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Torino - 18 maggio 2003
 
 
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11.02.2003 - Chieri: un ospedale nella vecchia tessitura
Sorgerà a Chieri, nei locali dell´ex manifattura Gaidano e ospiterà sale chirurgiche, day surgery, poliambulatorio e distretto sanitario dell'ASL 8.

Un tempo «La Gaidano» era una gloriosa tessitura di Chieri. Poi è diventata la sede della Biblioteca civica, adesso ospiterà l´ampliamento dell´ospedale Maggiore, con sale chirurgiche, day-surgery, poliambulatorio e sede dei mezzi del 118. Il commissario dell´Asl 8, Giorgio Rabino, è soddisfatto. Ha appena firmato un contratto con il Comune di Chieri per l´acquisto degli edifici dell´ex manifattura, in pratica un intero isolato tra via De Maria, via Mosso e piazza Silvio Pellico, che cambierà faccia a questo pezzo di città. Il primo passo era stato fatto due anni fa con l´inaugurazione della nuova ala dell´ospedale su via Mosso, una boccata d´ossigeno per la vecchia struttura sanitaria nata nel Medioevo e rifatta nel 1945 e poi negli Anni 60. Il nuovo ulteriore ampliamento - in mattoni rossi e grandi vetrate - ospiterà la chirurgia, il distretto sanitario, il poliambulatorio di piazza Mazzini, comodo e non a norma, il day-surgery, e gli spazi per la libera professione sinora inesistenti. Quasi un nuovo ospedale. Costo dell´operazione? «Il valore dell´area è di 2 milioni 92 mila euro - spiega Giorgio Rabino -. Ma l´Asl in cambio dell´ex tessitura s´impegna nella costruzione di un parcheggio multipiano, destinato alla città. In pratica resta da versare un conguaglio di 656 mila euro». Insomma, il più è fatto. L´appalto dei lavori dovrebbe partire entro l´anno, garantisce Rabino. La costruzione della nuova struttura sanitaria, che prevede l´abbattimento di gran parte della vecchia tessitura, costerà 12 milioni 200 mila euro. Otto milioni sono già stati stanziati da fondi statali, mentre i restanti 4 milioni 129 mila se li accolla l´Asl, che si autofinanzia rivendendo i terreni di un lascito alle Maddalene. Da agricoli sono diventati edificabili e il valore è salito alle stelle. «In questa operazione il Comune ci ha dato una mano importante», ammette Rabino. Il nuovo, avveniristico ospedale di piazza Silvio Pellico ospiterà al piano interrato il centro prelievi e sarà collegato all´ospedale Maggiore con una manica sotterranea sotto via Mosso. Al pianoterra verrà trasferito il centro di prenotazione ora in via Vittorio, il primo piano accoglierà la chirurgia, collegata da una manica aerea alle sale operatorie, e il day-surgery con dieci nuovi posti letto. Il secondo piano sarà destinato agli ambulatori e alla libera professione, come previsto dal decreto Bindi. Dunque, i pazienti che vorranno farsi operare privatamente potranno rivolgersi all´ospedale anziché alle cliniche private. Gli uffici amministrativi, infine, saranno al terzo piano. E il vecchio ospedale? «Non chiuderà i battenti - spiega Giorgio Rabino -. I locali lasciati liberi dalla chirurgia verranno messi a disposizione per risolvere l´annoso problema della medicina generale, che oggi è sovraffollata».

Antonella Perotti

 
 
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