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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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10.02.2003 - Le «spie» di Torino 2006 in missione a St. Moritz
Lezioni di Olimpiadi. Non è che da questi Mondiali chi lavora per Torino 2006 abbia molto da imparare ma a volte è più importante capire dove gli altri sbagliano che non dove fanno bene. In questi giorni a St. Moritz si alternano una trentina di «spie» del Toroc: verificano tutto, dai trasporti all'organizzazione dei volontari fino al lavoro in pista. «Dobbiamo aumentare il nostro bagaglio di esperienze - spiega Marcello Pochettino, vice direttore generale del Comitato che organizza le Olimpiadi torinesi - per questo siamo presenti qui, come lo siamo stati a Salt Lake City ma anche nei grandi eventi che non riguardano gli sport invernali: ai Giochi del Commonwealth di Manchester come ad Atene l'anno prossimo».

Da St. Moritz, Pochettino parte con alcuni appunti interessanti. «Qui hanno imposto ai volontari una cauzione - racconta -: hanno pagato ciascuno 400 franchi, più di mezzo milione di lire, che riavranno rimborsate al termine della manifestazione se avranno mantenuto l'impegno fino in fondo. Se abbandonano prima, una parte della cauzione rimane al Comitato organizzatore. Mi piacerebbe applicare questo meccanismo a Torino, ma capisco che è lontano dalla nostra mentalità. Comunque il problema dell'affidabilità dei volontari esiste: noi ne avremo tra i 16 e i 18 mila, un esercito, e la riuscita delle Olimpiadi dipende molto da loro».

A St. Moritz in buona parte sono anziani. «Ci stiamo pensando anche noi, come alle casalinghe, che in base a uno studio sono da preferire perchè avvertono l'importanza del ruolo che gli affidiamo. Così gli anziani, i pensionati. I giovani spesso sono più entusiasti ma meno continui. Affronteremo la questione nei mesi prossimi e nel 2005 partiremo con l'addestramento: qui è bastata una settimana, a noi invece serve più tempo e prepareremo un corso in tre fasi: sulle motivazioni, sulle funzioni e sul lavoro vero e proprio, in attesa che qualcuno ci dica come si può inquadrare giuridicamente la figura del volontario. Per ora non ci sono certezze».

L'esperienza sarà anche tra i requisiti di chi si occuperà dei trasporti. «Dovrà essere gente che conosce bene il territorio e certo non affideremo le auto e i pullman a chi non ci dà tutte le garanzie di sicurezza. Qui a St.Moritz hanno utilizzato soprattutto i militari, secondo me però hanno sbagliato le dimensioni dei mezzi: erano troppo grandi per la larghezza delle strade e per fortuna non c'è stato un grande afflusso di pubblico altrimenti il traffico si sarebbe ingorgato. Inoltre noi contiamo molto sul treno e pensiamo a proposte combinate treno più biglietto di gara».

Dal Mondiale di sci alpino, un evento molto più piccolo e facile da gestire che un'Olimpiade, Pochettino ha ricavato altri aspetti importanti. «Per fortuna noi non avremo il problema che c'è stato qui, con l'arrivo delle discese lontano dal centro abitato, il che invoglia poco gli spettatori. Sia al Sestriere che a Sansicario il traguardo sarà raggiungibilissimo e vogliamo creare un evento più coinvolgente. Ad esempio abbiamo individuato i punti dove costruire tribune lungo le piste, nei passaggi più spettacolari. Sarà un modo nuovo per entrare nella gara». Quello che non si è visto qui.

Marco Ansaldo

 
 
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