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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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18.02.2003 - Giochi 2006, torna l'incubo ritardi
Il direttore dell’Agenzia Torino 2006 si da un gran da fare a dire che non ci sono ritardi sul cronoprogramma delle opere da realizzare in città. Ma durante l’audizione in commissione comunale, dove ieri sono stati ascoltati i vertici della stazione appaltante, il sospetto è venuto a più d’uno. I ritardi, magari lievi, magari anche non preoccupanti, ci sono. Tutte le opere infatti vedranno la luce, o meglio, la prima picconata per la loro realizzazione non prima della fine dell’anno, circostanza per la quale non si può parlare di emergenza ma per neppure di anticipo sul ruolino di marcia. Una via di mezzo che consente al direttore Arcidiacono un cauto ottimismo: «Per noi ogni giorno che passa è importante, è per questo che stiamo lavorando per ottimizzare i tempi al massimo, ma non sono preoccupato. Se le cose vanno come abbiamo programmato non avremo problemi». I lavori in pratica dovranno iniziare a fine anno, altri addirittura all’inizio del 2004. Tutto funziona, per ora.

Insomma non è emergenza, secondo gli organizzatori, ma se la sensazione è che un piccolo imprevisto basterebbe a far saltare tutto. Per avere un’idea, tutti i bandi per l’inizio degli scavi (tecnicamente si chiamano sbancamenti) sono fissati a maggio e a luglio l’inizio lavori. Ma solo quelli di movimentazione terra, non di realizzazione vera e propria delle opere. Questi sono gli unici interventi (per così dire) che dovrebbero iniziare prima della fine dell’anno quando invece si concentreranno tutti gli altri. Come ad esempio i lavori per la realizzazione dei lotti 3, 4, 5 del (villaggio olimpico), i lotti 2,6,7,8 dell’area del Moi (dove saranno realizzati una parte dei villaggi media e olimpico, più una sezione di servizi annessi ai due siti) e di quelli per il parcheggio di via Giordano Bruno su seimila metri quadri. Non è allarme dunque, Arcidiacono va su tutte le furie se qualcuno parla di ritardi. Ma che basti poco per far saltare tutto è ormai assodato.

La radiografia presentata ieri agli amministratori dello stato dell’arte è questa: il Palahockey dovrà essere ultimato nel 2005, il bando sarà fatto a marzo e gli scavi di sbancamento dovrebbero iniziare ad agosto e la costruzione vera e propria inizierà solo alla fine di quest’anno (2003). Quest’opera è una delle poche per la quale non è richiesto il test da parte del Cio. Al Moi (ex mercati generali) il bando sarà inviato a fine giugno e i lavori inizieranno a dicembre e dovrebbe essere pronto nel settembre 2005. La realizzazione della passerella di congiunzione tra i villaggi e il Lingotto inizierà a fine anno. La realizzazione del parcheggio su via Giordano Bruno idem come sopra. Non è finita. Problemi sono emersi per la realizzazione del sottopasso di corso Spezia che avrebbe dovuto servire (nell’ipotesi originaria) la zona del Comunale. Le ferrovie non hanno dato l’autorizzazione a scavare sotto i binari oltre il Lingotto mandando così in fumo il progetto del Comune che intendeva farlo sbucare in corso Unione Sovietica. Rimarrà un tunnel monco insomma e che, forse, non servirà a nulla. Anche se l’amministrazione non è dello stesso avviso. E dice che il tunnel si farà lo stesso, magari dopo il 2006.

Andrea Costa

 
 
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