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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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20.02.2003 - "Inceneritore, niente paura"
Le targhe alterne? «Da sole servono poco o niente. Ma se sono accompagnate da altre iniziative, come a Torino, diventano utili». L´inceneritore? «L´importante è che funzioni bene. Se ha dei difetti cambia poco averlo sotto casa o a trenta chilometri». In teoria Vincenzo Coccolo, neo direttore dell´Arpa, l´Agenzia per l´ambiente della Regione, è un tecnico, geloso del fatto che a lui «non competono decisioni politiche». Ma i dati della sua agenzia sono decisivi per compiere alcune delle scelte più controverse che attendono le amministrazioni.

Dottor Coccolo, l´inquinamento dell´aria a Torino merita o no i sacrifici di questi mesi? I politici si aspettano dalla vostra agenzia la verità...
«Ah, la verità io non ce l´ho in tasca. Rivolgetevi al cardinale Poletto...».

Va bene, lasciamo stare la verità. Quel è la sua opinione sulle targhe alterne? Servono o no?
«Noi siamo un´agenzia che fornisce dati e studi. Non tocca a noi decidere».

Allora ci dia una valutazione personale...
«Penso che le targhe alterne da sole servano poco o niente. Ma se il provvedimento fa parte di un 'pacchetto´ di iniziative per migliorare la qualità dell´aria, allora possono essere utili. Mi sembra che il comune di Torino si stia muovendo in questo senso. La stessa realizzazione della metropolitana, gli obiettivi miglioramenti apportati alla rete di trasporto pubblico, vanno in questa direzione».

Ma i torinesi si chiedono: i sacrifici della limitazione del traffico sono indispensabili o hanno solo un valore educativo?
«Anche il valore educativo è importante. Se vogliamo salvaguardare l´ambiente, dobbiamo imparare a convivere con certe regole. Facciamo un esempio: quando si verifica un´alluvione vengono al pettine in poche ore tutti gli errori compiuti nei decenni precedenti. Se non si intervenisse sulla qualità dell´aria le conseguenze sulla salute sarebbero gravi. E, a differenza delle alluvioni, non sarebbero facilmente visibili. Ci vogliono anni di studi per accorgersi che l´indice di mortalità di una certa area è aumentato».

Come state intervenendo per tenere sotto controllo la qualità dell´aria a Torino?
«Stiamo potenziando la rete delle centraline estendendola anche ai comuni della cintura. Inoltre stiamo per installare sul tetto del palazzo di corso Stati Uniti 21, recentemente acquisito dalla Regione, una speciale stazione che rileva temperatura a direzione del vento fino a 2500 metri d´altezza. Questo ci consentirà di capire in anticipo se si stanno verificando le condizioni per l´aumento degli inquinanti».

Una seconda questione spinosa è quella dell´inceneritore. In base ai dati in vostro possesso, esistono rischi per la popolazione che abita vicino all´impianto?
«Se l´impianto funziona a regola d´arte, non esistono rischi».

E se non funziona?
«In quel caso gli effetti di un ipotetico inquinamento riguardano un´area di trenta-quaranta chilometri. E non differiscono in modo significativo per chi abita a ridosso dell´impianto e chi si trova più lontano».

Gli abitanti di Basse di Stura protestano per i livelli di inquinamento dell´aria nell´area dell´attuale discarica. Condivide l´allarme?
«Dobbiamo distinguere tra le puzze e l´inquinamento. La discarica è stata gestita dall´Amiat rispettando tutti i criteri previsti dalla legge. Dire che l´aria in quella zona è inquinata è sbagliato. Altra cosa sono i cattivi odori che arrivano dall´impianto. Si tratta comunque di una discarica che sta per giungere al termine della sua attività».

Paolo Griseri

 
 
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