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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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11.02.2003 - Comuni uniti per gestire i trasporti
Nasce il Consorzio della mobilità metropolitana
Interessati al progetto Torino e altri trentuno centri della cintura

Parte il Consorzio, o meglio l´«Agenzia», per la Mobilità metropolitana. Ieri sera la Sala Rossa ha approvato a larga maggioranza con il solo voto contrario di Rifondazione comunista e l´astensione del centro-destra, l´ingresso del Comune in un organismo che, oltre a Torino, a cose fatte, comprenderà altri 31 centri dell´area metropolitana: Alpignano, Baldissero, Beinasco, Borgaro, Cambiano, Candiolo, Carignano, Caselle, Chieri, Collegno, Druento, Grugliasco, La Loggia, Leinì, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pecetto, Pino, Piobesi, Settimo, Pianezza, Piossasco, Rivalta, Rivoli, San Mauro, Santena, Trofarello, Venaria, Vinovo e Volpiano. Per un totale di 577 mila 611 abitanti, ai quali si aggiungono i circa 900 mila del capoluogo. Da quest´organismo verrà costituita l´Agenzia per lo sviluppo dei Trasporti non solo metropolitani, ma regionali, ossia per tutto il Piemonte. Tant´è che, dopo l´eventuale adesione degli altri Comuni, la parola derfinitiva spetterà all´aula di Palazzo Lascaris. L´adesione municipale all´organismo, che in prospettiva avrà il compito di potenziare e razionalizzare i trasporti, raccordando l´azione delle maggiori società chiamate a svolgere il servizio pubblico (sotto la Mole il Gtt, Gruppo trasporti torinesi, nato recentemente dalla fusione di Atm e Satti), costerà alla civica amministrazione 925 mila euro, pari ad un miliardo ottocento milioni di vecchie lire e al 37,5 per cento dell´operazione. Analogo l´impegno finanziario (37,5 per cento) che dovrà accollarsi la Regione, mentre la Provincia e gli altri 31 Comuni parteciperanno con quote pari complessivamente al 25 per cento, 12,5% a testa. La questione dell´Agenzia, che doveva entrare in funzione già dallo scorso primo gennaio, è in ballo dal 1997, ossia da quando una legge del Parlamento ha conferito nuovi poteri alle Regioni e agli enti locali in materia di Trasporti. «A fine Duemila - spiega l´assessore Maria Grazia Sestero, che ha proposto la delibera - il Comune sottoscrisse un accordo di programma con la Regione per il rilancio della Mobilità pubblica, la sua riorganizzazione, con il conseguente miglioramento dell´ambiente nelle aree urbane. Ci fu poi un protocollo d´intesa che approvammo come giunta nel luglio dello scorso anno. Ed ora siamo al dunque». Ma la capogruppo di Rifondazione comunista Marilde Provera, annunciando il proprio voto contrario, l´ha definita «una scelta sciagurata». Perché - ha spiegato - «con la decisione di aderire a questa Agenzia metropolitana per il Trasporto pubblico, la civica amministrazione dovrà accettare scelte altrui, senza tenere nel dovuto conto le esigenze dei torinesi, ma accettando di patteggiare tra Provincia, Regione e Comuni (compreso il nostro che però da solo non avrà la maggioranza), sui mezzi da porre in campo e sulle tariffe».

Giuseppe Sangiorgio

 
 
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