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Torino - 30 luglio 2003
 
 
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20.02.2003 - I Giochi, poi la ricerca
Fa un sostanzioso passo avanti il complicato progetto della «Città della salute» da realizzare nell´area degli ex Mercati generali, che accoglierà il Villaggio olimpico per i Giochi del 2006: nell´operazione, da 5-600 milioni di euro, interviene la Pirelli. A far uscire l´operazione dalle secche delle troppe ipotesi e congetture, ha dato un significativo contributo la riunione di quasi due ore, ieri pomeriggio in Comune, tra il sindaco Sergio Chiamparino, il suo vice Marco Calgaro, il vicepresidente di Pirelli Real Estate, Giovanni Nassi, e l´amministratore delegato di Olimpic Inn, la società promotrice del programma. Pirelli Real Estate è quel ramo del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera che si occupa delle operazioni e trasformazioni immobiliari. A confermare la sensazione che la vicenda abbia subìto una decisiva accelerazione in senso positivo, sono state le (poche) parole dette da Nassi (il manager che si è occupato della trasformazione, in due anni, in attività universitaria di Pirelli Bicocca): «C´è stato un passo avanti, adesso di tratta di chiarire le procedure da seguire per il progetto. Siamo ottimisti». Fin troppo per un uomo che non sembra molto abituato ad «esternazioni» davanti ai cronisti.

Ci hanno pensato poco dopo Chiamparino e Calgaro a definire meglio le novità emerse dall´incontro: «Sono stati sciolti alcuni nodi preoccupanti» dice il vicesindaco. Ovvero: Pirelli Real Estate entra ufficialmente nell´operazione assieme ad un pool di costruttori e a banche «di primaria importanza», sottolinea il sindaco (in prima fila ci dovrebbe essere il San Paolo Imi). Una configurazione di questo tipo nel programma Olimpic Inn rassicura il Comune: scompaiono le remore della vigilia, quelle che facevano preoccupare i vertici di Palazzo Civico, alla ricerca di forti soggetti privati disponibili ad investire nella progettazione e costruzione della «Città della salute».

Risolto questo aspetto non secondario, nell´incontro sono stati delineati altri particolari: non ci sarà alcuna clinica privata nella «Città» (per Nassi sarebbe un controsenso), che conterrà invece un ospedale con reparti ad alta specializzazione (Molinette 2), un campus universitario, la facoltà di medicina e un centro di ricerche sulle biotecnologie mediche. Accanto a queste strutture gestite dagli enti pubblici, ci saranno servizi e attività terziarie (residenze per accogliere i parenti dei malati o le persone che necessitano di lungodegenze), affidate ai privati che investono nell´operazione. Tutto risolto allora? Ovviamente no, vista anche il carattere assai ambizioso di tutto il progetto. Da risolvere c´è la procedura che il Comune può seguire per affidare a questo pool di privati l´area di 200 mila metri quadrati dell´ex Moi sulla quale erigere «la Città della Salute». Per Giovanni Nassi «le indicazioni delle legge Merloni sono più che sufficienti». Secondo Marco Calgaro «ci potrebbero essere delle deroghe». La questione viene affidata agli uffici legali per studiare la migliore soluzione. Successivamente (tra 10-15 giorni) sarà siglato un protocollo d´intesa tra Regione, Comune, Università e Politecnico e la società Olimpic Inn, che sarà una dichiarazione d´intenti per la realizzazione della «Città sanitaria».

Ma come si concilia tutto questo con il Villaggio olimpico da realizzare per i Giochi del 2006? Chiamparino e Calgaro sostengono che la «Città della salute» è un programma che non interferisce con le procedure da seguire per arrivare all´avvio dei lavori olimpici entro la fine dell´anno, come ha annunciato l´altro giorno il direttore dell´Agenzia, Mimmo Arcidiacono. Ma è evidente che, se l´area del Moi venisse assegnata agli investitori privati, il progetto vincitore del concorso per la realizzazione della casa degli atleti, curato da Benedetto Camerana, andrebbe rivisto e inglobato nel piano della «Città della salute». Ma a quel punto non ci sarebbero più i vincoli che hanno gli enti pubblici per la costruzione delle opere: sarebbero i privati a gestire il tutto. Si potrebbero comprimere i tempi delle procedure, fugando le preoccupazioni di questi giorni.

Un quadro eccessivamente ottimista? Il vicesindaco, uno dei più convinti sostenitori dell´idea, nega: «Ci sono tutte le condizioni - spiega Calgaro - per poter dare alla città una realizzazione di grande prestigio non solo sotto il profilo sanitario. L´importante è che ci sia l´accordo di tutti gli enti pubblici coinvolti, compresi l´Università e il Politecnico. Il rapporto che si può creare con la Pirelli può avere effetti positivi anche per altri progetti di ricerca e di innovazione che potrebbero avere Torino come capofila».

Gino Li Veli

 
 
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