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05.02.2003 - Adesso l'indotto fa rotta sulla Sassonia
Il distretto dell´auto torinese guarda alla Sassonia per trovare nuove opportunità di sviluppo. Entro poche settimane l´Unione Industriale aprirà un proprio sportello a Lipsia, seconda città del land tedesco, ma centro vitale dell´industria automotive. L´obiettivo è quello di far convergere domanda e offerta, di mettere in contatto le case costruttrici che operano in Germania con il nostro indotto. Una regione dove sono insediati i più importanti marchi, ad incominciare da Porsche e dal gruppo Wolkswagen, che produrrà la sua nuova «limousine» proprio in Sassonia.

«E´ un avamposto interessante - spiega Claudio Barbero dell´ufficio export dell´Unione Industriale - perché Lipsia è un po´ il crocevia del comparto tedesco dell´auto e può essere una testa di ponte per sviluppare affari anche con Paesi come Polonia, Ungheria e Slovacchia. Gli ultimi dati evidenziano che c´è stata una flessione generale delle esportazioni dall´Italia verso la Germania, fenomeno che ha interessato anche il Piemonte, una riduzione di quasi 358 milioni, e una nostra presenza diretta può essere utile per invertire la tendenza».

Un tema, quello del miglioramento dei rapporti commerciali, che è stato affrontato ieri durante un convegno all´Unione industriale, dove si sono presi in esame alcuni mercati di riferimento, come Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti. Tra i relatori, quattro rappresentanti di diversi studi legali, uno per Paese, che hanno analizzato non solo le opportunità, ma soprattutto i rischi e il metodo migliore per chiudere un affare "sicuro".

«Mai come in un periodo di crisi - sostiene Barbero - le aziende sono allettate dai clienti esteri, senza però conoscere bene l´interlocutore, un rischio che si può trasformare in mancati incassi e in perdite sui bilanci. La regola d´oro è di informarsi attraverso le agenzie, scegliendo bene le aziende, valutando la loro solidità, mettendo da parte la fretta». In Francia, ad esempio, esiste una rete di siti Internet che, a pagamento, fornisce in tempi rapidi tutte le indicazioni utili per una valutazione immediata del cliente».

Il «bidone» comunque, nei quattro mercati analizzati, non è all´ordine del giorno, anzi, sono ancora molte le possibilità di espansione e, al contrario di alcuni Paesi lontani, soprattutto asiatici, è possibile limitarsi alla commercializzazione senza necessariamente costruire un´unità produttiva in loco.

Diego Longhin

 
 
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