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Torino - 16 maggio 2003
 
 
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14.02.2003 - Olimpiadi, c'è tensione sull'area dell'ex Moi
«Non si cerchino alibi per eventuali ritardi sulla realizzazione del Villaggio per atleti e giornalisti negli ex Mercati generali. Se ritardi ci sono, non sono del Comune, che fin dallo scorso dicembre, dopo l´individuazione del vincitore del concorso di progettazione, ha avviato tutte le procedure per l´avvio dei lavori, nei tempi previsti, entro la metà di quest´anno».

Il sindaco Sergio Chiamparino non si sente destinatario dell´ultimatum inviato ieri dal presidente del Toroc, Valentino Castellani, con un intervista a Repubblica: «Il Comune deve decidere la destinazione dell´area dei Mercati generali. C´è un progetto originario affascinante che ha vinto il concorso. C´è l´ipotesi della Città della salute, altrettanto utile ma fuori tempo massimo». Considerazioni, che ieri mattina, hanno dato vita ad una lunga serie di telefonate dai toni più o meno accesi tra i vari attori coinvolti. «Tutti abbiamo le preoccupazioni di Castellani - spiega il sindaco- Ma per questo è necessaria la massima chiarezza. Non c´è alcuna indecisione del Comune, che ha già definito tempi e modalità per dare corso al progetto vincitore. Contemporaneamente a Comune e Regione è arrivata la richiesta per il progetto 'Città della salute´: se si realizzasse, sarebbe il lascito più importante delle Olimpiadi. Per questo non vorremmo farlo cadere e si sta lavorando per renderlo compatibile con la costruzione del Villaggio Olimpico. È un´operazione che va approfondita, si deve capire bene chi può realizzarla. Non può essere certo la società «Olimpic Inn» che ha promosso il progetto. Si è parlato di importanti società private (il ramo immobiliare di Pirelli, n.d.r) ma al momento segnali concreti non esistono. Il protocollo d´intesa che entro la fine del mese, Comune, Regione, Università, dovrebbero firmare, potrebbero servire a rendere più chiaro il progetto».

Di cui è un convinto sostenitore il presidente regionale Enzo Ghigo. «Stiamo lavorando- spiega- per mantenere gli impegni presi con il Cio nei tempi previsti. L´ospedale ad alta specializzazione, da realizzare, dopo i Giochi, nell´area dell´ex Moi e delle ex Dogane, come riconversione delle strutture olimpiche, è un´importante eredità dell´evento olimpico da lasciare ai torinesi e ai cittadini del Piemonte. Con il Comune, siamo consapevoli delle criticità espresse da Castellani e qualche giorno fa da Enrico Salza. Ma l´obiettivo è di affrontarle e risolverle nel più breve tempo possibile». Per Domenico Arcidiacono, direttore dell´Agenzia olimpica, l´ente che deve appaltare i lavori, pare che la questione non sia un problema. Così ieri sera, nel dibattito all´Unione industriale, sullo stato delle cose a tre anni dall´evento, ha annunciato: «Per noi non c´è alcun intoppo od ostacolo da superare. Siamo pronti ad aprire il cantiere per il Villaggio media nel luglio prossimo».

Cittadella della ricerca o residenze private le due ipotesi in campo

IL PRIMO PROGETTO - L´ipotesi originaria, contenuta in una delibera della giunta, prevede nell´area di 250 mila metri quadrati, la riconversione degli impianti in residenze (un terzo per edilizia convenzionata, un terzo per edilizia agevolata e un terzo assegnato al libero mercato) e in strutture per servizi di ricerca. Il tutto circondato da un grande parco. E su questa base viene lanciato il concorso internazionale per la realizzazione del Villaggio. Se lo aggiudica un pool di studi d´architettura capeggiato da Benedetto Camerana e Giorgio Rosental, che sostanzialmente propone la realizzazione di tre grandi blocchi di palazzine, dietro un grande arco di sostegno di un ponte pedonale «strallato» che unisce il Villaggio e il Lingotto.

L´OFFERTA DEI PRIVATI - Tre mesi fa in Comune e in Regione arriva la richiesta di una società, Olimpic Inn, guidata da Mario Virano, ex amministratore delegato della Sitaf, che propone la trasformazione di tutta l´area in una «Cittadella della salute», con la presenza di laboratori privati di ricerca ma anche di impianti pubblici. Agli enti pubblici, «Olimpic Inn» chiede la concessione per 99 anni dell´area e si propone come gestore, «chiavi in mano» dell´operazione. Comincia una lunga trattativa che permette di delineare con più precisione il piano: la «Cittadella della salute», in realtà dovrebbe essere un punto di eccellenza della ricerca sanitaria, nel quale si confronterebbero laboratori privati ma anche reparti di alto livello di vari ospedali della zona, a cominciare dalle Molinette. Un programma sintetizzato in «Molinette 2», che però, secondo il sindaco Sergio Chiamparino, non si significa l´automatico trasferimento nella zona delle vecchie Molinette di corso Bramante.

LA PIRELLI - Per realizzare «la Città delle salute», servono spazi più ampi: così la Regione comincia consultare il demanio per ottenere l´area delle Ex Dogane. Nel frattempo si prendono contatti con la società immobiliare della Pirelli, banche milanesi e altri investitori per sondare la disponibilità a realizzare l´intera operazione. Si pensa anche ad un protocollo d´intesa tra Regione, Comune e Università entro fine febbraio. Ma l´unico intervento che ufficialmente resta in piedi è quello targato Camerana e soci.

Gino Li Veli

 
 
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