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11.02.2003 - Olimpiadi grandi manovre
L'AGENZIA. Il governo sceglie quattro funzionari
Un intervento diretto del governo nell´Agenzia olimpica, con quattro nuovi elementi: due vicedirettori, di cui uno esecutivo (forse l´ex viceprefetto Amelio) che affiancherà l´attuale responsabile Domenico Arcidiacono e due esponenti scelti dai ministeri del Tesoro e delle Infrastrutture. È la principale novità della modificata legge 285 sulle Olimpiadi, approvata la scorsa settimana dal Senato e in attesa del via libera della Camera, fra poche settimane. Le altre modifiche, riguardano, oltre all´ufficializzazione della «cabina di regia» già avviata, la possibilità per gli enti locali di appaltare i lavori su delega dell´Agenzia. Per le cosiddette «opere connesse» si potrà attingere ai finanziamenti della legge, circa 1.400 milioni di euro. L´Agenzia 2006 potrà stipulare inoltre una sola polizza assicurativa per tutti i cantieri. Soddisfatti il presidente regionale Enzo Ghigo, il sindaco Chiamparino, l´assessore provinciale Silvana Accossato, che con il viceministro Ugo Martinat, i vertici di Toroc e Agenzia, i parlamentari piemontesi (il relatore in Senato Aldo Scarabosio in testa) hanno presentato la novità. Unico rammarico per il Toroc: l´impossibilità di assumere 15 professionisti extracomunitari, penalizzati dalla legge sui flussi.

IL CONVEGNO. Saranno 400 le imprese impegnate
Nei prossimi tre anni saranno coinvolte nei lavori per le Olimpiadi del 2006 oltre 400 imprese, almeno diecimila operai, 500 progettisti e 100 coordinatori della sicurezza. Sono i dati emersi nel convegno organizzato a Torino Incontra dalla Siat, la società degli ingegneri e degli architetti di Torino, in occasione della pubblicazione di un numero speciale della rivista dell´associazione, tutto dedicato all´avvenimento: «Una necessità - ha spiegato il presidente Marco Masoero- per rispondere alla diffusa domanda di informazione da parte dei professionisti che operano nella nostra città». Mentre il direttore dell´Agenzia olimpica, Domenico Arcidiacono, ha illustrato lo stato di avanzamento dei progetti, Giambattista Quirico, ingegnere capo del Comune e membro del comitato direttivo dell´Agenzia ha sottolineato: «Il 2003 sarà l´anno dei cantieri. È necessario che le imprese comincino sin da ora ad organizzarsi in vista dell´avvio dei lavori nei cantieri, che avverrà in primavera, riservando particolare attenzione alla sicurezza sul lavoro. Tutto è stato programmato per rispettare le scadenze, anche se i tempi sono molto stretti e le procedure per la realizzazione delle opere estremamente complicate». Preoccupazione condivisa da Gino Grignolio, presidente del Collegio dei costruttori: «Entro maggio ci deve essere l´apertura dei cantieri».

LA CULTURA. Un calendario di mostre e concerti
Due particolari rappresentazioni di opere pucciniane, Boheme e Manon Lescaut, al Regio. Le sinfonie di Beethoven all´auditorium del Lingotto. Una mostra sul Novecento alla Gam. Sono alcuni degli eventi che accompagneranno i Giochi del 2006 cui si affiancheranno anche le Olimpiadi della Cultura. Obiettivi e finalità dell´intero progetto sono stati illustrati ieri mattina ai consiglieri comunali delle commissioni Cultura e Olimpiadi dalla vicepresidente vicaria del Toroc, Evelina Christillin e dall´assessore Fiorenzo Alfieri. Christillin ha illustrato le linee guida del programma di arte e cultura (raccolte nel volumetto «Il racconto dei corpi») che il Cio sollecita alle comunità organizzatrici dell´avvenimento sportivo e che il Toroc sta delineando grazie ad un gruppo di lavoro attivo da quasi un anno (che comprende, tra gli altri, Alessandro Baricco, Giovanni De Luna, Ugo Volli, Stefano della Casa, Michelangelo Pistoletto, Andrea Zorzi). Il gruppo punterà ad esplorare l´aspetto della «corporeità» dell´evento olimpico. «È una chiave di lettura troppo connotata ideologicamente» ha accusato Alberto Mina, di Forza Italia. Contemporaneamente il Comune sta studiando altri appuntamenti di richiamo: concerti, spettacoli teatrali, mostre di grande rilievo (una dovrebbe riguardare pure il Museo Egizio), come ha assicurato Alfieri.

LA PROPOSTA Largo alla bandiera negli uffici pubblici
A tre anni esatti dalle Olimpiadi invernali torinesi (in programma dal 10 al 26 febbraio 2006), comincia ufficialmente il conto alla rovescia verso l´evento. Da ieri nella sala Marmi del Comune, in due nuove teche di vetro, progettate dall´architetto Carlo Viano, sono conservate, le bandiere ufficiali delle Olimpiadi: quella a cinque cerchi dei Giochi e quella delle Paralimpiadi. Una manifestazione alla quale hanno preso parte i vertici degli enti locali, del Toroc e dell´Agenzia. Un´occasione che ha permesso al presidente regionale Enzo Ghigo di lanciare una proposta: tutti gli edifici pubblici della città espongano, nelle prossime settimane, la bandiera olimpica. Per tutto il mese di febbraio, le vie del centro ma anche gli accessi a Torino dalle autostrade sono addobbate con i simboli olimpici, grazie ad una campagna di informazione e promozione dell´evento del 2006. «Questa cerimonia in Comune - ha spiegato il sindaco Sergio Chiamparino - segna l´inizio del count down verso il febbraio 2006. Comincia una lunga volata e sono convinto che taglieremo il traguardo a mani alzate». Il primo obiettivo è l´apertura dei molti cantieri in città, a partire dalla prossima primavera.

IL FILM. Ecco Maciste un atleta d´altri tempi
Un «classico» del cinema muto degli anni Venti unito alle musiche del XXI secolo. È quanto propone la seconda tappa di «Mitico!», la rassegna che il cinema Massimo dedica allo sport sul grande schermo nell´ambito del «percorso di avvicinamento» ai Giochi olimpici del 2006: questa sera alle 21 è in programma il grandioso Maciste all´inferno di Guido Brignone, prodotto nel 1926 dalla torinese Fert-Pittaluga, con la colonna sonora eseguita dal vivo dalla band Yo Yo Mundi, già impegnata nella sonorizzazione di Sciopero di Ejzenstejn. Un evento interessante e raro (verrà proiettata la copia restaurata del film), che riproporrà il volto del celeberrimo Maciste impersonato a inizio secolo da Bartolomeo Pagano, prototipo dell´atleta di celluloide nella Cinecittà sabauda. Nelle scene girate in studio o sullo sfondo delle Alpi della Valle Stura, grazie all´apporto dello scenografo Giulio Lombardozzi e del «mago» degli effetti speciali di allora, Segundo de Chomòn, Maciste all´inferno ricostruisce una città diabolica ricca di citazioni colte, con riferimenti alle ricche illustrazioni del Doré, il più grande illustratore della Divina Commedia, o didascalie prese a prestito direttamente dal poema dantesco. Ne scaturisce una storia grottesca e avventurosa, parodistica e fortemente evocativa, che le musiche degli Yo Yo Mundi contribuiscono a rendere particolarmente suggestiva.

Gino Li Veli

 
 
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