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21.02.2003 - Rai, Torino tra timori e speranze
La direzione di Raidue trasferita a Milano: la notizia piomba sulla Torino ansiosa di tornare protagonista delle produzioni tv attraverso un´agenzia Ansa delle 18,30. E subito scatena reazioni diametralmente opposte: dall´entusiasmo di Roberto Cota, segretario della Lega nonché presidente del Consiglio regionale, allo scetticismo del sindaco Chiamparino che, appena tornato da Roma per una riunione Anci, dichiara: «Per Torino cambia poco, anzi, forse la prospettiva peggiora». In mezzo ai due estremi, ma certamente più vicino al primo cittadino, un arrabbiato Giorgio Merlo, parlamentare della Margherita che continua ad invocare da parte di «mamma Rai» - ieri anche attraverso una lettera aperta - maggiore attenzione nei confronti del capoluogo piemontese. Il consiglio d´amministrazione di ieri avrebbe deciso che gradualmente, dovrebbero essere trasferite a Milano anche alcune strutture di programmazione della rete, mentre non si parla ancora dello spostamento di strutture industriali, nè della sede della testata giornalistica.

Cominciamo dai commenti entusiasti, vale a dire dal comunicato di Roberto Cota, intitolato «Raidue a Milano è il primo passo. Anche Torino ne beneficerà». Il presidente del Consiglio regionale dichiara: «Sono assolutamente soddisfatto e mi auguro che questo sia il primo passo verso il trasferimento di tutta Raidue al Nord». Incalza: «È giusto che ci siano tre reti dislocate nel Paese, una al Nord, una al Centro e una al Sud. Il Nord, in particolare, per ciò che rappresenta per il Paese, sentiva questa esigenza in maniera forte in quanto finora non ha avuto adeguata rappresentanza nella tv pubblica che troppo spesso è stata gigante economico, ma nano politico».

Per il sindaco Chiamparino, invece, la musica è ben diversa: «Non ci vedo nulla di positivo per Torino - commenta a caldo - mi sembra piuttosto un´operazione per accontentare una componente della compagine governativa e non la valorizzazione delle risorse del territorio». E aggiunge: «In ogni caso resta da dimostrare che un´azienda divisa in due sia meglio di un´azienda unitaria che investe sulle proprie articolazioni territoriali che sono certamente Milano, ma anche Torino con il suo Multimedia Park e il Cineborgo, Napoli ed altre realtà». Anche il presidente della Regione Enzo Ghigo guarda con preoccupazione alla scelta di trasferire la direzione da Roma a Milano di Raidue. «Mi sembra un´interpretazione parziale - ha dichiarato il governatore del Piemonte - dell´applicazione del federalismo radiotelevisivo in quanto dal cda non emerge una progettualità per quanto riguarda Torino. Non vorrei che questa concessione a Milano e ipoteticamente al Nord volesse rappresentare un disegno che prevede il depotenziamento del centro di produzione di Torino».

Dichiaratamente «preoccupatissimo» è invece il parlamentare della Margherita Giorgio Merlo, membro della commissione di Vigilanza della Rai, il quale, in un comunicato dal titolo «Non mortificare la Rai piemontese» afferma: «Il federalismo radiotelevisivo è un processo che sarà difficile arrestare ma che non può finire per impoverire il polo di Torino e del Piemonte, la seconda realtà della Rai in Italia». In una lettera aperta inviata al presidente Baldassarre, Merlo sostiene che il decentramento del servizio pubblico non può essere sacrificato «sull´altare di interessi politici di un partito, in questo caso la Lega Nord Padania». E conclude: ««Com´è possibile ridurre e calpestare il necessario e improrogabile rilancio della presenza Rai piemontese a un vago impegno verbale del tutto improduttivo e sterile?».

Infine, il consigliere regionale Roberto Placido,(Ds) responsabile della commissione Cultura approfitta dell´annunciato trasferimento a Milano di Raidue per ribadire che «Torino merita e deve puntare a diventare la sede produttiva di Rai Educational: un´iniziativa cui i Ds stanno lavorando da molto tempo e che alla luce delle notizie del giorno va perseguita con grande tenacia».

Emanuela Minucci

 
 
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