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Torino - 27 maggio 2003
 
 
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25.02.2003 - Area Moi, appello al governo. Rogge: "Siamo preoccupati"
Dal numero 1 del Cio arriva un richiamo sui tempi delle opere. La lunga riunione della "Cabina di regia" si è chiusa con la richiesta di far intervenire Roma definendo un nuovo protocollo d´intesa

Alla vigilia dell´arrivo del numero uno del Cio, Jacques Rogge, c´è sempre preoccupazione per i «tempi strettissimi» di realizzazione degli impianti olimpici, in particolare per il Villaggio degli atleti negli ex Mercati generali, il vicino stadio per le gare di velocità su ghiaccio (Oval) e per il ristrutturato Palavela (ospiterà le prove di pattinaggio e short track). Senza dimenticare che dopo le incertezze delle settimane scorse, i lavori per la pista del bob a Cesana cominceranno a giugno, due mesi dopo il previsto. Ma sul complesso progetto della «Città della salute», che si pensa di creare nell´ex Moi dopo i Giochi, si pensa di coinvolgere il governo nel prossimo protocollo d´intesa che Comune, Regione, Politecnico, Università pensano di siglare tra qualche settimana, una volta individuate le procedure da seguire e soprattutto i reparti di alto livello che la Regione conta di insediare nelle Molinette 2, l´ospedale da costruire nell´area. Venerdì ci sarà un vertice tutto politico tra Comune e Regione per superare gli ultimi ostacoli. È il frutto di una contrastata riunione di quasi quattro ore della «Cabina di regia» sulle Olimpiadi, quell´organo di verifica sull´andamento dei lavori dei Giochi del 2006, guidato dal presidente regionale Enzo Ghigo, nel quale figurano i vertici di Comune, Provincia, Toroc, Agenzia, Coni e rappresentanti del governo. Allontanati addetti stampa e portavoce, la riunione affronta tutti i nodi cruciali ancora da risolvere, a cominciare dai tempi «ridotti» (la versione buonista) o i ritardi (versione poco politically corrett) che incombono su diverse opere. «Per alcuni impianti - ammette Elda Tessore, assessore comunale ai Giochi- ci sono ritardi intorno ai 60-70 giorni. Ma ce la possiamo fare. Certo, non possiamo permetterci più alcun inconveniente». Quello che si vuole evitare una severa reprimenda di Jacques Rogge, il numero uno del Cio, che domani incontrerà Silvio Berlusconi e il ministro Franco Frattini (l´uomo incaricato di seguire l´operazione Torino 2006) e il giorno dopo sarà a Torino per un´ampia verifica, in vista anche dei «test» che si devono effettuare su alcuni impianti un anno prima dei Giochi. Sulla vicenda della «Città della salute» si rafforza l´impegno di realizzarla anche se mancano ancora punti fermi precisi: la Regione chiede garanzie per avere a disposizione l´area di 200 mila metri quadrati degli ex Mercati generali più i 100 mila della vicina area delle Dogane per il suo ospedale ricco di reparti superspecializzato mentre quelli più tradizionali potrebbero essere «spalmati» sulle altre strutture esistenti. Ora nell´operazione verrà coinvolto il governo per l´assenso che deve dare il ministero delle Finanze alla cessione dell´area Dogane. «Entro marzo - sostiene Tessore- risolveremo tutti i dubbi sulle procedure da seguire per l´assegnazione dell´area. Nel frattempo non si ferma l´iter per la costruzione del villaggio olimpico che prevede il bando per gli scavi a fine aprile e i lavori a luglio mentre quelli veri di costruzione cominceranno l´8 dicembre». Nella riunione della «Cabina» c´è anche tempo di affrontare, con Paolo Barelli, presidente di Federnuoto, la questione del proseguimento dell´attività dopo la decisione di abbattere la piscina olimpica di corso Sebastopoli per fare posto al Palazzetto del ghiaccio. L´assessore regionale Ettore Racchelli propone: «Consentiamo alle tre società (Rari Nantes, Centro Nuoto Torino e Libertas Nuoto) che da vent´anni gestivano l´impianto di corso Sebastopoli di utilizzare i finanziamenti già stanziati per coprire le piscine scoperte Trecate e Colletta». L´assessore comunale Renato Montabone ricorda che nella zona del campo «Combi» presto nascerà un Palazzetto del nuoto.

Gino Li Veli

 
 
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