contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 16 maggio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Formazione e ricerca | Rassegna stampa
 
 
 
 
09.02.2003 - Ricerca scientifica o cenerentola?
Nella riflessione e nel diattito che, in presenza della crisi Fiat, si sta sviluppando in città sulle risorse alternative che questa può mettere in campo per pronuovere la continuità del proprio sviluppo, c'è un tema che normalmente resta ancora nel sottofondo mentre meriterebbe invece di essere meglio evidenziato ed approfondito. Si tratta dell'importanza strategica delle istituzioni e delle strutture per la ricerca scientifica e tecnica attive a Torino.

Che la ricerca abbia un ruolo determinante nell'assicurare il mantenimento della competitivita e quindi del ritmo dello sviluppo di una società è infatti realtà universalmente riconosciuta e del resto giustamente sottolineata anche dai media.

Senza la pretesa di presentare un inventario esaustivo delle istituzioni torinesi che hanno come vocazione la ricerca, alcuni dati possono essere utilmente richiamati per sottolineare come, anche nel campo della ricerca, la nostra città possa competere con successo, a livello nazionale ed anche internazionale, in termini di peso e di eccellenza delle risorse attivate.

Un patrimonio importante della città sono certamente ed innanzitutto i suoi centri di formazione superiore: l'Università ed il Politecnico in particolare.

Entrambe sono istituzioni di lunga tradizione: plurisecolare la prima, secolare il secondo; entrambe sono state segnate nel tempo dal passaggio e dalla attività di scienziati illustri; entrambe costituiscono tuttora fattori di richiamo di docenti, ricercatori e studenti non solo piemontesi e non solo italiani.

Ma soprattutto, in particolare il Politecnico e le facoltà scientifiche dell'Università, sono istituzioni all'interno delle quali, accanto all'attività didattica di formazione di nuove leve di giovani professionalmente qualificati, si svolgono importanti attività di ricerca in vari campi (la fisica, la chimica, la biologia, la medicina, eco.) attraverso le quali viene prodotta innovazione che è poi trasferibile in campo applicativo.

A Torino ha sede il prestigioso Istituto elettrotecnico nazionale Galileo Ferraris. Torino è anche la sede di una delle Aree di ricerca che il Cnr ha attivato nel nostro Paese, all'interno della quale opera un insieme di istituzioni ciascuna di rilevanza nazionale nel prprio specifico campo; tra le altre: l'Istituto di Metrologia, l'Istituto di Virologia vegetale, l'Istituto di Geologia, l'Istituto di Protezione idrogeologica, l'Istituto di Meccanica agricola.

A Torino o in provincia hanno trovato sede due dei Parchi tecnologici ultimamente istituiti in Piemonte: l'Environment Park, in città, il Bioindustry Park ad Ivrea.

E, sempre nelle immediate vicinanze della città, a Candiolo, è in corso di progressiva attivazione l'importante Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro.

Ancora, nella collina torinese, a Villa Gualino, ha sede l'Institute for Scientific Interchange, una fondazione di recente costituzione, ma già di rilevanza internazionale, che, attraverso le sue tre branche dedicate rispettivamente alla fisica, alla matematica ed alle scienze della vita, porta avanti ricerche avanzate con approccio interdisciplinare.

Torino infine è sede di importanti istituzioni dedite alla ricerca ed allo sviluppo che fanno direttamente capo a specifiche imprese industriali. Ricordiamo in proposito: il Centro ricerche Fiat, il TI-lab della Telecom, il Centro ricerche Pininfarina ed il Centro ricerche Rai.

Complessivamente le istituzioni per la ricerca attive a Torino costituiscono una realtà a cui fanno capo quasi diecimila addetti, almeno la metà dei quali sono ricercatori con elevata professionalità, e pertanto costituiscono una risorsa il cui impatto potenziale sullo sviluppo della società torinese può risultare veramente notevole.

Infatti, se la contiguità dei campi di ricerca di una parte di queste istituzioni con le attività delle, industrie di impianto tradizionale in città (pensiamo in particolare ai centri di ricerca facenti capo direttamente a tali industrie) è certamente un fattore importante ai fini dell'influenza che queste istituzioni possono avere sul consolidamento e sullo sviluppo dell'attuale tessuto industriale torinese, non deve però essere sottovalutato il ruolo positivo che sull'economia della città possono esercitare anche le istituzioni di ricerca che operano in settori diversi da quelli tradizionali per il profilo industriale di Torino.

