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Torino - 21 maggio 2003
 
 
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05.02.2003 - L´industria regge nonostante l´auto
Nonostante la crisi della Fiat, non peggiorano le previsioni degli imprenditori piemontesi. Lo rivela l´indagine congiunturale per il primo trimestre del 2003 condotta dalla Federpiemonte (l´associazione che raggruppa tutte le Unioni industriali della regione).

Come sottolinea il presidente, Savino Rizzio, «l´indagine non segnala variazioni significative nel clima di opinioni delle imprese. I valori dei saldi ottimisti-pessimisti per quasi tutti gli indicatori sono simili a quelli rilevati nelle ultime due indagini. Prosegue quindi la fase di stagnazione». Fra l´altro, non c´è un peggioramento complessivo per quel che riguarda i livelli occupazionali: la percentuale di aziende che intende ricorrere alla cassa integrazione è pari al 14%, addirittura in lieve calo rispetto a tre mesi fa (15,1%). Inoltre il 41% segnala ancora difficoltà a reperire manodopera specializzata (era il 43,7% nella precedente indagine) e l´11,9% nel reperire personale generico (13,4%).

Le previsioni dell´industria piemontese segnalano anche un lieve miglioramento delle attese sugli ordini totali (il saldo ottimisti-pessimisti per rimanendo negativo scende di 4 punti). Peggiora però la situazione del carnet ordini: le imprese con ordini assicurati per meno di un mese sale dal 30% al 36%. In generale comunque le attese di ordini dall´estero sono migliori di quelle relative al mercato interno e cala lievemente il tasso di utilizzo della capacità produttiva (73,8% contro 74,1%). Le incertezze delle prospettive e l´appesantimento della situazione finanziaria riguardano soprattutto i comparti metalmeccanico e il tessile. «Le prospettive di ripresa della nostra economia - conclude Rizzio - rimangono comunque ancora molto incerte».

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