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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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20.02.2003 - Fine corsa per le auto non ecologiche
I veri nodi della lotta all´inquinamento atmosferico vengono al pettine e il «Piano d´azione» preparato dalla Provincia per i prossimi tre inverni, dopo le incertezze dei giorni scorsi, li evidenzia tutti, a partire dalla limitazione per la circolazione dei veicoli, anche commerciali, più inquinanti. Cioè non catalizzati e non ecodiesel. Se dalla bozza del «Piano» emerge che alle targhe alterne si ricorrerà solo in emergenza, si scopre quale sarà il programma progressivo di limitazioni dei prossimi tre inverni.

Dal 1° ottobre 2003 al 31 marzo 2004 ogni mercoledì e giovedì sarà interdetta la circolazione dalle 7,30 alle 19 a tutti gli autoveicoli non ecologici, mentre per il trasporto merci il divieto è dalle 10 alle 17. Nell´inverno 2004-2005 stesso divieto, stessi giorni, stesse ore, ma esteso anche al trasporto merci. Dal 1° ottobre 2005 nelle giornate feriali, dalle 7,30 alle 19, divieto di circolazione per «tutti gli autoveicoli non ecologici». Una rivoluzione, contenente anche interventi sugli impianti di riscaldamento e industriali, che peraltro era pronta in Provincia dallo scorso novembre e che ha trovato l´opposizione dei commercianti e la scarsa collaborazione del Comune di Torino. Così si è ripiegato sulle targhe alterne, operazione al centro di tante polemiche, per molti solo un confuso palliativo che ha diminuito il traffico ma non l´inquinamento. Ieri l´assessore provinciale alle Risorse atmosferiche Elena Ferro, affiancata dalla presidente Mercedes Bresso, ha discusso il «Piano d´azione» con i commercianti e gli artigiani, sui quali ricadrà il costo di un riammodernamento del parco veicoli. C´erano rappresentanti della Confesercenti, dell´Epat, della Confartigianato, del Centro agroalimentare, della Federazione autotrasportatori. Assente l´Ascom, che già ad una precedente riunione non si era presentata.

Stabilito che la cura per l´aria di Torino deve essere radicale, ma che non si può rivoluzionare all´improvviso il sistema di distribuzione commerciale e di movimentazione dell´artigianato, si sono affrontare «le politiche di sostegno e non solo di incentivazione», come ha precisato l´assessore Ferro e si è presa in esame subito la trasformazione a metano dei vecchi motori diesel e a Gpl di quelli a benzina non catalizzati. Un´operazione per la quale esistono contributi dello Stato, ma poco conosciuti, che la Provincia vuole rilanciare. La proposta, che è solo un inizio di dialogo con le categorie, è stata accolta con favore e ora con l´aiuto della Camera di commercio si quantificherà il fabbisogno. E intanto parte un piano per incrementare i distributori di metano.

Gianni Bisio

 
 
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