contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 18 maggio 2003
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialità e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualità urbana
Tamtam
Eco dalle città
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Qualità urbana | Rassegna stampa
 
 
 
 
18.02.2003 - Le mille facce della nuova povertà
Povera, oggi, è l´insegnante sola con tre figli che si rivolge ai servizi sociali perché non può affrontare la spesa dell´autobus per il ragazzo liceale che deve arrivare a Torino. Povero è il sessantenne che si racconta così: «Facevo il falegname, poi mia moglie si è ammalata di cancro. Io dovevo seguirla a casa, non potevo lavorare con continuità, i soldi non bastavano più ed ho dovuto fare dei debiti con gli strozzini. Poi, mia moglie è morta, io mi sono ammalato ed ora sono senza lavoro e devo pagare i debiti...». Povera è la donna che non ha potuto studiare: «Ho perso il lavoro da operaia e mi chiedono il "titolo". Io mi vergogno a dire che non ricordo nemmeno come si fa a scrivere. Senza quel pezzo di carta, sembra che non vali niente».

Queste persone fanno parte di un gruppo di 50, avvicinato nell´ambito della ricerca «Povertà nuove ed estreme» della Provincia di Torino. Lo studio, illustrato ieri in un convegno a Villa Gualino, «ha confermato delle tendenze», dice Riccardo Cardaci, coordinatore di un lavoro in due parti: l´ascolto degli operatori dei servizi sociali dei Consorzi territoriali (da Chieri a Moncalieri, Nichelino, da Ivrea a Susa, alle comunità montane Chisone e Germanasca) e le interviste agli utenti. «A questi ultimi si è anche chiesto se conoscono altre persone in difficoltà - ha spiegato l´assessore alla Solidarietà Sociale, Maria Pia Brunato - per capire come rintracciare le "povertà non conclamate", che si manifestano in occasione di eventi critici e conducono intere famiglie al di sotto della soglia di povertà». E sulla solitudine, sull´isolamento sociale, ha invitato a riflettere per trovare risposte, la presidente della Provincia Mercedes Bresso.

Le fotografie scattate dalla ricerca sono nitide. La nuova povertà riguarda essenzialmente nuclei familiari monoreddito o a "reddito zero". Un lavoro - interinale, atipico, stagionale - a bassa qualifica è la condizione comune a molti, ma in questa tipologia rientrano anche ex cassintegrati Olivetti e Lancia, lavoratori in mobilità (anche impiegati), donne sole con figli. «Il dramma scoppia con una malattia invalidante, con l´aumento delle spese di casa», spiega Cardaci.

La povertà estrema ha un volto altrettanto variegato. E´ quella dei senza fissa dimora: giovani che hanno abbandonato la famiglia, etilisti soli, utenti dei Ser.T e dei servizi psichiatrici, clandestini. L´abisso della strada si apre, più facilmente, per uomini soli. Il professor Federico Bonadonna dell´Università La Sapienza: «Rifiuti solidi umani, questo li considera la società che li scansa e li scavalca. Per aiutarli a riemergere servirebbero centri diurni per lavarsi, relazionare con qualcuno. Invece, le prime vittime del taglio alla spesa sociale saranno loro». Di povertà nuove ha parlato anche Fredo Olivero, responsabile diocesano della Pastorale Migranti. Ricordando che ad alcune categorie di stranieri in parte vengono date risposte - donne che escono dalla tratta, minori soli -, ha osservato però che altre esigenze vanno prese in considerazione. E´ il caso dei non regolari con malattie invalidanti. «Non possiamo lasciarli morire per strada».

Maria Teresa Martinengo

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.