateneo americano, da un docente Clive Moler come strumento per le esercitazioni di calcolo dei suoi studenti. Poi nell´84 un altro docente, Jack Little, ancora oggi tra i boss dell´azienda ne ha intuito le possibilità commerciali. Ma il legame con l´accademia è rimasto. «Sono nostri clienti quasi tutte le università italiane, prima di tutte il Politecnico di Torino, che è un altro dei motivi importanti per cui abbiamo scelto questa città». Alle università (e alla scuole superiori, ad esempio al Maxwell di Nichelino) The Mathworks vende i suoi software a un prezzo decisamente scontato: «È un investimento - spiega ancora Tarchini - perché gli studenti che imparano ad usarlo durante il corso di laurea saranno poi gli ingegneri o i manager che nel giro di tre o quattro anni lo introdurranno nelle aziende».

MARCO TRABUCCO

 
 
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