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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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06.02.2003 - Parcheggi di interscambio vuoti nonostante le «targhe alterne»
Innanzitutto il promemoria: oggi - permessi a parte - viaggiano solo le targhe pari. Ma aggiungiamo subito che anche quelle dispari avrebbero la possibilità di circolare, almeno fino ai parcheggi alle porte della città, vicino ai mezzi pubblici diretti in centro.

Si potrebbe scegliere il park and ride: mollare l´auto nel parking d´interscambio e salire sul tram. Il condizionale, però, è d´obbligo, perché - provare per credere - questi parcheggi sono desolatamente deserti. Tutti e tre: l´«Unione Sovietica», lo «Stura», vicino all´imbocco della tangenziale da corso Giulio Cesare e quello vicino allo stadio Delle Alpi. Consigliati dal sindaco, nella delibera sulle targhe alterne, come il luogo ideale per poter raggiungere Torino anche con la targa sbagliata, vengono completamente snobbati.

I pendolari preferiscono lasciare l´auto a casa e spostarsi esclusivamente in autobus oppure sfidare la legge a rischio multa - ieri i 145 vigili urbani impegnati nel servizio ne hanno staccate 162 su un totale di 1101 vetture controllate - piuttosto che sperimentare il park and ride. Perché? L´assessore alla Mobilità Maria Grazia Sestero individua due ordini di problemi. «Innanzitutto la questione culturale - dice - la gente deve abituarsi all´idea dello scambio di mezzo. Ci sono luoghi in cui abbandonate la macchina per usufruire dei mezzi pubblici è una consuetudine più che collaudata, da noi invece ancora no. Molto però dipende anche dallo scarso appeal di questi parcheggi». In che senso? «Non sono custoditi e quindi molti non si fidano a parcheggiare e poi non hanno accanto comodità come un´edicola, un bar, un´officina dove rivolgersi per eventuali riparazioni durante il periodo della sosta. In altre parole, queste aree non sono abbastanza accoglienti per il pubblico. Proprio per ovviare a simili disagi, i parcheggi d´interscambio che saranno costruiti entro uno, due anni, saranno dotati di quanto può essere utile a rendere più confortevole il parcheggio».

Nel frattempo? «Beh, al momento non possiamo che usare l´esistente, con l´auspicio che anche culturalmente il park and drive sia più accettato». Più critico il capogruppo consiliare dei Verdi, Giovanni Nigro: «Prima di tutto occorre accelerare il più possibile la costruzione dei due parcheggi d´interscambio in piazza Caio Mario e in zona Stura. E poi, bisogna chiarire una volta per tutte perché la gente non usa le aree attualmente a disposizione. La realtà è sotto gli occhi di tutti: quelle in pieno centro sono strausate, tanto da risultare insufficienti, mentre quelle decentrate sono deserte». Appunto, perché? «La verità è che l´ex assessore alla viabilità Franco Corsico ha sbagliato. Sissignore, ha sbagliato qualcosa nella scelta dei parking: evidentemente ci sono stati degli errori nei calcoli dei flussi del traffico. Non si spiega altrimenti l´intasamento di alcuni rispetto al semideserto di altri!».

Le polemiche non mancano neppure tra chi, a causa delle targhe alterne, viaggia in tram. «A causa della potatura degli alberi - segnalano alcuni lettori - abbiamo dovuto, prima, aspettare quasi mezz´ora le navette sostitutive, poi fare a gara per salire su mezzi stracolmi all´inverosimile».

E c´è anche chi, come Silvio Viale - presidente dell´Associazione radicale Adelaide Aglietta - boccia categoricamente la strategia delle targhe alterne: «Non serve a niente, perché le micropolveri si riducono, in media, solo del 6-7% entro le 24 ore e dello 0,02% in un anno. Una cifra del tutto ridicola e insignificante».

Grazia Longo

 
 
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