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Torino - 27 maggio 2003
 
 
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14.02.2003 - Torino dimostri di saper cogliere le grandi sfide
NEGLI ultimi giorni si è più volte parlato dell'iniziativa del «Parco Torinese della Salute», e cioè di quel progetto che porterebbe Torino ad essere la prima città al mondo a trasformare il villaggio olimpico e l'area circostante in un ospedale di eccellenza con annessi servizi moderni per ammalati e parenti, insieme ad un importante centro di ricerca scientifica e tecnologica in campo sanitario.

Certo, dietro ad ogni grande progetto immobiliare ed imprenditoriale vi sono rischi di errori e speculazioni ai quali occorre prestare grande attenzione; è poi chiaro a tutti come sull'area degli ex mercati generali sia indispensabile far partire al più presto i lavori per i villaggi olimpici, ed è noto che sull'utilizzo di quell'area è stato espletato un concorso internazionale di progettazione che ne prevede la trasformazione in senso residenziale.

Mi chiedo però se Torino è una città dove la paura di sbagliare ferma inevitabilmente anche le grandi iniziative indispensabili per rilanciarla e darle il futuro che merita (come è stato fatto tante volte in passato tergiversando sulla metropolitana, sull'alta velocità?), se a causa della fretta e di una certa superficialità si può arrivare a sostenere che hanno la stessa valenza per il futuro della città un progetto di edilizia residenziale per quanto bello e di qualità oppure una iniziativa, come quella del Parco della Salute, che associa una prospettiva di miglioramento qualitativo e razionalizzazione dei servizi sanitari resi ai cittadini insieme ad un grande impulso alla ricerca scientifica e tecnologica, così da attirare importanti investimenti privati sull'area.

Sono conscio dei rischi che si corrono e della scarsità di tempo a disposizione per non sprecare questa grande opportunità, ma sono anche sicuro che il futuro di Torino dipenda dalla capacità della sua classe dirigente di saper accettare le sfide che ci aspettano nei prossimi anni.

Marco Calgaro

 
 
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