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Torino - 17 maggio 2003
 
 
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07.02.2003 - «Trenitalia poteva parlare prima»
Addio al tunnel di corso Spezia, così come ci era stato illustrato. O meglio, arrivederci a quando il treno olimpico si sarà allontanato da Torino. Ormai non dovrebbero esserci più dubbi: la nuova opera alla quale la Città si è affidata per decongestionare la viabilità in zona Nizza e collegare fra loro le infrastrutture olimpiche approderà al traguardo del 2006 in forma men che dimezzata. Comunque non in grado di raccordarsi ai villaggi olimpici previsti sull´area degli ex-Mercati generali, uniti al Lingotto (dove troveranno spazio la pista da ghiaccio e il centro stampa) esclusivamente dalla passerella aerea che scavalcherà la ferrovia.

A proposito di treni, anche ieri le Fs hanno ribadito il loro «no» al cantiere previsto sui binari che segnano lo spartiacque fra corso Spezia e corso Sebastopoli, bocciando il progetto definitivo e mettendo Palazzo civico di fronte al fatto compiuto. Una doccia fredda per il Comune, considerato che durante la discussione del progetto preliminare non erano emerse obiezioni sostanziali da parte di Trenitalia. «Parliamo di marzo-aprile 2001, il che dimostra quanto sia lunga la storia di quest´opera - commenta l´assessore alla Mobilità Maria Grazia Sestero -. Però va anche detto che il nodo dei binari, oggi sollevato dalle Ferrovie, si delineava già all´epoca. Considerato che il nostro problema primario è il rispetto dei tempi, se ce lo avessero detto prima avremmo almeno potuto muoverci con maggiore celerità».

Invece lo stop data lo scorso novembre, quando i tecnici comunali e quelli dell´azienda si sono ritrovati di fronte all´ultima versione cartacea del sottopasso, scoprendo che sul secondo lotto - quello relativo al trincerone ferroviario - le opinioni non concordavano. Ci sono voluti più di due mesi perché la notizia - discussa riservatamente nella giunta di martedì - trapelasse all´esterno del Comune, innescando le prime polemiche. E´ di ieri la richiesta di dimissioni avanzata da Agostino Ghiglia, capogruppo di Alleanza nazionale, nei confronti dell´ex sindaco Valentino Castellani, attuale presidente del Toroc:_ «Come è possibile che a tre anni dall´assegnazione dei Giochi olimpici il Comune (ma il Toroc che ci sta a fare) si faccia bocciare un progetto di questa portata? Perché il vertice del Toroc non ha organizzato un tavolo fra gli interessati per raggiungere una soluzione fattibile?».

In realtà il ripensamento delle Ferrovie sul secondo lotto non lascia alternative al dimezzamento del tunnel: salvo colpi di scena, a questo punto giudicati improbabili dagli esperti, le speranze di completare l´infrastruttura per i Giochi olimpici naufragano di fronte al fascio di binari che corrono paralleli a via Zino Zini e a via Nizza. In tutto sono 26, e Trenitalia sostiene di non poterne fare a meno. Nemmeno se il futuro cantiere - che per questioni di tempi e di costi il Comune vorrebbe realizzare a cielo aperto anche in questo tratto - dovesse coinvolgerne 5-10 alla volta. Perché? Perché su quei binari corre di tutto: la linea Torino-Genova, i locomotori diretti al deposito e alle aree di sosta, le carrozze dirottate verso le zone di lavaggio. Impossibile bloccare questa arteria, anche se a spizzichi e bocconi. L´unica soluzione, spiegavano ieri dalla direzione delle Ferrovie, è lavorare «a cielo chiuso» - cioè in galleria - salvaguardando il traffico ferroviario in superficie. Ipotesi che Palazzo civico giudica incompatibile con il rispetto della scadenza olimpica.

Niente da fare, insomma. Non a queste condizioni, come è stato comunicato all´Agenzia Torino 2006 e al Toroc. Alla fine, del tunnel a due carreggiate per senso di marcia - lungo circa due chilometri e del costo di 108 milioni di euro -, sarà realizzato entro il 2005 solo il primo lotto: quello che si innesta da piazza Polonia e termina al fondo di corso Spezia. I lavori entreranno nel vivo fra settembre ed ottobre.

Il Comune sembra averci messo una pietra sopra, senza rinunciare alle prospettive post-olimpiche. «In assenza di sviluppi - spiega la Sestero - completeremo la prima parte del sottopasso con il relativo svincolo, fondamentali per fluidificare il traffico in zona Lingotto, rimandando gli altri due lotti dopo le Olimpiadi». Il posticipo interessa l´attraversamento dei binari, realizzato in galleria ottemperando alle richieste delle Fs, e il tracciato che da corso Sebastopoli sbucherà su corso Unione Sovietica. Va da sé che prima di allora la funzionalità complessiva dell´opera, riveduta e inaspettatamente corretta, sarà bruscamente ridotta.

Alessandro Mondo

 
 
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