Accanto al trasferimento diretto delle acquisizioni della ricerca nei processi produttivi delle imprese o presenti sul territorio (ospedali, centri di sevizio, eco.) vi è infatti tutta una serie di influenze indirette delle istituzioni di ricerca sullo sviluppo del proprio contesto di insediamento: intanto perché, oggi più che mai, sono normali e feconde le contaminazioni, metodologiche e di contenuti, che avvengono tra le diverse branchie del sapere, ma poi anche e soprattutto perché ogni istituzione di ricerca riconosciuta come valida diventa un importante fattore di attrazione di nuove iniziative economiche nel proprio territorio, e quindi anche di promozione dell'occupazione ai vari livelli, in quanto si propone come contenitore di conoscenze innovative e come vivaio di competenze professionali qualificate (a Torino il caso dell'insediamento della Motorolaa è emblematico al riguardo).

E non va infine dimenticato che le attività di ricerca possono fornire un ulteriore apporto allo sviluppo economico locale attraverso l'«esportazione» remunerata delle conoscenze da quedste elaborate o anche semplicemente per il fatto di dare notorietà alla città a livello internazionale.

Una riflessione sulle potenzialità di stimolazione dello sviluppo contenute nelle istituzioni di ricerca presenti nel territorio e sulle strategie per meglio metterle a profìtto in questa prospettiva, non può però presceindere dalla considerazione del contesto nazionale in cui le attività in questione si collocano.

Il Piemonte, la Lombardia ed il Lazio assorbono insieme, in proporzioni circa uguali, il 70% delle spese italiane per ricerca. È quindi evidente che i pregi e i difetti del «sistema ricerca» del nostro Paese si riflettono in modo particolarmente vistoso proprio su queste tre regioni e, per quanto riguarda il Piemonte, quindi anche sull'assetto e sulla efficienza della ricerca nella nostra città.

Ora non è possibile ignorare che, purtroppo, la ricerca nel nostro Paese sconta gravi ritardi. Infatti, investendo in ricerca meno dell'l,5% del proprio prodotto interno lordo, l'Italia investe meno della metà di Paesi sviluppati; nello stesso tempo anche il numero dei ricercatori attivi da noi è meno della metà di quello dei ricercatori attivi rispettivamente in Francia, in Germania, in Inghilterra e solo circa un decimo di quelli attivi negli Stati Uniti e nel Giappone, e, certo anche per queste ragioni, la nostra bilancia commerciale per i prodotti della ricerca (brevetti, licenze, consulenze, eco...) è tuttora in passivo: tuttora infatti i nostri ricavi per esportazione di ricerca sono del 20% inferiori al costo delle ricerche che importiamo.

Un risvolto particolarmente drammatico di questa situazione è la grande difficoltà che il nostro Paese registra a trattenere i giovani intellettualmente più dotati che sarebbero una risorsa essenziale per lo sviluppo della ricerca e quindi in definitiva per il progresso della nazione nel medio termine.

La considerazione delle circostanze ora richiamate ci pare importante in quanto certamente di queste dovrà tenere conto la politica di valorizzazione delle prorpie risorse in "ricerca" che la nostra città dovrà sviluppare per metterle più efficacemente al servizio del proprio sviluppo.

È infatti in certa misura un'attività di supplenza quella che, attraverso interventi coordinati delle proprie istituzioni pubbliche e private, la città è chiamata a svolgere per temperare le carenze generali; del sistema della ricerca nel nostro Paese.

In questa prospettiva il reperimento di ulteriori adeguate risorse finanziarie per le istituzioni locali di ricerca, il miglioramento dell'efficienza delle procedure di generazione e di trasferimento nei processi produttivi delle acquisizioni delle ricerche da queste condotte, la valorizzazione a livello internazionale dell'immagine di queste istituzioni, soprattutto la messa in atto di iniziative adeguate volte a trattenere in loco i giovani più dotati, dovranno diventare obiettivi in vista dei quali la città e le sue istituzioni, forse meglio che in passato, si dovranno certamente mobilitare con intelligenza e con determinazione.

Fiorenza Savio

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.