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11.02.2003 - «Così aiuteremo 600 nuove imprese a nascere»
Seicento nuove imprese in due anni con 1.100 posti di lavoro. E´ questo l´obiettivo che si pone la Regione Piemonte e l´assessore Gilberto Pichetto spiega: «Il sostegno alla nuova impresa è fondamentale in un contesto storico e socio-economico in cui la vera sfida è disegnare il futuro del Piemonte».

In pratica - attraverso le Province - verranno organizzati servizi di sostegno ai futuri imprenditori che avranno anche per due anni un tutor e una consulenza specialistica sull´organizzazione, sul marketing, sulla finanza, sugli investimenti, sugli aspetti fiscali e tributari della azienda.

Inoltre, vi sarà anche un sostegno finanziario, con la concessione di un contributo in conto capitale, a copertura delle spese per la costituzione dell´impresa, sino ad un limite massimo di 5.164 euro, e un sostegno al reddito dell´imprenditore, pari a 464 euro mensili per un periodo non superiore ai 6 mesi. Condizioni più favorevoli avranno le aziende delle zone a riconversione dell´obiettivo 2.

In pratica, le neo-imprese selezionate dagli sportelli provinciali riceveranno, a fondo perduto, il 25% dell´investimento in attrezzature e impianti, e prestiti a tasso zero fino al 60%.

E una attenzione particolare verrà riservata alla imprenditoria femminile e all´inserimento o al reinserimento al lavoro delle donne soprattutto di quelle che partono svantaggiate nel mercato. Chi ha figli piccoli, anziani o persone disabili da accudire potrà ricevere un buono a parziale copertura delle spese sostenute per l´utilizzo di servizi pubblici e privati. Si tratta di 516 euro al mese, per un anno.

Spiega Pichetto: «In Piemonte la disoccupazione femminile, per quanto diminuita, ha ancora percentuali doppie di quella maschile: nel 2002, il 7,3% contro il 3,5% degli uomini. In pratica delle 92 mila persone in cerca di occupazione, 56 mila sono donne». E aggiunge: «Per questo c´è la necessità di concentrare gli sforzi per dare una opportunità di occupazione soprattutto alle donne. Cerchiamo di raggiungere nel 2010 l´obiettivo, fissato dall´Europa, del 70% di popolazione attiva».

Lo scorso anno - nell´ambito di un analogo obiettivo - sono arrivati alla Regione 216 progetti da parte di 192 operatori, di cui 180 approvati con uno stanziamento di 7 milioni di euro; in particolare sono molte le proposte innovative come la sperimentazione di nidi aziendali e interaziendali, gli studi per l´attuazione di banche del tempo.

E ieri la Regione ha accolto la richiesta della Confcooperative di ridurre l´aliquota Irap per le cooperative sociali. Il presidente Mario Sacco commenta: «Queste cooperative svolgono un´importante opera di gestione dei servizi sociali e alla persona. E´ positivo lo sforzo che la Regione è riuscita a produrre; è un segnale apprezzabile, ma insufficiente».

Il presidente della Confcooperative - che riunisce 1.200 aziende di diversi settori, di cui oltre 330 cooperative sociali, con un fatturato consolidato di 230 milioni di euro, 11 mila operatori - aggiunge: «Rimane aperto il problema dei ritardi nei pagamenti alle cooperative sociali in particolare da parte delle Asl; in alcuni casi si arriva a ritardi di oltre 9 mesi».

Sacco è intervenuto anche sulle modifiche alla legge sul socio lavoratore: «Siamo soddisfatti perché ora il testo è più equilibrato». E prosegue: «In Piemonte assistiamo a una crescita progressiva dell´occupazione all´interno delle nostre imprese che hanno ora complessivamente 30 mila addetti, di cui 22 mila soci lavoratori».

Secondo Sacco «si tratta di un segnale importante: le modifiche apportate ricollocano il socio lavoratore nel suo ruolo di centralità nella gestione dell´impresa cooperativa; la precedente normativa di fatto appiattiva la figura del socio che presta la propria opera in una cooperativa sul concetto del lavoro dipendente».

Marina Cassi

 
 
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